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Foo Fighters “Medicine At Midnight”

Il Rock che ha fatto la storia, che ha raccontato nel bene e nel male la seconda metà del ventesimo secolo e l’inizio del terzo millennio, non tornerà più

10 album in 25 anni: questo è il traguardo della band di Dave Grohl. Ha iniziato da solo, senza aver alcuna idea che si sarebbe ritrovato a essere il leader di una delle band più amate e blasonate del Rock mondiale. E quando ha iniziato a crederci, i dischi dei Foo Fighters, almeno per il sottoscritto, ne hanno risentito. Perché è indubbio che Dave ami il Rock’n’Roll e lo conosca molto bene, ma la sua forza, il suo talento è quello di saper scrivere canzoni schiette e dirette nelle quali è possibile ritrovare tutti gli elementi che da teenager lo hanno fatto innamorare di band come Cheap Trick, Kiss, Queen solo per citare alcuni nomi. Altra cosa è quando il nostro e la sua band hanno pensato di essere in grado di contribuire alla crescita del Rock e del suo linguaggio.

I Foo Fighter si reggono sulla semplicità e quella faccia da schiaffi di Dave Grohl che ha carisma ma i modi del fan, di quello che fa la fila come te prima dei concerti, che non si vergogna a dichiarare il suo amore per Lemmy o i Led Zeppelin. Ma poi forma un gruppo con John Paul Jones e ha ospite proprio Lemmy in un video della sua band. Questo disco, ai miei orecchi, vuole recuperare lo spirito di un tempo, strizzando l’occhio a quello che i fan vorrebbero sentire da loro: “Waiting On A War” è il perfetto esempio. Te la puoi immaginare già suonata dal vivo. Anche il Pop solare di “Making A Fire” assolve il suo compito.

Ma che dire di “Shame Shame”? È davvero poca cosa, una sorta di: “facciamo qualcosa di diverso, ma non troppo”, che non accontenta nessuno. Molto meglio la title track che sembra un tributo a Tom Petty e ai suoi Heartbreakers (a proposito, andatevi ad ascoltare il disco dei Dirty Knobs di Mike Campbell e ne sentirete delle belle), o la sincopata “Holding Poison”, altro tormentone dal vivo, frivola e frizzante e in odore di Cheap Trick.

C’è pure il pezzo che ricorda che anche i nostri “eroi” non sono proprio di primo “pelo” e hanno bisogno a volte di rallentare. “Chasing Birds” è un tributo ai Wings, e a colui che ha fatto dello scrivere canzoni pop un mestiere, che, se preso sul serio può rendere miliardari. Proprio come Dave Grohl. Perché Dave è un lavoratore e sa che l’impegno dà buoni frutti. La sua vita ne è l’esempio. E la sua vita può essere d’ispirazione e modello di comportamento, così come la sua musica qualcosa da provare a superare.

I Foo Fighters continueranno a pubblicare dischi per altri 25 anni, e ogni disco avrà sempre quei due o tre pezzi da Greatest Hits, ma sono i primi anche a ricordare a loro stessi che il Rock, quello che ha fatto la storia, quello che ha raccontato nel bene e nel male la seconda metà del ventesimo secolo e l’inizio del terzo millennio, non tornerà più.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “Medicine At Midnight”

  1. Making A Fire
  2. Shame Shame
  3. Cloudspotter
  4. Waiting On A War
  5. Medicine At Midnight
  6. No Son Of Mine
  7. Holding Poison
  8. Chasing Birds
  9. Love Dies Young

Line up Foo Fighters

Dave Grohl – voce, chitarre / Taylor Hawkins – batteria, cori / Pat Smear – chitarre / Chris Shiflett – chitarre / Nate Mendel – basso / Rami Jaffee – tastiere

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