General Stratocuster and the Marshals “Get a Lawyer” – Black Candy Records 2020

E finalmente i General Stratocuster and the Marshals tornano nelle nostre orecchie con nuovi brani, i dieci contenuti nel nuovo lavoro in studio “Get a Lawyer”. È il quarto album per la band italiana – il cui curriculum lo trovate nel grande libro del Classic Rock internazionale – uscito il 10 gennaio 2020.

Trovati un buon avvocato! questo è stato il consiglio che Leslie West, chitarrista e cantante degli storici Mountain ha dato a Jacopo “Jack” Meille che gli aveva timidamente chiesto cosa suggerirebbe di fare ad una band esordiente. I General Stratocuster and the Marshals non sono però né giovani, né esordienti: la loro storia è legata a doppio filo con gli ultimi trent’anni di musica Rock e non solo. Non hanno bisogno di un avvocato perché probabilmente hanno preso accordi con Satana in persona, che di sicuro sta già ballando al suono di “Greetings From Hell” che apre il loro ultimo disco.

General-Stratocuster

Per i General Stratocuster and the Marshals tante recensioni positive sin dai loro esordi, ma a parer mio piuttosto riduttive: Classic Rock, su questo non c’è dubbio alcuno, e come nessuno in Italia ha mai suonato. E se non sapete a cosa corrisponde questa etichetta, forse banale e ampia ma precisa ed efficace, basta mettersi le cuffie e ascoltare “Get a Lawyer”. Non sono d’accordo però sull’utilizzo dei termini “venature”, “influenze”, “contaminazioni”.

Sì, perché questi rocker la musica non la consumano o abbelliscono, non prendono un filone per poi metterci su merletti e trine di volta in volta, di brano in brano. I General Stratocuster and the Marshals hanno la musica dentro, nelle vene e nelle arterie, e ce la restituiscono perfettamente rielaborata e cucinata: ingredienti semplici, rielaborazione creativa e raffinata ma rispettosa della tradizione, risultato che si scioglie nei padiglioni auricolari, per portarci dove vogliamo: siamo in California, siamo in Texas, siamo nell’Isola di White, siamo a Londra, siamo qui. E il Blues, il Root, il Folk, il Southern, l’Hard Rock, e un pizzico di Funk, non sono le spezie ma gli ingredienti principali.

Assaggio e riassaggio dunque “Get a Lawyer”, insistendo sulla mia preferita “California Rave”, e ho solo un piccolo disagio ogni volta che arrivo a “Too Good To Be True”, il rocker finale: le canzoni sono dieci, ragazzi, ne volevo di più. Questo album fatto di brani schietti, diretti, dai testi male-rock con finestre sul profondo sé, lo possiamo subito ascoltare dal vivo, una dimensione di cui i General Stratocuster la sanno lunga.

Articolo di Francesca Cecconi

 

Line up General Stratocuster and the Marshals

Jacopo “Jack” Meille/Jack Marshal – voce e chitarra acustica

Fabio Fabbri/General Stratocuster – chitarra elettrica

Alex “Nuto” Nutini/Alex Marshal – batteria

Richard Ursillo/Lefty Marshal – basso e cori

Federico Pacini/Freddie Marshal – tastiere

Track by track

“Greetings From Hell” – Quale miglior inizio se non un’invettiva contro chi ti ha reso la vita un inferno! Da ascoltare tutta d’un fiato a tutto volume.

“Let It Rain” – David Bowie è stato per tutti nei General Stratocuster uno dei più grandi artisti del ventesimo secolo. La sua perdita li ha in qualche modo ispirati in modo indelebile. Gli interventi di pianoforte, la linea di basso nel ritornello sono piccoli tributi al Duca bianco.

“California Rave” – Quando ti ritrovi un riff mastodontico di chitarra come questo, non devi fare altro che lasciarti andare – Jack. “California Rave” parla di spiagge affollate, di corpi sudati e di pensieri indecenti, un po’ come quelli di Patti Pravo e degli Stranglers nella loro “Peaches”.

“That Kind Of Woman” – Un “instant classic”, potrebbe definirla qualcuno; se mai si può definire il sound dei General, questa canzone ci va vicino. Sorniona e con quel pizzico di Fleetwood Mac di “Rumors”.

“Body & Soul” – Nata come una jam in sala prove, è la canzone che più cattura l’energia che la band ha dal vivo. La parte centrale, è stata improvvisata durante le registrazioni per lasciare libero Jack di improvvisare e guidare il crescendo finale.

“Give It Up” – Una canzone d’addio, che vorrebbe essere un arrivederci e nella quale la malinconia prende il sopravvento.

“Talkin’ ’bout Love” – “Emotional Rescue”, la canzone e l’omonimo disco dei Rolling Stones, sono tra i miei preferiti, il falsetto di Jagger ha un che di ipnotizzante, ed io non ho saputo resistere all’idea di provare a citarlo – Jack.

“Rock Steady, Roll Lady” – Gli anni ’50 con i loro testi ricchi di metafore e allusioni più o meno esplicite sono alla base di questo Rock’n’Roll senza troppi fronzoli.

“Rollin’ On” – La prima canzone scritta per questo disco di getto appena entrati in sala prove – parola del Generale Stratocuster – giusto il tempo di accendere gli amplificatori che si siamo lanciati. La canzoni a volte vanno catturate prima che volino via!

“Too Good To Be True” – Una canzone che in qualche modo lascia intuire nuove strade, nuove sonorità che verranno. Una sorta di sguardo nel futuro prossimo, senza però svelare troppi dettagli.