23/06/2024

IDLES, Padova

23/06/2024

Apolide Festival, Ivrea (To)

23/06/2024

Fontaines D.C., Lido di Camaiore

23/06/2024

Brujeria, Bologna

23/06/2024

La Prima Estate Festival, Lido di Camaiore (LU)

23/06/2024

E, Fano (PU)

23/06/2024

Gossip, Segrate (MI)

23/06/2024

Dogstar, Gardone Riviera (BS)

23/06/2024

Tre Allegri Ragazzi Morti, Ivrea (TO)

23/06/2024

Comeback Kid + Bane, Bologna

23/06/2024

The Smile, Roma

24/06/2024

Paolo Nutini, Lignano Sabbiadoro (UD)

Agenda

Scopri tutti

Graziano Romani “Still Rocking”

C’è ancora chi sa raccontare storie, ed emozionare, con una delle declinazioni più belle della musica contemporanea: il Rock ’n Roll

Quando si pensa all’Emilia si guarda al Beat, alla canzone d’autore e al Rock. La patria della musica statunitense, per contrappasso, è sempre stata l’Emilia Romagna. A quel punto inevitabile è arrivare al dualismo, figlio intrinseco della nostra visione del mondo: da Coppi a Bartali, da Baggio a Signori, fino a Vasco e Ligabue. Ma nel mezzo? Lì ci sta tutta una vitalità che è ricca tanto quanto quello che il mainstream ci impone. Graziano Romani è in questa terra di mezzo, zona dove si è conquistato, da tempo, uno spazio tutto suo, con grande seguito. “Still Rocking”, uscito il 9 giugno 2023 su Route 61 Music, è il 19°esimo album da solista del musicista emiliano.

L’ultimo lavoro, prima dell’attuale, è stato un bell’omaggio ai Nomadi di Augusto Daolio, album che ha raccolto il plauso di molta critica musicale raffinata. Era davvero un bel disco, e soprattutto resta un omaggio, sincero, vero e rispettoso, a una grande voce del beat italiano. Nel nuovo lavoro, invece, Romani torna alle sue radici, e cioè al Rock ’n Roll, al Blues e alla ballad di respiro statunitense. Una voce, quella di Romani, reggiano di Casalgrande, che è un ottimo mix fra potenza alla Springsteen, calore di Cohen, con tinte da crooner. Insomma, bella, intensa, potente, sporca quello che serve e, dunque, ancora molto Rock. Allo stesso tempo, ruvida quello che è necessario per non essere macchietta; morbida quello che basta per non essere parodia.

Per Romani, dopo l’omaggio a Daolio, era dunque il tempo di far rivivere il sound e quelle vibrazioni giovani dalle quali era partito tanto tempo fa, e che ancora oggi animano i suoi concerti live. Le canzoni di “Still Rocking”, tutte cantate in inglese – sette di nuova composizione, tre raccolte dal repertorio dei Rocking Chairs, rilette però con il gusto di oggi, alle quali si aggiunge una cover di Tom Petty – possiedono infatti, ad un primo ascolto, l’impatto rock, fresco e potente, degli albori della sua carriera. Allo stesso tempo sembra di ascoltare un album che, per grazia divina, è fuori finalmente dal tempo odierno. Lontano, dunque, dalla ricerca del piacere per forza, e dalle sonorità che devono incontrare il gusto dei giovani. Chi non ama il Rock, insomma, vada ben a divertirsi con altro. Non è certo compito dei rocker inseguire il pubblico, ma farsi raggiungere.

A suonare le nuove canzoni, per tornare a “Still Rocking”, oltre ai fidi Lele Cavalli, Nick Bertolani e Follon Brown, ci sono Max Marmiroli e Franco Borghi, sax e tastiere che erano con Romani nei Chairs, e tutto il sapore dell’esperienza maturata dal musicista reggiano, nel suo lungo viaggio, con quella iconica chitarra Rickenbacker appesa al collo.

Vediamo nel dettaglio alcune tracce che meritano attenzione. Non che le altre non ne siano degne, ma queste sono davvero il motore vitale, energia insomma, del nuovo lavoro di Romani. “My Starless Sky”, che apre l’album, racconta di un amore che brilla come una stella, lunica di un cielo che altrimenti sembra troppo vuoto e buio. Così ce la spiega Romani. Tuttavia, il brano a un mood da vero Rock, con un inizio che chiama la strada, il viaggio, le lunghe percorrenze. Un sound americano, senza essere duro, grunge. Romani, con il supporto del sax, ci regala un pezzo da far invidia al migliore Springsteen degli albori.

“Kozic pendulum” è una bella ballata, dove i fiati fanno la differenza, con le tastiere. Ho voluto, nel ritornello, latteggiamento della condivisione, quel cantare e ballare insieme, possibilmente sorridendo, a un ritmo cadenzato. Un brano che, con qualche orpello qua e là, potrebbe quasi avere la struttura di un buon singolo radiofonico. Un pezzo davvero piacevole, che profuma d’America, senza esserne brutta copia. 

“Land Of Plenty And Sin” è, senza dubbio, uno dei vertici di questo lavoro. Qui la voce di Romani è una meraviglia: sale, scende, stride, graffia, abbraccia. Una terra dove è comunque meglio provare a resistere, dove la vita è sempre più dura e “non è più tempo per il dolce Rock’n Roll” spiega Romani. Ha ragione Bennato quando afferma che, perse le certezze, serve restare fedeli al potere sovversivo del Rock. Ma direi anche alle varie infinite declinazioni di questo gran genere. Qui Romani, infatti, introduce il flauto che da un retrogusto alla Jethro Tull e, allo stesso tempo, ammorbidisce un testo dove domina completamente la voce di Romani, che sorregge tutta l’impalcatura del brano. Bellissima, davvero.

Altro grande brano, molto classico, ma proprio per questo tanto intrigante, con un sax che arriva diretto dai grandi lenti della tradizione rock made in Usa, è “Pure Lovin’”, con un ottimo ritornello che non mancherà di far cantare il pubblico nei live.  Sacro e profano. Una gran bella storia, essere amati da un angelo. Ti libera, spezza le tue catene, ti protegge dalla follia del mondo, ti disseta con l’acqua della sua fonte, ti lenisce il dolore sfiorandoti con le sue ali. E se funziona, allora non può essere che amore puro.

Chiudiamo con alcune parole sulla cover di Tom Petty and The Heartbreakers, e cioè la bella esecuzione di “No Reason To Cry”. Un grande rispetto anima questa interpretazione che profuma, ancor più dell’originale, di ballata e, allo stesso tempo, ha il sapore dei pezzi unplugged degli anni ’90. Molto bello il gioco fra fisarmonica e chitarra, che si inseguono e dialogano per tutta l’esecuzione. Anima rock americana, insomma, fusa perfettamente con la grinta della terra d’Emilia. Qui non è questione di lambrusco e pop corn, ma di capacità di portare in una terra di sognatori, l’Emilia, la musica figlia della libertà, e cioè il Rock. Sogno e libertà, ecco il carburante vero del rocker. Graziano Romani, con questo nuovo lavoro, resta fedele a questa benzina. Anzi, ci permette di fare un bel pieno di grinta e di passione. La cover è davvero un bel pezzo. Anche in questo caso il tutto è sorretto da un ottimo sax, sia come sottofondo, sia come seconda voce che accompagna quella di Romani.

Un album che non è destinato a far fare un passo avanti alla musica nostrana, e tanto meno a quella americana. Allo stesso tempo, però, è un album che rassicura, che fa capire che c’è ancora chi sa raccontare storie, ed emozionare, con una delle declinazioni più belle della musica contemporanea: il Rock ’n Roll. L’artista sarà in concerto il 29 luglio Casalgrande (Re), il 2 settembre a Lugagnano di Sona (Vr), il 3 settembre a Staranzano (Go), il 24 settembre a Levizzano (Mo).

Articolo di Luca Cremonesi

Tracklist “Still Rocking”

  1. My Starless Sky
  2. Kozmic Pendulum
  3. Land Of Plenty And Sin
  4. It’S Never Really Over
  5. Right From Wrong
  6. This Guy Lucifer
  7. Pure Lovin’
  8. No Reason To Cry
  9. Wounds And Scars
  10. Summer’S Almost Gone
  11. Truth Is Told
© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!