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Greg Puciato

Greg Puciato “Mirrorcell”

Musica paragonabile a una tavolozza di colori, tante le sfumature e le atmosfere presenti

Il secondo album di Greg Puciato “Mirrorcell” è uscito il 1 luglio per l’etichetta Federal Prison. È solo il secondo come solista per il cantante e chitarrista americano, ma dopo le esperienze con The Black Queens, The Dillinger Escape Plan e il lavoro sul nuovo album di Jerry Cantrell (la nostra recensione), è fuori ogni dubbio che il musicista abbia accumulato un bagaglio di input ed esperienze notevoli che per forza di cose si riflettono su ogni suo lavoro.

Il precedente album del 2020 “Child Soldier: Creator Of God” ci aveva fatto scoprire un musicista dai mille volti, la cui musica poteva essere paragonata a una tavolozza di colori, tante erano le sfumature e le atmosfere presenti. “Mirrorcell” a conti fatti non è da meno, anche se la partenza può essere fuorviante, il trittico di apertura ci mostra una versione dell’artista più aggressiva e metal, con una “Reality Spiral” seriamente minacciosa in quanto a suoni e potenza, ma già dalla quarta traccia “Never Wanted That” il mood cambia e il suono si fa più cupo, con le chitarre che intrecciano un tappeto sinuoso e sofferto e con la voce che scava nei registri più bassi.

Ma non esiste una singolo punto di vista da seguire per approcciarsi a questo album e quindi se pensate a Cantrell e compagnia bella vi sentirete spiazzati nell’ascoltare “Lowered”, quasi il singolo perfetto, dinamico e intriso di malinconia pop con la voce di Greg che ti spiazza praticamente sempre anche quando si rapporta con la voce femminile di Reba Meyers, ospite nel brano. Non sarà neanche il lato metal di inizio album che vi aiuterà, quando ascolterete “We” con i suoi ritmi quasi tribali e la sua vocalità perennemente in bilico fra pop e velleità post punk, neanche “I, Eclipse” vi suonerà facile ma, se vi piaceva il lavoro di Puciato nei The Black Queens la apprezzerete così come la seguente “Rainbows Underground”.

A “Mirrorcell” manca forse un po’ della profondità, della sperimentazione e dell’imprevedibilità che aveva fatto di “Child Soldier: Creator Of God” un formidabile album di esordio, ma lungi dall’essere un campionario dei riferimenti musicali dell’artista ci mostra semmai come questi sia in grado di scegliere e percorrere anche la strada più dritta e apparentemente più facile rispetto a quelle più tortuose scelte in precedenza, un modo per arrivare all’equilibrio perfetto fra esercizio dell’arte e produzione popolare, il futuro forse potrà darci una risposta.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Mirrorcell”

  1. In This Hell You Finf Yourself
  2. Reality Spiral
  3. No More Lives To Go
  4. Never Wanted That
  5. Lowered
  6. We
  7. I, Eclipse
  8. Rainbows Underground
  9. All Waves To Nothing

Line up: Greg Puciato Vocals, guitar, bass / Chris Hornbrook Drums / Reba Meyers Guest vocals on “Lowered”

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