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Helms Alee

Helms Alee “Keep This Be The Way”

Leggermente Post-Hardcore, estremamente Noise-Rock, una leggera vena Shoegaze e Grunge a tratti

Fuori il 29 2022 aprile “Keep Thie Be The Way”, attesissimo nuovo disco degli Helms Ale per l’iconica Sargent House Records. Per chi non conosca questa etichetta, basta semplicemente dire che ha contribuito a quella che è stata l’imposizione e divulgazione del Math-Rock e derivati dall’inizio del Duemila. Band del calibro di Tera Melos, And So I Watch You From Afar, Adebisi Shank, Maps & Atlases, Hella e Russian Circle, solo per citare i più famosi, hanno avuto l’opportunità di proporsi e crescere nell’interno di quella che attualmente è una delle migliori etichette indipendenti in circolazione. La Sargent House si evolve durante il corso dei tempi, ascoltando le differenti tendenze e talenti, sempre alla ricerca di un qualcosa di nuovo, innovativo, diverso, poetico.

Cathy Pellow, fondatrice, ha sempre dimostrato l’orecchio adatto al momento adatto, lasciando spazio in questo momento ad artisti del calibro di: Brutus, DeafHeaven, Chelsea Wolfe, Lingua Ignota e ovviamente gli Helms Alee. Volevo elogiare inoltre la decisione della Pellow di scaricare Alexi Marshall dopo aver pubblicato il solo album “Hound In The Abyss” dopo le accuse di Kirstin Hayter (Lingua Ignota), di aver abusato di lei.

Ma ritorniamo agli Helms Alee. Sesto album in studio questo, eccessivamente ben scritto e costruito in maniera lineare quando passionale, con esplosioni di distorti e fuzz che accompagnano la voce docilissima di Dana James e i cori di Ben Verellen.

Il modo unico in cui il trio di Seattle intreccia le influenze riecheggia per tutta la durata del disco: leggermente Post-Hardcore, estremamente Noise-Rock, una leggera vena Shoegaze e Grunge a tratti. Estremamente versatili tutti i tempi di batteria, completamente decontestualizzati e complessamente elaborati per un discorso dinamico che ha come matrice quell’emotivo di cui si parlava in precedenza.

Nel momento in cui la pandemia è iniziata il trio si è rifugiato in un bunker che non era altro che uno studio improvvisato nel negozio di amplificatori del Verellen. La band si è quindi dedicata completamente alla stesura del disco senza distrazioni, un lavoro che riflette anche le turbolenze del tempo; fra pandemia e vari moti che si sono presentati nel normale, se proprio si possa definire così, corso degli eventi.

Dieci tracce in tutto, disco anticipato dal singolo e video “Tripping Up The Stairs” diretto da Ron Harrell, uno dei pezzi più brutali del disco, dove quella piccolissima corrente Grunge e/o Post-Metal si intravede nei riff rotondi e pieni che riempiono completamente il silenzio. Secondo estratto è la prima traccia “See Sights Smell Smells” completamente rimasterizzata, distorta e reinventata in formato VHS.

Un disco estremamente godibile, complesso nell’insieme ma non ostico o inaccessibile. Il fatto che le differenti influenze siano estremamente marcate ha di sicuro la possibilità di essere fruibile per una fascia molto ampia di pubblico dalle differenti o contaminate preferenze di ascolto. Con la speranza che si possa mantenere una nota così alta in un prossimo disco, vi invito vivamente ad ascoltarlo, comprarlo o incuriosirvi a quello che è uno dei suoni più decadenti e riflessivi che ho avuto il piacere di ascoltare negli ultimi mesi.

Gli Helms Alee sarano live in Italia per tre date: il 5 maggio al Circolo Magnolia di Milano, il 6 maggio all’Orion Club di Roma e il 7 maggio al TPO di Bologna.

Articolo di Alex Marano

Tracklist “Keep This Be The Way”

  1. See Sights Smell Smells
  2. Keep This Be The Way
  3. How Party So You Hard
  4. Tripping Up The Stairs
  5. Big Louise
  6. Do Not Expose To The Burning Sun
  7. The Middle Half
  8. Mouth Thinker
  9. Three Cheeks To The Wind
  10. Guts For Brain

Line-up Helms Alee Dana James basso, voce / Hozoji Matheson-Margullis batterie / Ben Verellen chitarra, voce

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