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Huun-Huur-Tu, Rizzo, Harrison “Dreamers In The Field”

Album nato dall’incontro tra culture e continenti, un’incredibile testimonianza della forza unificante della musica

Il 19 aprile la Dark Horse Records ha pubblicato “Dreamers In The Field”, la prima collaborazione discografica tra l’ensemble Huun-Huur-Tu, originario della sperduta repubblica di Tuva, il produttore americano Carmen Rizzo e il vocalist e polistrumentista britannico Dhani Harrison. Un album nato dall’incontro tra culture e continenti, un’incredibile testimonianza della forza unificante della musica capace, come in questo caso, di amalgamare discorsi sonori in apparenza molto distanti. Un’idea audace nata dalla genuina curiosità di incontrarsi, di condividere il rispettivo percorso e creare insieme qualcosa di innovativo mescolando le proprie arti. D’altra parte Dhani è il figlio di colui che ha inventato la World Music…

Gli Huun- Huur-Tu, gruppo straordinario nato nelle propaggini orientali della Russia, hanno portato verso Occidente il loro particolarissimo repertorio di canti e strumenti folkloristici della propria terra. Dhani Harrison, musicista dotato di una spiccata affinità per le culture etniche, ha accolto i loro suggestivi tessuti armonici nella sua sensibilità artistica vastissima che spazia dall’Indie Rock alla Neo Psichedelia, mentre Carmen Rizzo ha legato e supervisionato il tutto dall’alto della sua eccezionale esperienza, soprattutto nel campo della musica elettronica. Nel crocevia di tanti meravigliosi stili, ritmi e lingue diverse, si può cogliere una celebrazione della bellezza, dell’armonia e della spiritualità; un enigmatico e leggiadro incantesimo da cui farsi trasportare verso sogni sospesi nello spazio.

I sette brani che compongono l’opera si snodano attraverso una variegata gamma di momenti musicali. La title track “Dreamers In The Field” riassume perfettamente l’anima dell’album, intrecciando subito elementi etnici della musica popolare tuvana con climi ambient dall’aspetto più occidentale. “Remembering Ulatay River” e “Boidus”, continuano questo magico dialogo, ricreando paesaggi naturali permeati dalla sacralità del canto antico degli Huun-Huur-Tu che anche laddove appena accennato è capace di risvegliare vibrazioni uniche. Qualsiasi panorama tratteggiato da questa affascinante alchimia si trasforma in una sorta di lode che inneggia costantemente alle meraviglie del creato.

Sonorità più indirizzate verso le caratteristiche originali del gruppo russo si trovano in “Song Of The Caravan Riders”, contraddistinta dai pizzicati di doshpuluur, ma soprattutto in “Kaigal-ool prayer”, canzone per sola voce ideata per far emergere le peculiarità del canto armonico tuvano in tutta la sua prodigiosa potenza. Il cantante degli Huun-Huur-Tu, Kaigal – ool Chovalyg, raggiunge in questo brano vertici superlativi.

Lo sviluppo della track list, seguendo una successione sempre diversificata, torna ad atmosfere più familiari al suono occidentale con la chitarra di “Land Of My Mother” dove anche l’organo di sottofondo disegna una dimora perfetta per il canto malinconico che saluta le incontaminate steppe ai confini del mondo. Un suono come di pioggia chiude un elegiaco finale insieme ai fraseggi di pianoforte che suggeriscono potenti immagini nostalgiche. L’ultima perla di questo album, “Mazhalyk”, costituisce l’ennesimo amplesso tra le armonie popolari degli Huun-Huur-tu e un soffuso tappeto di tastiere e archi che sigilla tutta la perfezione di queste creazioni, nate da un comune spirito sognante che è stata capace di unire mondi lontanissimi.

Spero vivamente che questa collaborazione non resti un episodio solitario. “Dreamers In The Field” è un’opera molto legata alla terra, quella delle lande ai confini con la Mongolia così efficacemente evocate dalla forza espressiva dei canti tradizionali tuvani, eppure il suono di questo album sembra connesso in ogni suo anfratto da una forza spirituale potentissima, probabilmente la stessa energia che è stata in grado di stabilire un ponte ideale tra continenti separati da tanti chilometri ma che evidentemente avevano tanta musica da raccontarsi.

Articolo di Carlo Giorgetti

Track list “Dreamers In The Field”

  1. Dreamers In The Field
  2. Remembering Ulatay River
  3. Boidus
  4. Song of The Caravan Riders
  5. Kaigal-ool prayer
  6. Land Of My Mother
  7. Mazhalyk

Line up: Huun-Huur-Tu: Kajgal-ool-Chovalyg voce, canto armonico, igyl, / Radik Tyulyush byzaanchi, komuz, voce / Sayan Bapa doshpuluur, chitarra, igyl / Alexei Saryglar tuyug, tamburo sciamanico.  Dhani Harrison: chitarra, pianoforte, tastiere, basso, ukulele, sitar.  Carmen Rizzo: strumenti elettronici, programmazione, produzione

Dhani Harrison, Huun-Huur-Tu & Carmen Rizzo Online:

Dhani Harrison
Website https://www.dhaniharrison.com/
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YouTube https://www.youtube.com/channel/UCdvfIW1I1WINQz4R6SxRvfA

Carmen Rizzo
Website https://www.carmenrizzo.com/
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Instagram https://www.instagram.com/carmenrizzo/

Huun-Huur-Tu
Website https://huunhuurtu.wordpress.com/
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Instagram https://www.instagram.com/huun_huur_tu_official/

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