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Jennifer Touch “Midnight Proposals”

Fusione perfetta fra i suoni sintetici e la cupezza industrial

Intrigante e deliziosamente avvincente! Non trovo altri aggettivi per descrivere questo “Midnight Proposals” di Jennifer Touch, fuori il 17 febbraio 2023 per FatCat Records. Alla prima percezione del disco, ho pensato a una delle tante operazioni vintage anni ’80, che pure adoro, salvo poi ricredermi immediatamente proseguendo nell’ascolto dell’album. Qui c’è molto di più.

Ho subito rivolto un orecchio interessato, anzi due, alle magnetiche intuizioni di questo lavoro perché l’artista è stata veramente brava e capace di trasportarmi verso una dimensione musicale rivolta al futuro e intrisa di un particolare magnetismo. Certo, non mancano le sonorità eighties, riconoscibili nell’elettronica e nell’approccio synth pop, ma su tutto si erge proprio quel tocco di classe e charme costituito dalla voce di Jennifer, pronta a spaziare in un universo sonoro policromo con le modulazioni particolari del suo timbro. L’artista, infatti, alterna momenti dal gusto teutonico ad altri in cui sembra recitare e conversare sulla musica, facendolo con un’attrattiva notevole, un fascino ammaliante e seducente.

Jennifer Touch, vocalist e polistrumentista nativa di Dresda, si divide fra Berlino e Brighton, due mondi all’apparenza così diversi, ma proprio per questo in grado di trasmettere tanta prolifica creatività. L’artista è al secondo lavoro dopo l’ottimo riscontro del suo album d’esordio “Behind the Wall” rilasciato nel 2020.
Album estremamente originale anche se talvolta compare qualche ispirazione a band storiche, che tuttavia non inficia in alcun modo la forte personalità. Del resto, è proprio la stessa Jennifer a svelarci una definizione personalizzata della miscellanea sonora in cui si identifica, da lei chiamata Post/Wave/Cold/Pop/Acid/Romance; una molteplicità eterogenea di stili a cui aggiungerei, comunque, un tocco importante di Industrial e Dark, poiché rumori, elettronica, ambient e avanguardia si coagulano mirabilmente e sembrano trovare terreno fertile nella vocalità particolare di Jennifer.

Fusione perfetta fra i suoni sintetici e la cupezza industrial, la cantante non disdegna talora le venature post – punk che erano state un marchio di fabbrica del suo primo lavoro e che in questo nuovo disco appaiono più sfumate. Le atmosfere si riverberano nei suoni filtrati dai synth, arricchite anche da qualche sovra-incisione e accompagnati da percussioni e ritmiche pulsanti. Jennifer ha realizzato questo album in un momento esplosivo di energia e estro, ciò le ha permesso di concretizzarlo in soli quattro mesi.

Una fonte di ispirazione la lettura di “Furore” di John Steinbeck, il romanzo iconico sulla grande depressione statunitense degli anni ’30 che determinò una triste situazione per molte persone costrette ad abbandonare le proprie terre e conseguentemente i sogni di una vita. Ecco che questo quadro l’ha particolarmente toccata facendola sentire quasi come un cow – boy, mentre cominciava a scrivere le partiture. Questo l’ha portata anche a rievocare ricordi della sua adolescenza, quando alloggiava spesso nella casetta di campagna dei suoi bisnonni, ma soprattutto di sua nonna Gudrun, alla quale è dedicata una canzone dell’album. Dai social media l’artista racconta che, dopo un’infanzia felice, nonna Gudrun rimase orfana ancora giovane e si trovò sola nella dimora come in una gabbia, costretta a rimanervi dalle regole della società. Jennifer immagina per lei una fuga notturna, in cerca di quella libertà che non aveva mai provato prima. È divenuta così per l’artista un punto di riferimento importante per il suo spirito indipendente.

Il disco vuole riflettere anche queste atmosfere, attraverso una selezione di canzoni che rappresentano il disincanto dal romanticismo. Ecco il perché di un lavoro che sino dal titolo, letteralmente “proposte di mezzanotte”, nasce con trame oscure, probabilmente collegato anche al modus vivendi odierno, in cui la solarità viene spesso accantonata per mettere in risalto la cupezza della tenebra e i suoi misteri, ma al contempo la speranza umana di ritrovare sé stessi anche in questo clima, di cercare sempre il nostro posto sicuro.

Le tredici tracce che compongono la track list proiettano in questa atmosfera dark, ma sono capaci di coinvolgere l’ascoltatore senza stancarlo, pilotandolo in questo viaggio riflessivo e introspettivo. Subito immersi in questo clima sino dalle prime note ipnotiche di “Summerchild” con synth e percussioni avvolgenti che sembrano risucchiare in un vortice sonoro, prima di lasciarsi stregare da “Rumor”, dove la voce di Jennifer è calda e sensuale per ritrovarsi poi nelle spirali conturbanti e moderne di “A Day”. Ecco che le tematiche sopra menzionate prendono corpo e forma: “Summerchild” rappresenta proprio le ispirazioni evocate dalla memoria di Jennifer, con il senso di frustrazione che a volte pervade l’animo umano alla ricerca della libertà personale, mentre “Rumor” riporta a una misteriosa e enigmatica felicità che prende forma in una canzone pop.

Ma non manca anche la solennità quasi sacrale che trova il suo apice in “Prayer”, dove le tastiere introducono la voce di Jennifer a sussurrare una poesia. Bellissima “Shot Shot”, singolo che aveva anticipato l’album, in cui la voce della cantante, filtrata nel synth, echeggia in un’ipnotica cadenza trasformando le sue frequenze fra una vocalità dolce e una più ruvida. Di diversa impostazione, quasi inquietante, le suggestive ispirazioni Techno di “Twisted” e “Soft and Dark” che sembrano trasportare in un film di John Carpenter. La seconda in particolare offre qualche spunto Disco/Gothic mentre la ritmica si fa sempre più vibrante.

“Art” è forse invece il momento che sembra fondere l’elettronica d’élite che caratterizza il disco con sfumature post punk, dove la vocalist è capace di alternare timbri alti con alcuni più delicati, come un dialogo fra due persone, un’interlocuzione dai toni ora più forti ora più pacati.
I ritmi quasi cibernetici e la voce di Jennifer che passa da momenti corali a un attraente parlato in “Sold Out”, introducono la conclusione del disco con “Sad Strings”, curioso swing che ricorda per certi versi un ritmo caraibico, con il synth di marca Cure che disegna scenari onirici e la voce di Jennifer ancora effettata che arricchisce il pezzo.

Si conclude così questo affascinante viaggio artistico e sonoro in un mondo visionario eppure estremamente reale. Queste sono le mie oscure proposte al mondo dichiara l’artista, un album sicuro che senza paura condivide dettagli intimi della sua personale escursione musicale. Mi sbilancio dicendo che questo potrà essere una delle rivelazioni dell’anno, per la sua capacità di attraversare il tempo coniugando suoni dal passato, situazioni del presente e un’audace sperimentazione che guarda al futuro. Un’opera coinvolgente e coraggiosa che dimostra la maturità artistica di Jennifer Touch che ci auguriamo possa raccogliere i meritati frutti della sua interessante avanguardia.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “Midnight Proposals”

  1. Summerchild
  2. Rumor
  3. A Day
  4. Prayer
  5. Sacred Type
  6. Gudrun
  7. Twisted
  8. Soft and Dark
  9. Shot Shot
  10. Already There
  11. Art
  12. Sold Out
  13. Sad Strings

Jennifer Touch online:
Facebook: https://www.facebook.com/touch.jennifer/
Instagram: https://www.instagram.com/jennifertouch/?hl=it
YouTube: https://www.youtube.com/@JenniferTouch

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