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Kajoshin “ChriSalyS”

Dal Veneto una promettente band dal deciso intento prog

Fuori il 21 ottobre 2022 per Wormholedeath la ristampa di “ChriSalyS”, album del gruppo padovano Kajoshin, inizialmente pubblicato nel febbraio 2021. Nata nel 2009, questa band è fortemente legata al territorio del suo fondatore Claudio Russo (voce e chitarra), che nella primissima line-up volle al suo fianco altri due giovani e promettenti strumentisti della provincia veneta.

Contraddistinta da intenti e sonorità decisamente progressive, l’attività della band si è concretizzata nel giro di poco tempo con la realizzazione di un ep autoprodotto dal titolo “Kajoshin” (2010) e due anni dopo con la pubblicazione del primo disco “Armi di Seduzione di Massa” (2012). Nonostante il buon riscontro ottenuto presso pubblico e critica, il progetto “Kajoshin” si è arrestato bruscamente l’anno seguente ed è stata la pausa forzata imposta dalla pandemia, nel marzo 2020, a riavvicinare i componenti della band e a fornire la scintilla necessaria per ritornare a fare musica insieme. Avvalendosi di una formazione rinnovata dall’arrivo di nuovi volti, i Kajoshin hanno così creato l’album “ChriSalyS” che raccoglie 10 tracce composte nell’arco degli otto anni, lockdown incluso, trascorsi dal loro primo lavoro ma fino ad allora rimaste inedite.

“ChriSalys” è un disco di Prog elaborato e raffinato; nei brani si evince in certi momenti l’influenza di suoni tipici dei primi ’70, ma le sonorità dei pezzi appaiono molto originali e fantasiose nelle trame, a dimostrazione dell’estrema personalità espressa dai musicisti. I brani hanno una tessitura variegata, non c’è ridondanza nella loro evoluzione, le tracce si sviluppano per 42 minuti di assoluta intensità contrassegnati da continui cambiamenti ritmici.

Il disco ci induce a intraprendere un viaggio attraverso policromie di stili, cadenze e atmosfere, tramite le quali mostrarci il mutevole volto del frenetico e talvolta incomprensibile mondo odierno. La crisalide è a sua volta l’emblema perfetto della trasformazione interiore imposta dai repentini cambiamenti degli ultimi anni rendendo l’album perfetto interprete di una umanità in divenire.

L’apertura del lavoro è affidata allo strumentale “The Gate”, un brano elettrico dai ritmi sincopati, tastiere avvolgenti ed una bella chitarra, protagonista di uno splendido assolo a colorare il tutto. La stessa verve è proposta da “Fightin’”, pezzo dall’inizio vibrante e incisivo, che si dipana successivamente in una fantasiosa sequenza, con batteria e basso massicci a demarcare l’intrigante linea sonora. I ritornelli del brano risultano molto orecchiabili con la voce di Russo ben accompagnata al controcanto dalla vocalist Elena Pavanello. Gli intarsi sonori di “I Don’t Know” riportano alla mente alcune reminiscenze dei Genesis, mentre lo strumentale “Closure” presenta aspetti dark/prog dai ritmi quasi orientaleggianti e tribali, ai quali si sovrappone poi un’armonia evocativa e struggente.

L’ alternanza fra momenti tenebrosi e attimi più radiosi si ritrova nella mini-suite “We Don’t Fear”. Questo pezzo si sviluppa in due tracce distinte non contigue nella sequenza della tracklist: la prima parte è eclettica, impetuosa, con una interessante sinergia fra gli strumenti che sembrano rincorrersi in un gioco pirotecnico; la seconda è invece caratterizzata da una melodia arpeggiata, delicata e con cori accattivanti, come a voler disegnare paesaggi e visioni incantate. Il testo sembra un incitamento ad affrontare l’oscurità di questo mondo, con Non Temiamo ripetuto come un mantra grintoso e risoluto.

Lo slancio verso quella trasformazione che alimenta l’idea e i contenuti del concept prende forma nell’incedere agile di “Chrisalys”. Solare il clima di “An End is A New Start”, vellutata nei ritmi, dal fascino più soave e rilassato, un connubio fra Prog e Psichedelia con tinte di stampo mediterraneo e una chitarra ammaliante a suggerire la dolcezza di un risveglio dopo un brutto sogno. Traccia molto articolata e toccante nei contenuti, “Implosion” è il pezzo più lungo dell’album con i suoi 7’06’’. Il brano offre spunti di floydiana memoria e alcune sonorità jazzate che ricordano vagamente i nostrani Perigeo. Sull’atmosfera evocativa disegnata da un’ottima combinazione fra riff e tastiere irrompe all’improvviso la voce di una segreteria telefonica in sottofondo: si susseguono registrazioni originali che riportano ai drammatici avvenimenti dell’11 settembre 2001, gli addii commoventi delle vittime che consegnarono così la propria voce alla storia. L’album si chiude con “Natural Life” dai suoni più melodici e un bel ritornello polifonico con le voci del cantante e della corista a intrecciarsi in ricami efficaci ed armoniosi.

È questo il punto di arrivo di questo particolarissimo itinerario in musica che è “ChriSalyS”, storie di metamorfosi dalle mille sfaccettature sonore tenute coese da una decisa impronta progressive, Un bel manifesto anche per il genere musicale che continua a essere tramandato con passione attraverso propositive realtà e con un sound rinfrescato da molteplici influenze moderne.
Dopo questo buon lavoro, attendiamo con fiducia conferme future da questa promettente band.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “ChriSalyS”

  1. The Gate
  2. Fightin’
  3. I Don’t Know
  4. Closure
  5. We Don’t Fear – part I
  6. Chrisalys
  7. An End is a New Start
  8. We Don’t Fear – part II
  9. Implosion
  10. Natural Life

Line up Kajoshin: Claudio Russo Voce, Chitarra / Eros Pipinato Basso / Alberto Pigazzi Batteria, Percussioni / Elena Pavanello Voce, Cori

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