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Kristin Hersh “Clear Pond Road”

Una serie di vignette personali di un’autrice orgogliosamente indipendente

Si intitola “Clear Pond Road” il nuovo full lenght di Kristin Hersh pubblicato l’8 settembre su Fire Records. Parlare di questa artista, oggi cinquantasettenne, non può esimere però dal raccontarne brevemente l’importante carriera fatta da esperienze musicali molteplici e disparate. Sino dalla fine degli anni ’80, Kristin è stata infatti una protagonista assoluta della scena alternative americana, militando in gruppi di assoluto valore come i Throwing Muses, dove si distinse anche come compositrice, mettendo in risalto sino da allora il suo stile fatto da testi talvolta visionari riferiti a temi delicati come la malattia mentale, ma anche situazioni di vita e di relazioni. Il percorso musicale di Hersh proseguì poi con un’altra sua creatura, il power trio dei 50 Foot Wave, nato nel 2003, ma che in realtà non si è mai sciolto ufficialmente, pubblicando anzi un album nel 2022.

Nel frattempo crescevano le ambizioni della musicista, pronta a spiccare il volo per una stimolante carriera solista. Le atmosfere dei gruppi sopra menzionati, pur essendo già permeate da diversificazioni negli stili sonori, hanno cominciato forse a stare un po’ strette a Kristin, un’interprete dalla mente creativa e in perpetua evoluzione. Accompagnata dalla sua fedele chitarra, ha cominciato a abbracciare tanti stili diversi, proiettando la sua musica sia verso un Pop d’autore fatto da sonorità fantasiose, sia verso climi più intimisti con venature folk e country.

Il suo percorso solista, iniziato comunque già nel lontano 1994, l’ha spinta costantemente a sperimentare nuove soluzioni attraverso ben dieci album nel corso di un ventennio, mentre cinque anni sono trascorsi dal suo ultimo lavoro in studio, “Possible Dust Clouds” datato 2018. Questo pullulare di idee, innovazione e fantasia, è stato spesso ostacolato da seri problemi di salute. L’artista ha infatti sofferto di disturbi psichici e le sono stati diagnosticati a suo tempo uno stato schizofrenico e un disturbo bipolare. Problematiche che avrebbe messo KO chiunque, ma non Kristin, capace di riemergere da momenti di difficoltà attraverso la sua musica, questa incredibile valvola di sfogo in cui ha convogliato il suo estro, affrontando con schiettezza problematiche di una complessità incredibile, un sofferto racconto personale, ma anche una musica dagli aspetti multiformi e sempre pronti a narrarci qualcosa in profonda trasformazione, che trova proprio in questa ultima opera la sua totale consacrazione.

“Clear Pond Road” è un album pregevole, che conferma pienamente questa regola. Un disco che si snoda su una struttura minimale, una sobrietà dove gli archi contribuiscono a colorare i suoni supportati egregiamente da tastiere e Mellotron ma che non disdegna spunti elettro-acustici. Un viaggio quasi cinematografico, una serie di vignette personali di un’autrice orgogliosamente indipendente. Le inquietudini dell’artista vengono narrate in un’atmosfera sovente malinconica, ma compare fulgida la sua determinazione che si esprime attraverso una musicalità che assume sfumature briose e raffinate.

Un’ opera intrigante sino dalla copertina, un artwork pieno di colore che ci mostra un segnale stradale reperito in un negozio di seconda mano, circondato da luci natalizie: vuole raccontare tutte le sue vicissitudini e i viaggi fatti con il figlio più piccolo, come a indicare la via corretta da seguire per non perdersi di nuovo. Si rimane subito colpiti dalle gradevoli sonorità di “Ms Haha”, singolo che aveva anticipato l’album, mentre l’incipit di “Bewitched Reruns”, evolve su un clima psichedelico e sognante. Sulle note disegnate dalla sei corde e soffuse tastiere si inserisce il timbro espressivo di Kristin a disegnare scenari evocativi.

Sicuramente un’artista di una genuinità estrema, che sa esprimere con il suo talento tutti gli stati d’animo che la pervadono, senza mai lasciare che la rabbia prenda il sopravvento sulla passione, dando anzi un aspetto quasi leggiadro ai brani con la sua voce magnetica e comunicativa, che gli anni hanno contribuito a rendere ancora più affascinante. Il suo intimismo trova corpo nella ballata “Dandelion”, brano dolcemente malinconico, dove un sublime suono di violino impreziosisce gli arpeggi. La sua chitarra e anche l’uso di uno strumento particolare come il glockenspiel conferiscono talora aspetti orchestrali al suono che pur rimanendo sobrio nella struttura, appare sofisticato e disinvolto: “St. Valentines Day Massacre” ne è un esempio con ariosi interventi di mellotron e tastiere nel ritornello con suoni di tamburelli e campanelli.

Un’intensità vocale più dolorosa e incalzante caratterizza “Reflections on the Motive Power of Fire”, mentre il clima torna più aperto in “Eyeshine”, che sa proporre atmosfere Country e Rock fondendole talora con un limpido classicismo per poi riproporre un’attraente cupezza di archi in “Thank You, Corner Blight”. Suggestioni eleganti sono quelle che ci regala “Palmetto” con le sue vellutate atmosfere, fino ad arrivare all’epilogo del viaggio con “Tunnels”, altra ballata dove la voce di Kristin è un sussurro delicato come a recitare una poesia. Riavvolto il nastro, sento la necessità di farlo ripartire subito con le note di “Bewitched Reruns”, il brano apripista dell’opera, il cui incedere onirico, risuona in testa come la piacevole colonna sonora di una giornata, per poi dare inizio all’incanto degli altri motivi.

La fluidità dei suoni, gli arrangiamenti curati e la versatilità di Kristin fanno di questo lavoro un eccellente momento di musica moderna e evocativa al contempo. Sicuramente un altro importante tassello nella sua carriera, della quale non vogliamo limitare i meriti al solo periodo trascorso con i leggendari Throwing Muses, o presentarla unicamente come un’eroina dell’alternative, ma che vogliamo considerare anche per il cospicuo patrimonio solista che evolve di pari passo con la sua maturità, regalandoci questo racconto emozionante. Un’artista coraggiosa e sincera, che non ama piangersi addosso ma fa delle esperienze di vita un trampolino di lancio: la forza della musica e la sua innata determinazione ci regalano un brillante esempio di musicalità cristallina e al passo con i tempi.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “Clear Pond Road”

  1. Bewitched Reruns
  2. Ms Haha
  3. Dandelion
  4. Constance Street
  5. Thank You, Corner Blight
  6. St. Valentines Day Massacre
  7. Reflections on the Motive Power of Fire
  8. Eyeshine
  9. Palmetto
  10. Tunnels

Kristin Hersh online:
Website https://www.kristinhersh.com/
Facebook https://it-it.facebook.com/strangeangels/
Instagram https://www.instagram.com/kristinhersh/
YouTube https://www.youtube.com/@kristinhershofficial8668

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