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Lalu “The Fish Who Wanted To Be King”

Incredibile viaggio che affonda le sue radici nel sound progressive inglese dei primi anni ’80

La Frontiers è inarrestabile per la quantità di dischi che riesce a pubblicare coprendo così tanti generi come forse nessun altra etichetta. In un epoca che predilige la trasmissione rapidissima delle notizie è davvero difficile stare al passo correndo il rischio di perdersi dischi davvero validi come questo dei Lalu in uscita il 20 ottobre. Nati nel 2004 i Lalu sono la band del compositore e produttore francese Vivien Lalu, figlio di Noelle e Michel a loro volta membri della band progressive Polène attiva negli anni ’70. “The Fish Who Wanted To Be King” è il loro quarto disco, ed è un incredibile viaggio che affonda le sue radici nel sound progressive inglese dei primi anni ’80.

Coadiuvato da una band di tutto rispetto composta da Joop Wolters alla chitarra e basso, Jelly Cardarelli alla batteria e al tastierista Matt Daniel che affianca Vivien, il compositore ha dato vita a un album profondamente melodico in cui gli interventi solisti non risultano mai fini a se stessi ma volti a enfatizzare i cambiamenti di mood all’interno delle stesse canzoni. Quest’ultime sono sì dilatate seguendo a prima vista una “regola” del Progressive, ma non perdono mai per così dire il contatto con la realtà che in questo caso è il desiderio di esaltare il legame tra musica e parole.

Non è quindi un caso che per cantare queste sette canzoni Vivien abbia voluto un gran cantante come Damian Wilson, già presente nel precedente “Paint The Sky”. La voce dell’ex Threshold risulta essere perfetta per canzoni come la lunga e articolata title track e anche la molto Yes del periodo “Deoxyribonucleic Acid”. È infatti l’incredibile duttilità di Wilson a rendere ancor più fluido l’ascolto del disco che ha il pregio di convincere sempre più ascolto dopo ascolto.

La dispari “Is That A London Number” si avvicina al miglior Steven Wilson, mentre nella nervosa “Amnesia 1916” i musicisti mostrano tutta la loro attitudine rock alternandola a momenti dilatati che tanto piaceranno ai fan di Steve Hackett e confermando che ci troviamo davanti a uno dei migliori dischi prog rock di questo 2023.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “The Fish Who Wanted To Be King”

  1. Forever Digital
  2. The Fish Who Wanted To Be King
  3. Deoxyribonucleic Acid
  4. Is That A London Number
  5. Amnesia 1916
  6. A Reversal Of Fortune
  7. The Wondering Kind

Line up Lalu: Damian Wilson voce / Joop Wolters chitarre e basso / Vivien Lalu tastiere
Jelly Cardarelli batteria / Matt Daniel tastiere, organo Hammond e piano

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