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Lenny Kravitz “Blue Electric Light”

Con questo album l’artista ha raggiunto una maturità artistica veramente impressionante

Dopo una lunga e trepidante attesa esce oggi “Blue Electric Light” per l’etichetta Roxie Records il nuovo disco di Lenny Kravitz, il dodicesimo in studio di una delle più affermate rockstar planetarie. Lenny Kravitz non ha proprio bisogno di presentazioni, la sfolgorante carriera che lo ha portato sui palchi di tutto il mondo già dai primi anni ’90 parla per lui. All’alba dei suoi quasi 60 anni – stentiamo a crederci vedendo il suo fisico scolpito fino all’ultimo addominale, ma è proprio così – l’artista si propone di riavvolgere il nastro, tornando alle origini del suo percorso musicale.

Lo sprone a volgere lo sguardo al passato è nato in primis dalla scrittura della sua biografia “Let Love Rule”, pubblicata nel 2020 con l’aiuto della penna di David Riz. Nel libro Lenny Kravitz ripercorre gli anni dall’infanzia fino all’età adulta analizzando episodi significativi del suo cammino di formazione come uomo e musicista. Andando a rispolverare tra gli scaffali, il cantante ha ritrovato casualmente anche una vecchia musicassetta in cui erano incisi due pezzi registrati quando era adolescente. Le due canzoni, “Bundle Of Joy” e “Heaven”, che presentano delle sonorità tipicamente anni ’80, dopo un lavoro di restauro e miglioramento del suono, sono entrate a pieno titolo nell’album.

Il disco si riappropria quindi di alcune sfumature musicali che Lenny Kravitz, per sua stessa ammissione, non si era sentito libero di esprimere appieno al suo ingresso nel mondo musicale, anche a causa delle richieste e aspettative delle etichette che lo hanno affiancato nel suo decollo. Forse però è proprio questa attesa a rendere prezioso il recupero di un gusto musicale a lui caro, soprattutto in una fase in cui il musicista ha raggiunto una maturità artistica veramente impressionante.

Non confondiamoci, Lenny Kravitz non si allontana dal Rock energetico e graffiante che lo ha sempre contraddistinto, ma piuttosto innesta su di esso una gamma di sfumature nuove che spaziano dal Funk, al Soul all’Elettronica, sperimentando nuovi accostamenti. “Blue Electric Light” è stato registrato nello studio di Kravitz a Eleuthera, isola delle Bahamas cui l’artista si sente strettamente legato sia per via di origini familiari sia perché vi ha trovato un vero e proprio habitat; ha infatti più volte dichiarato che ama trascorrere dei periodi nell’isola con una vita frugale, scandita più dai ritmi della natura che dagli impegni mondani. A conferire pregio al lavoro è la produzione, curata dallo stesso Lenny Kravitz, coadiuvato da persone fidatissime come Craig Ross, eccellente chitarrista che collabora stabilmente con l’artista da più di un ventennio.

La musica strumentale è la protagonista assoluta del progetto, risaltata da pezzi che si dilatano con brillanti assoli  – davvero notevole proprio quello chitarristico di Craig Ross quasi in chiusura a “Paralysed” –  e loop elettronici. In un mercato musicale intasato da canzonette radiofoniche di massimo 3 minuti, Kravitz pubblica infatti un disco audace di 12 pezzi con una durata media di 5 minuti ciascuno. Anche “TK421”, autentica hit dell’album, uscita come primo singolo anticipatore lo scorso novembre, è riproposta in una versione estesa con una coda che valorizza fortemente la base strumentale della produzione.

Accanto all’orchestra tradizionale – splendido anche l’assolo al sassofono di Harold Todd in “TK421” – trova spazio l’amplissimo inventario di strumenti non comuni che Lenny Kravitz padroneggia con maestria, tra i quali segnalo quelli più originali come il sitar indiano che accompagna il ritornello di “Stuck In The Middle”, le cowbell e le campane tubolari che risuonano in “Human” e le nacchere sul ritornello di “Spirit In My Hearth”.

Su questo trionfo musicale si imprime la sua voce inimitabile a volte caramellata come nel brano di apertura “It’s Just Another Fine Day (In This Universe Of Love)”, a volte più cupa e graffiante come nel pezzo dance e sperimentale “Let It Ride”. Il cantante lancia più volte messaggi positivi che invitano ad amarsi e ad amare. In un mondo dilaniato da solitudini e guerre, l’unico rimedio è fare dell’amore la propria religione e il proprio Dio da seguire, come canta l’artista nel frizzante ritornello di “Love Is My Religion”.

“Blue Electric Light” è un inno alla musica e alle sue infinite modalità espressive. Un disco eccezionale pronto a stregare il pubblico soprattutto nella dimensione live. Siamo quindi curiosi del tour mondiale che prenderà avvio a giugno e che toccherà in tre date da segnarsi, l’Italia: il 12 luglio al Lucca Summer Festival, il 13 luglio all’Umbria Jazz di Perugia e il 13 agosto per La Prima Estate a Lido di Camaiore.

Articolo di Elisa Giorgetti

Track list “Blue Electric Light”

  1. It’s Just Another Fine Day (In This Universe of Love)
  2. Tk421
  3. Money
  4. Paralysed
  5. Human
  6. Let It Ride
  7. Stuck In The Middle
  8. Bundle Of Joy
  9. Love Is My Religion
  10. Heaven
  11. Spirit In My Heart
  12. Blue Electric Light

Lenny Kravitz: voce, chitarre, basso, batteria, drum machine, mini moog, string machine, hammond, sintetizzatori, synclavier, timpani, bongos, maracas, sitar, cowbell, nacchere, campane tubolari. Musicisti: Craig Ross chitarra elettrica, drum machine / Alex Alvarez arp 2600 / Harold Todd sassofono / Michael Sherman sassofono / Trombone Shorty tromba e trombone.

Lenny Kravitz Online:
Website https://lennykravitz.com/
Facebook https://www.facebook.com/lennykravitz
Instagram https://www.instagram.com/lennykravitz/
YouTube https://www.youtube.com/channel/UCdIs5dRqgZ1IWOdLZimHL_w

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