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Loreena Mckennitt “The Road Back Home”

La cantautrice canadese torna alle origini e realizza una preziosa opera live sul concetto di “casa”

“The Road Back Home”, ultimo live di Loreena McKennitt, esce l’8 marzo 2024 per l’ormai storica Quinlan Road, etichetta fondata dall’artista canadese nel lontano 1985. Ed è proprio un voltarsi indietro a quegli anni il gesto emotivo che sottende al disco: un ritorno ai tempi degli esordi, alle radici basiche del Folk da cui Loreena è partita, dove il concetto di “casa” non risiede solo nel riappropriarsi del genere, ma porta con sé anche una valenza pratica, fatta di luoghi e persone. Le tracce che compongono l’album, infatti, sono state catturate tutte nel corso del tour estivo del 2023, in particolare da alcune date effettuate nell’ambito di quattro festival nel sud dell’Ontario. Insieme all’ormai fidatissima Caroline Lavelle al violoncello, la band si compone di altri musicisti celtici locali che l’hanno già accompagnata nel tour precedente dal quale, due Natali fa, è nata una gemma come “Under A Winter’s Moon”.

“Searching For Lambs” è una traccia atipica come apertura, anche per la particolare modalità in cui viene proposta. Rispetto alla versione degli Steeleye Span, storica band Folk-Rock inglese, la McKennitt dona al pezzo un’aria molto più rarefatta, ponendo la linea vocale subito in primo piano. La maniera ideale per condurre subito l’ascoltatore in uno stato di sogno, calarlo nel mood di viaggio sonoro indietro nel tempo che si confà non solo al genere, ma anche a questo specifico progetto. Per “Mary & The Soldier”, storia già musicata nel 1976 da Andy Irvine e Paul Brady, la Nostra imbraccia la beneamata arpa, e c’incanta con la narrazione dell’incontro fra Mary e un soldato in parata: l’incrocio dei loro sguardi genera una storia accorata fatta di fantasticherie, promesse e speranza di un futuro che possa essere condiviso oltre la guerra. “On A Bright May Morning”, già presente nell’album “The Wind the Shakes The Barley”, del 2010, viene riproposta in una versione ancora più struggente e profonda, con la voce di Loreena che si alterna a dolci interventi di flauto.

La seguente “As I Rover Out” è un altro traditional già manipolato dal grande Andy Irvine, una canzone dal respiro corale in cui la band è calda, e la progressione viene tenuta su da una sezione ritmica dal groove coinvolgente. Un arrangiamento classico ma che non suona mai stanco, con gli strumenti che si muovono a seconda del reale bisogno del pezzo. “Custom Gap” è il classico reel dall’inconfondibile anima irish composto da due parti. Splendido, a un certo punto, rendersi conto che le sezioni si fondono in una soluzione di continuità che potrebbe andare avanti anche per mezz’ora, senza stancare mai. La band è trascinante, alza i bpm, fa battere il piede e sprona ad alzarsi e ballare.

Quando fu abbattuta la grande quercia di Portmore, nel 1760, qualcuno scrisse una canzone dal titolo “The Highlander’s Fareweel of Bonny Portmore”. Da allora in molti hanno cantato “Bonny Portmore”, ma senza dubbio la versione che è rimasta nel cuore e nelle orecchie di tutti è quella di Loreena McKennitt incisa in “The Visit”, del 1991. La versione del live in questo caso è più veloce, meno dilatata, e potrebbe rispecchiare anche il tipo di approccio che magari ascolteremo nel tour che a breve porterà l’artista in Italia. “Greystones” è una strumentale sognante e distesa, che colma il cuore di grazia e benessere; una dedica accorata all’omonima cittadina irlandese situata nella Contea di Wicklow, in un intreccio perfetto di violoncello, flauto e chitarra.

“The Star of the County Down” è il brano più festoso del lavoro: trasmette tutta la forza atavica delle antiche ballate irlandesi. La storia, ambientata a Banbridge, nella Contea di Down, narra l’infatuazione di un giovane nei confronti della bella Rosie McCann, e la voce della McKennitt per l’occasione abbandona i virtuosismi per farsi fragrante, riportando in maniera perfetta le sfumature dello storico testo di Cathal Garvey. “Salvation Contradiction” è un’altra strumentale, il brano più giocoso del lotto, bipartito fra la distensione della prima parte e la verve della seconda, quando la traccia prende una deriva da reel sfrenato e il connubio bodhràn-chitarra scatena urla e danze, in un finale a dir poco liberatorio.
Chiude il live un’altra proposta dalla doppia anima, “Sí Bheag, Sí Mhór / Wild Mountain Thyme”, arricchita dalla calda voce di James Keelaghan, a cui si aggiunge il supporto del coro di tutta la band e del pubblico, in un effetto-abbraccio da brividi.

Non ci resta che attendere le due date italiane del tour celebrativo in omaggio a “The Visit”, che vedrà Loreena McKennitt nel Belpaese il 20 marzo al Gran Teatro Morato di Brescia, e il 21 marzo al Gran Teatro Geox di Padova. Riascoltare dal vivo l’album che l’ha consacrata al mondo sarà una vera e propria esperienza, ma non solo: si tratterà di un sontuoso aperitivo in attesa dell’estate, quando la cantautrice tornerà per altre cinque date, con l’obiettivo di riportare in vita il suono di un altro capolavoro: “The Mask and Mirror”.

“The Road Back Home” è un live delizioso, che ruota attorno ai concetti di partecipazione e aggregazione, quelle emozioni che un tempo erano strettamente connesse alla musica, in un calore che oggi è molto più difficile da afferrare. Il consiglio è di ascoltare l’opera a occhi chiusi, lontani da ogni fretta e da ogni affanno, per ritrovare il proprio battito personale. Non solo un disco, dunque, ma una mano sulla spalla a confortarci, con quel tocco salvifico che tutti vorremmo sentire ogni volta che decidiamo di tornare al sicuro dopo momenti di sconforto e paura, dolore e smarrimento. Finalmente a casa.

Articolo di Simone Ignagni

  1. Track List “The Road Back Home”
  2. Searching For Lambs
  3. Mary & The Soldier
  4. On A Bright May Morning
  5. As I Rover Out
  6. Custom Gap
  7. Bonny Portmore
  8. Greystones
  9. The Star of the County Down
  10. Salvation Contradiction
  11. Sí Bheag, Sí Mhór / Wild Mountain Thyme

Line up Loreena McKennitt: Loreena McKennitt vocals, harp, accordion / Miriam Fischer pads, accordion, piano, backing vocals / Caroline Lavelle cello, backing vocals / Errol Fischer violin, mandolin, tenor banjo, kick drum / Pete Watson guitar, backing vocals / Cait Watson whistle, backing vocals / Romano Dinillo bodhrán / James Keelaghan vocals on “Sí Bheag, Sí Mhór/Wild Mountain Thyme”

Loreena McKennitt online:
Website https://loreenamckennitt.com/
YouTube https://www.youtube.com/@loreenamckennitt

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