Loreena McKennitt

Loreena McKennitt “The Visit – The Definitive Edition”

Sia benedetta quest’operazione commerciale, anche perché i contenuti speciali sono ricchissimi e appetitosi, non si tratta né di aria fritta né di puro marketing


Ci sono dischi che fanno la differenza, che rendono d’improvviso famoso un artista catapultandolo nella categoria dell’immortalità. Per la polistrumentista canadese Loreena McKennitt l’album in questione è stato senza dubbio “The Visit”, che nel 1991 portò alla ribalta il suo nome e la sua world music in tutto il globo. A differenza di tante scialbe autocelebrazioni, a mio avviso, risulta perfettamente giustificata, anzi oserei dire necessaria, la pubblicazione di questa “Definitive Edition” in occasione del trentennale, caduto il 24 settembre 2021.  
            
Il magniloquente lavoro, nel corso del tempo distribuito in oltre 40 paesi e che attualmente si assesta intorno ai due milioni e mezzo di copie vendute, è ora disponibile in due magnifici formati:       
1: un’edizione deluxe limitata in cartonato, con quattro CD e un Blu-ray audio, un book illustrato di 32 pagine con svariati contenuti inediti, e l’ulteriore pregio di comprendere in esclusiva assoluta i primi mix in surround;        
2: un’edizione highlight con 15 tracce, disponibile sulle piattaforme di streaming e download, che presenta sei brani da “The Visit” in versione live, in concerto e alla radio.
          
Ma le meraviglie non finiscono qui, perché anche il libretto si rivela un piccolo grande dono per i fan. Contiene infatti rare foto d’archivio, quattro saggi scritti dalla McKennitt, e una testimonianza di prima mano redatta dall’ex dirigente della Warner-Canada Dave Tollington, che illustra le dinamiche atipiche dell’incredibile ascesa di Loreena.

Tante persone mi hanno detto come questo disco sia diventato una specie di colonna sonora per le loro vite nel periodo in cui è stato pubblicato nei primi anni ‘90. Non stento a credere alle parole dell’artista, visto che io stesso ai tempi sono stato vittima di questa fascinazione che mi ha portato prima a scoprire gli album precedenti, poi a seguirla nel resto della carriera. E allora due parole credo vadano spese per rinfrescare le idee circa queste nove tracce che trasformarono la figlia di un commerciante di bestiame in una stella del panorama musicale internazionale. 
      
I riverberi mediorientali di “All Souls Night” suonano evocativi e magici come nel ‘91, ma ancora più definiti e vicini in questa versione rimasterizzata, più brillante. Questa canzone, cari lettori, è l’opener perfetta, con un ritornello avvolgente e coinvolgente che è impossibile non amare al primo ascolto. “Bonny Portmore” è pura sospensione aerea, una nuvola di suono oggi ancora più rarefatta ed evocativa, sulla quale le alternanze di potenza e sussurri di Loreena ci trasportano via verso l’infinito.“Between The Shadows” è la prima strumentale del disco, e si muove in un equilibrio strano e perfetto fra il sentore celtico e il sapore delle coste Mediterranee.
 
“The Lady Of Shalott” narra in versi e musica un poemetto romantico scritto dal poeta inglese Alfred Tennyson. La rielaborazione del soggetto arturiano non poteva mancare nel carnet della McKennitt, e gli 11 minuti che confeziona sono a dir poco perfetti. La sua narrazione è ipnotica e poetica, impossibile da non ascoltare dall’inizio alla fine.  
  
Poi eccola, tocca a “Greensleeves”, a mio avviso il momento più lacerante ed emotivamente toccante del disco. Una leggenda racconta che a comporla sia stato addirittura Enrico VIII d’Inghilterra per Anna Bolena. Che ciò sia vero o meno, o che l’autore in realtà sia un anonimo del XVI secolo che scrisse la canzone dopo la morte di Enrico, poco importa. Piuttosto conta la carnalità con la quale Loreena mette da parte la classica impostazione lirica, per timbrare una voce naturale profonda e straziante, un’invocazione che arriva dritta al cuore e fa inumidire gli occhi.

Si fa un grande salto di tempo e di luogo con “Tango To Evora”, seconda strumentale del disco e traccia spagnoleggiante (anzi, per la precisione “portogheggiante”), in cui la McKennitt nella seconda parte doppia la bella melodia con i suoi vocalizzi perfetti. “Courtyard Lullaby” è una ninna-nanna celtica con interessanti venature epiche nelle alzate vocali, e questo basta a renderla un elemento unico nel suo genere.
           
“The Old Ways” resta, anche dopo 30 anni, il brano più potente, coinvolgente e strutturalmente complesso dell’album. Le due parti della canzone, che al primo ascolto sembrano essere blocchi del tutto separati, riescono a coesistere attraverso una geniale calibratura degli arrangiamenti, guidati dalle ripetizioni di un violino che sale in cattedra, facendo la differenza. Il brano, inoltre, come si può sentire anche nella testimonianza live che fa parte dei contenuti speciali, è sempre il picco delle esibizioni. E posso confermarlo personalmente perché fu così anche a Roma, quando ebbi l’onore di ascoltarla presso l’Auditorium Della Conciliazione, durante il tour di supporto al disco “An Ancient Muse”, del 2006.

Chiude “Cymbeline”, canzone che ai tempi mi suonò come la minore, come d’altronde viene considerato minore il “Cimbelino” di Shakespeare… ma nella nuova valorizzazione sonora c’è da dire che sale di livello, accostandosi al valore dell’intera opera. Un po’ come una certa critica teatrale che, col tempo, si è accorta del peso di quella drammatizzazione del Bardo che ospita una trama ricca e dei versi davvero interessanti, tra i migliori dell’ultima produzione del grande drammaturgo.

Se questa riedizione permetterà a un’altra fetta di pubblico di avvicinarsi al mondo della McKennitt, allora sia benedetta quest’operazione commerciale, anche perché i contenuti speciali sono ricchissimi e appetitosi, non si tratta né di aria fritta né di puro marketing.

Ma ciò che più preme a noi, fan di Loreena, è che cambi idea rispetto alla scelta fatta nell’autunno del 2019, quando decise di prendersi una pausa dalla musica, in modo da dedicare maggiori forze alle tematiche civili e al cambiamento climatico. Nobili cause, senza dubbio. Tuttavia c’è una contraddizione in termini che la Nostra sta facendo finta di non considerare, e con la quale dovrà fare i conti: una Musa non può restare lontana dal suo Canto, la sua Voce non potrà restare intrappolata a lungo.    

E io scommetto che presto la sentiremo di nuovo riempire l’aria, facendo risuonare le nostre anime, tornando a donarci l’ispirazione di cui abbiamo bisogno.

Articolo di Simone Ignagni

Track List “The Visit – The Definitive Edition”

1. All Souls Night       
2. Bonny Portmore     
3. Between The Shadows       
4. The Lady Of Shalott          
5. Greensleeves          
6. Tango To Evora     
7. Courtyard Lullaby   
8. The Old Ways        
9. Cymbeline  
10. Courtyard Lullaby Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert           
11. Stolen Child Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert       
12. Between The Shadows Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert           
13. The Lady of Shalott Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert           
14. Loreena introduces the band Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert          
15. Standing Stones Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert 
16. She Moved Through The Fair Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert          
17. Manx Ayre Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert         
18. Cymbeline Live – August 7, 1992 CBC Hot Ticket Concert         
19. Interview Part One Live – 1992 WXPN’s World Café 1992         
20. All Souls Night (Album Edit) Live – 1992 WXPN’s World Café 1992           
21. Interview Part Two Live – 1992 WXPN’s World Café 1992         
22. Courtyard Lullaby (solo) Live – 1992 WXPN’s World Café 1992 
23. Interview Part Three Live – 1992 WXPN’s World Café 1992       
24. The Lady Of Shalott (solo) Live – 1992 WXPN’s World Café 1992           
25. Interview Part Four Live – 1992 WXPN’s World Café 1992        
26. Between The Shadows (solo) Live – 1992 WXPN’s World Café 1992           
27. Interview Part Five Live – 1992 WXPN’s World Café 1992         
28. Stolen Child (solo) Live – 1992 WXPN’s World Café 1992          
29. An Interview with Loreena McKennitt in conversation with Tim Wilson           
30. Round Table Discussion  
31. All Souls Night Binaural Headphone Mix
32. Bonny Portmore Binaural Headphone Mix          
33. Between The Shadows Binaural Headphone Mix 
34. The Lady Of Shalott Binaural Headphone Mix    
35. Greensleeves Binaural Headphone Mix    
36. Tango To Evora Binaural Headphone Mix          
37. Courtyard Lullaby Binaural Headphone Mix        
38. The Old Ways Binaural Headphone Mix  
39. Cymbeline Binaural Headphone Mix        
40. All Souls Night Live Trio – October 28, 2016 Gaillard Centre     
41. Bonny Portmore Live Trio – October 28, 2016 Gaillard Centre   
42. Between The Shadows Live Trio – October 28, 2016 Gaillard Centre           
43. The Lady Of Shalott Live Trio – October 28, 2016 Gaillard Centre           
44. Greensleeves Live Trio – October 28, 2016 Gaillard Centre        
45. The Old Ways Live Trio – March 23, 2016 Arlene Schnitzer Hall

Loreena McKennitt online:
Website – https://loreenamckennitt.com/
Instagram – @LoreenaMcKennitt #LoreenaReVisited
Twitter – @Loreena #LoreenaReVisted
Spotify  – https://open.spotify.com/artist/1JdeDdujDbS6ZeSlkXqx3a
Bandcamp – https://bandcamp.com/tag/loreena-mckennitt

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