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Omar Rodríguez-López “Is it The Clouds?”

Gioiello incastonato nella carriera di un artista che ha sempre più le caratteristiche del genio

“Is it The Clouds?” Sono le nuvole? Questo è contemporaneamente il titolo del disco di Omar Rodriguez-Lopez e la domanda che rimane nella testa dopo averlo ascoltato. Fuori il 19 gennaio tramite Clouds Hill Records è il primo nuovo materiale dalla serie di uscite del 2016/2017 del genio (possiamo dirlo) Omar, già conosciuto e apprezzato con At The Drive In, The Mars Volta e molti altri.

Poliedrico e anticonformista è il tipico, ma non tipicizzante, esempio di artista che sembra quasi non aver bisogno di approvazioni tanto appare inserito nel suo mondo. Un mondo in cui crea e dipinge tutto, anche le nuvole. Un mondo in cui si entra chiedendo permesso perché lo si capisce subito: è un mondo dicotomico. Forte e fragile. Trasparente e oscuro. Statico e dinamico, ma soprattutto cangiante. E quello che c’è fuori interessa per qualche rapida occhiata, ma nemmeno così tanto.

Questa è stata la prima serie di canzoni che ho registrato nel 2018 dopo essermi preso una grande pausa dalle registrazioni, spiega Omar. Sei anni prima, sua madre era morta e lui aveva smesso di registrare musica da solista.  Il disco ha molto a che fare con la morte di mia madre, ma non è così brutale come sarebbe stato se lavessi fatto quando lei morì davvero. C’era abbastanza distanza tra me e quando è successo. Ecco, per chi l’avesse ricercata, una motivazione, una fonte ispiratrice.

Eppure non è un grido di disperazione. È qualcosa di tremendamente cosciente, lucido. Se dovesse essere uno dei quattro elementi acqua fuoco terra e aria questo disco sarebbe sicuramente aria, e mica solo per il titolo. Si galleggia continuamente sospesi in un cielo come in un tappeto volante che attraversa vari climi, varie altezze, varie intensità. Attenzione a non confondere questa sensazione di galleggiamento con una leggerezza. “Is it The Clouds?” è tutto fuorché un disco leggero: basta togliere un velo veramente sottile per capire che il concetto di profondità non ha solamente una valenza e una direzione verso il basso. Non si esplorano le profondità marine o terrestri, non si va giù. Si va su. Eppure la profondità c’è anche li.

Rischiando un tentativo di definizione veramente ardito verrebbe da inserire questo disco nel settore trip hop più che vicino ai dischi dei Mars Volta. Sono nove brani e mezzo (il disco si chiude con un nutro di poco più di un minuto) che soffiano con varie intensità, riuscendo però sempre a coprire lo spettro dell’attenzione di chi ascolta. Come le nuvole. A volte rarefatte, altre pesanti e maestose, bianche o grigie o promettenti pioggia.

Questo è un disco per il quale si potrebbe scrivere all’infinito perché più lo si ascolta più si rimane rapiti da rapitori sempre diversi.  Un gioiello incastonato in una carriera che appartiene a un artista che, come già detto, ha sempre più le caratteristiche del genio. Un vero e proprio “must have”.

Articolo di Bruno Giraldo

Track list “Is it The Clouds?”

  1. Is it the Clouds?
  2. Mere Centimeter
  3. Gently Tamed
  4. Rat Pain
  5. Once a Broken Human
  6. Amor Frio
  7. Which Came First
  8. Your Own Worst Enemy
  9. Solving this Again
  10. Broken (reprise)

Omar Rodriguez-Lopez online:
Website https://www.orlprojects.com/
Facebook https://www.facebook.com/ORLProjects/
Instagram https://www.instagram.com/ORLprojects/

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