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Procol Harum “Something Magic” Remastered

Procol Harum “Something Magic” Remastered – Esoteric/Cherry Red 2020   Sarebbe facile scrivere un articolo sui Procol Harum e su uno dei loro dischi più famosi e celebrati, o semplicemente concentrarsi sull’impatto che “A Whiter

Procol Harum “Something Magic” Remastered – Esoteric/Cherry Red 2020

 

Sarebbe facile scrivere un articolo sui Procol Harum e su uno dei loro dischi più famosi e celebrati, o semplicemente concentrarsi sull’impatto che “A Whiter Shade Of Pale” ha avuto sul mercato e nell’immaginario collettivo tanto da essere considerata la più bella canzone del secolo … Invece vogliamo parlarvi di quello che è forse il loro disco meno conosciuto della loro carriera, ripubblicato in versione rimasterizzata da Cherry Red e in uscita il 30 ottobre 2020.

Something Magic” uscì in sordina nel 1977. I Procol Harum erano saldamente nelle mani di Gary Brooker, cantante, tastierista e autore delle canzoni insieme al fido paroliere Keith Reid. Erano reduci dall’insuccesso di “Procol’s Ninth” prodotto dalla coppia Lieber/Stoller autrice di un numero infinito di hit single a partire dagli anni ’50. Il loro tentativo di ritornare a una forma canzone breve e snella non aveva dato i frutti sperati, anzi aveva addirittura compromesso l’indubbia personalità della band.

Sarà forse per questo che per il nuovo disco Gary Brooker, ben coadiuvato da una band rinnovata nell’organico con l’arrivo di Pete Solley all’organo (futuro Whitesnake) e composta dai fedeli Chris Copping al basso, Mick Grabham alla chitarra e l’inossidabile BJ Wilson alla batteria, decide di non farsi influenzare né dalle mode, né dai gusti e tanto meno dai produttori stessi dell’album,  Ron e Howie Albert, che in un primo momento avevano tentato di dare una direzione più “moderna” alla band boicottando alcune canzoni proposte dal gruppo.

Il risultato è un disco fuori dal tempo, e per questo totalmente libero, diviso tra un lato composto da canzoni e uno interamente preso da una suite in gran parte strumentale e con alcune parti narrate. Pensate al 1977:  l’avvento del Punk, la demonizzazione di qualsiasi forma di canzone pop più elaborata. Le rock band erano tutte considerate dinosauri, bestie da macello, così distanti dal mondo reale.

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E mentre gruppi come Led Zeppelin o Yes tentavano, molto goffamente, di adeguarsi, i Procol Harum innalzano ancor di più il muro tra loro, gli “artisti”, e il resto del mondo. La lunga suite, divisa in tre atti, racconta la storia di un verme e della sua lenta ma inesorabile conquista e conseguente morte di un albero, fino all’arrivo di un uomo che tagliando in ceppi l’albero e dandogli fuoco, uccide il verme, auspicando che dalle ceneri del vecchio albero uno nuovo sarebbe nato.

Una novella dalle velleità ecologiche, camuffata da suite per gruppo rock e orchestra dal respiro cinematografico. Niente a che vedere con i deliri di alienazione di Roger Waters e il suo “muro”, ma Brooker con la sua visione sinfonica, si auto esclude dai giochi. Eppure di incomprensione e di violenza si parla anche in questa suite barocca, ma lo si fa con un linguaggio non più attuale, seppur molto musicale.

E questo fa pensare come a volte l’arte, tutta l’arte, sia legata a doppio filo con la realtà temporale e qualsiasi tentativo di sganciarsi dal presente può riflettersi sul suo successo. C’è però una distinzione netta tra chi, incompreso, anticipa i tempi, e chi invece si rifugia in qualcosa di già consolidato. Gary Brooker è, nel 1977, come un operaio che si scontra con la catena di montaggio; le sue indubbie competenze, il suo talento non è più riconosciuto perché obsoleto; ma anche questo giudizio è una moda.

Dopo 43 anni concediamoci di riscoprire la bellezza della romantica “Skating On Thin Ice” o il riff arcigno di “The Mark Of The Claw” e la grandeur della title track. Questa nuova edizione composta di due CD, contiene anche “Backgammon”, b-side del singolo, più due out-take in versione dal vivo in studio “You’d Better Wait” e “This Old Dog” oltre che la registrazione del concerto al Golders Green Hippodrome di Londra del 12 marzo 1977 in cui è possibile ascoltare anche i grandi classici della band.

Articolo di Jacopo Meille

 

Track List “Something Magic”

CD 1

  1. Something Magic
    2. Skating On Thin Ice
    3. Wizard Man
    4. The Mark Of The Claw
    5. Strangers In Space                                                                                                                                                                              6. The Worm & The Tree Part One: Introduction / Menace / Occupation
    7. The Worm & The Tree Part Two: Enervation / Expectancy / Battle
    8. The Worm & The Tree Part Three: Regeneration / Epilogue
    Bonus tracks
    9. Backgammon (B-Side Of Single)
    10. You’d Better Wait (Live Studio Recording)
    11. This Old Dog (Live Studio Recording)

CD 2

Bbc Radio One “In Concert” – Golders Green Hippodrome, London – 12th March 1977

1.Something Magic
2. Conquistador
3. Nothing But The Truth

4. Strangers In Space
5. Grand Hotel
6. Pandora’s Box
7. Skating On Thin Ice
8. The Mark Of The Claw
9. Wizard Man
10. This Old Dog
11. A Whiter Shade Of Pale

Line up Procol Harum

Gary Brooker – Voce, Piano

B.J. Wilson – Batteria

Chris Copping  – Basso

Mick Grabham – Chitarra

Pete Solley – organo, sintetizzatori

 

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