Public Practice

Public Practice “Gentle Grip”

Public Practice “Gentle Grip” – Wharf Cat Records 2020 Approdano all’album di debutto i Public Practice, giovane band di New York: il full lenght “Gentle Grip” uscirà su Wharf Cat Records il 15 maggio e

Public Practice “Gentle Grip” – Wharf Cat Records 2020

Approdano all’album di debutto i Public Practice, giovane band di New York: il full lenght “Gentle Grip” uscirà su Wharf Cat Records il 15 maggio e segue il loro Ep del 2018 “Distance Is A Mirror”, uscito con la stessa etichetta.

Raramente ci troviamo al cospetto di una band con un suono tanto fresco e giovane quanto ricco di rimandi a una scena musicale storicamente importante come quella della New York fine anni ’70 primi ’80.

Alle influenze punk, nowave, disco, funk e breakbeats e alla lezione ben assimilata di band come Television, Blondie, Talking Heads e band culto come ESG e Liquid Liquid, i quattro ragazzi aggiungono una buona dose di gusto e personalità riuscendo a produrre una opera prima di tutto rispetto, dove spicca la voce della cantante Sam York, per la propria immagine già accostata più volte a Debbie Harry.

Public Practice

C’è molto basso in questo album, è la colonna portante del sound dei Public Practice e regna più o meno incontrastato sopra una chitarra nervosa e scarna e una batteria a volte ossessiva a volte più dinamica, un modesto apporto di elettronica a contorno fornisce una ulteriore coloritura.

È proprio con un tappeto elettronico, ossessivo e dark, che inizia il disco, “Moon” è un pezzo che in qualche modo mi ha ricordato i Suicide di Martin Rev e Alan Vega, un pezzo oscuro e ipnotico. Un tipo di atmosfera che non ritroveremo più durante tutto l’album, a partire dalla successiva “Cities” un bel groove che sfocia in un chorus ricco di armonizzazioni vocali.

È un suono leggermente saturo di basso che introduce “Disposable”, selvaggia e spiazzante con il suo cambio repentino di atmosfera, dove il ritornello è praticamente un altro pezzo. C’è più Rock in “Each Other”, e più Disco Music in “Underneath” che ha una bella parte vocale e un basso incisivo.

Le percussioni di “See You When I Want To” e l’up-tempo di “My Head” giocano sporco e toccano le stesse corde che toccarono album come “Fear Of Music” dei Talking Heads o “Eat To The Beat” dei Blondie ed è forse un caso che il primo singolo scelto “Compromised” sia un pezzo di cui Chris Stein potrebbe andare fiero?. “Leave Me Alone” è un altro bel pezzo sostenuto da un basso imperioso, mentre il resto delle dodici tracce di questo album va dal pop di “Undestanding” al noise rock di “How I Like It” fino alla nowave di “Hesitation”.

Questi ragazzi piazzano un colpo vincente già con il loro primo album, irriverenti e ossequiosi al tempo stesso nella loro voglia di compiacere l’ascoltatore, spalmano belle melodie pop su tappeti e geometrie ritmiche impeccabili, con una scelta di sonorità sempre azzeccate ed un occhio di riguardo per gli amanti del dance floor. Chapeau.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Gentle Grip”

  1. Moon
  2. Cities
  3. Disposable
  4. Each Other
  5. Underneath
  6. See You When I want To
  7. My Head
  8. Compromised
  9. Understanding
  10. Leave Me Alone
  11. How I Like It
  12. Hesitation

Line up Public Practice

Sam York – Vocals

Vince McClelland – Guitar

Drew Citron – Bass

Scott Rosenthal – Drums

 

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