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Redswine “Clodhopper Rock’n’roll”

Sonorità molto omogenee e ben studiate, chitarre sudate a volumi sostenuti.

Diretti, senza tanti fiocchi e fronzoli, i Redswine ci afferrano con “Clodhopper Rock’n’roll”, un EP di ben sei brani su Vrec Music Label, poco più di mezzora per un biglietto da visita degno di nota. Italiani, molto italiani, da Verona, insieme dal 2016, hanno una idea musicale decisamente old school per un pubblico che non porti più i calzoncini corti da almeno qualche lustro; vogliono infatti richiamare alle radici della storia del Rock. dal Blues di cui sono intrisi all’Hard Rock che permette di dare un carattere deciso e violento al loro lavoro.

Le sonorità sono molto omogenee e ben studiate, danno l’impressione di voler lasciare in bocca il gusto delle valvole e dell’analogico. Le chitarre suonano sudate e suonate a volumi sostenuti dando modo alle valvole stesse di scaldarsi a dovere come se si dovesse preparare un arrosto gourmet. La batteria suona molto naturale, con una scelta coerente di suoni e di presenza per indicare la connotazione che già vi ho raccontato, si sente il legno dei fusti, si sente un rullante ben disegnato.

Sul basso –  da informato sui fatti – posso darvi una definizione semplice e calzante: è giusto. Si, forse vi aspettavate qualcosa di più tecnico, ma sarebbe ridondante. Il basso ha un suono rotondo, presente ma non invasivo, ha il colore degli anni in cui i palchi erano gremiti e il pubblico ammassato e sudato. Rock’n’Roll, l’immagine è calzante come un guanto.

La voce di Mattia Mazzucato lascia molto spazio alle chitarre, allo scambio di discorsi (ora sto ascoltando “My Baby”, giusto per farvi capire cosa vi sto scrivendo, mettete la strofa) scegliendo di intonarsi con gli scambi e dando un ruolo da comprimario ai soli e non solo alla voce. Potrei ora elencarvi le influenze che sento, dagli Zeppelin ai Deep Purple a…tanti altri, ma credo sarebbe un esercizio di stile che sposterebbe poco il discorso. Scoprite voi chi sentite in questi sei brani, quali influenze stilistiche avvertite e gradite, magari scrivetecele o scrivetele direttamente alla band.

Parliamo di sensazioni ascoltando i vari brani, in genere nelle varie recensioni vi racconto dove e come ascoltare il disco, perché il mood è basilare per recepire le idee che i musicisti hanno inserito su ogni byte. Ho ascoltato questo EP più volte, alcune al chiuso del mio studio, in cuffia o nell’impianto e alcune volte in auto, e posso dirvi che entrambe le opzioni sono ottime. Lo trovo un disco che nel primo caso distrae dal lavoro quotidiano e impone ascolto per il coinvolgimento, e nel secondo caso fa stringere le mani intorno al volante e uscire un ghigno pensando a cosa si potrebbe dire al vecchio col cappello sulla Ritmo color Anziano che stiamo per sorpassare.

Non è un disco rilassante. No. Non mettetelo per una cena con la vostra bella o per fare addormentare il bimbo alle 3 del mattino (e poi non credo che i vicini gradirebbero in quanto i volumi richiesti sono corposi).

Attendiamo quindi di poteri vedere e sentire dal vivo sperando che l’attuale periodo di vincoli alla musica lasci spazio a una nuova florida stagione di concerti, palchi, sudore e abbracci. Magari aspettiamo anche un album completo e qualche video (sul loro canale YouTube sono rimasto affascinato da una bobina girante in fase di registrazione, ma si sa, sono un romantico del vintage).

Articolo di Marco Oreggia

Track list “Clodhopper Rock’n’Roll”

  1. “Guilty”
  2. “The Last Tale of a Lover Boy”
  3. “November 1995”
  4. “My Baby”
  5. “No Waltz for the Boss”
  6. “Last Night”

Line up Redswine

Mattia Mazzucato – Vocals

Cristian Fascina – Guitars

Francesco Savino – Guitars

Luca Avanzi – Bass

Federico Caputo – Drums & Vocals

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