Royal Blood

Royal Blood “Typhoons”

L’album cede un po’ di anima puramente rock per farsi ammaliare da sonorità più in stile dance anni ’90

Dopo un’attesa lunga quattro anni è finalmente uscito “Typhoons”, l’ultimo lavoro dei Royal Blood, il duo britannico che, fin dal primo singolo “Out of Black” del 2013, è sempre riuscito a stupire il pubblico, ancora oggi continua a farlo con questo LP. Tanti sono i fattori che hanno meritatamente dato la fama a questa band, forse quello più influente è l’incredibile sound che riescono a creare, considerato che i Royal Blood sono formati soltanto da 2 componenti, il vocalist/bassista Mike Kerr e il batterista Ben Thatcher, entrambi dotati di un talento pazzesco, capaci da soli di fare un baccano degno di formazioni ben più numerose.

I Royal Blood, fin dagli albori della loro carriera, sono riusciti a destare l’attenzione di gruppi come Arctic Monkeys e Metallica nonché quella del chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page che, all’uscita del loro primo album, ha rilasciato una dichiarazione nella quale esprimeva tutta la sua stima per questi ragazzi.

Da allora sono passati otto anni durante i quali la produzione non è stata particolarmente proficua anche se i due album prodotti in questo periodo sono stati costantemente accompagnati da lunghe tournée sia in America che in Europa. Ed è proprio durante un concerto ad Amburgo, nel 2019, che la band presenta gli inediti “Boilermaker” e “King”, dando quindi un assaggio di quel che sarebbe stato “Typhoons”, l’album uscito il 30 aprile 2021.

Questo LP, a differenza dei precedenti, cede un po’ di anima puramente rock per farsi ammaliare da sonorità più in stile dance anni ’90. In “Typhoons” non troviamo più brani pompatissimi come “Figure it Out” o “Come on Over”, causa di dolorosi torcicollo per chi non poteva fare a meno di darsi all’headbanging più sfrenato, piuttosto adesso il desiderio da cui si viene colti è più o meno quello da cui si veniva tentati nelle discoteche quando partivano i Duft Punk.

Niente da dire, i due ragazzi, ancora una volta muniti (quasi) solo di voce, batteria e basso (in realtà fa il suo ingresso la componente elettronica dei synth), sanno come si suona, sanno farlo molto bene e sanno come coinvolgere il pubblico, solo che la fascia di riferimento cui si rivolgono si è un po’ estesa verso una platea più ampia, che magari riesce ad apprezzare più facilmente un Rock leggermente smorzato da influenze elettro-dance che non quello rude infarcito di stoner che rappresenta invece, secondo me, il punto di forza dei Royal Blood.

Nell’ascoltare “Typhoons” ammetto che, ogni tanto, la nostalgia per pezzi segnati dai riff interminabili e quasi ossessivi di Kerr si fa sentire, questo però non significa che l’album sia da dimenticare in un cassetto, tutt’altro, ci sono brani che hanno già avuto la loro bella dose di notorietà e che meritano sicuramente il successo in crescita continua ottenuto. È il caso, ad esempio, di “Trouble’s Coming”, “Oblivion” e “Limbo” probabilmente i brani più contaminati dal passato e dal mood più “dancereccio” dell’album, quelli che fanno più presa su un pubblico meno avvezzo alla grinta dell’Hard Rock più grezzo. Lo stile del duo Kerr-Thatcher si riconosce ancora ma è certamente affievolito rispetto agli standard che ci aspettavamo.

“Typhoons”, la title-track, e “Boilermaker” sono probabilmente i due brani che fanno da pilastro all’intero lavoro, in particolare il secondo, sul quale ha messo lo zampino Josh Homme che lo ha prodotto, è sicuramente la punta di diamante di “Typhoons”, nonostante mantenga una certa coerenza con gli altri brani, è la canzone che ha riscosso più consensi, tanto che qualcuno ha già iniziato a inserirla come colonna sonora di video e spot pubblicitari. Tra tutti è forse l’unico titolo che non si fa dimenticare.

Alla fine viene spontaneo domandarsi se, dopo una lunga attesa, “Typhoons” non sia un po’ deludente: la mia personale risposta è no. Sì è vero, qualcosa è cambiato nel modo di fare musica dei Royal Blood e probabilmente il posto occupato da questo album non sarà più nello stesso settore dei precedenti, ma rimane pur sempre un disco che ti viene voglia di ascoltare, di cantare ma, soprattutto, di ballare, forse quella che viene meno mentre i pezzi si susseguono è la voglia di suonare.

I Royal Blood saranno in Italia per un’unica data sabato 19 marzo 2022 al Lorenzini District di Milano. I biglietti sono disponibili su Ticketmaster, Ticketone, Vivaticket e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 10 di venerdì 11 giugno 2021

Articolo di Cristina Giacomelli

Track list “Typhoons”

  1. Trouble’s Coming
  2. Oblivion
  3. Typhoons
  4. Who Needs Friends (testo: Mike Kerr, Joe Keogh)
  5. Million and One
  6. Limbo
  7. Either You Want It
  8. Boilermaker (musica: Royal Blood, Tom Hill)
  9. Mad Visions
  10. Hold On
  11. All We Have Is Now

Line Up Royal Blood

Mike Kerr: basso, tastiera, voce / Ben Thatcher: batteria

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