Rumer

Rumer “B-Sides And Rarities Vol.2”

Delle 13 tracce solo una è già stata pubblicata, e solo sul mercato giapponese

Esce il 22 aprile 2022 su Cooking Vinyl il secondo capitolo delle sue “B-sides and rarities” per la songwriter inglese Rumer, che ricordo di aver scoperto qualche anno fa ospite al Late Show di Dave Letterman. In realtà parlare di “Lati b” e di rarità è quasi un errore, visto che delle 13 tracce solo una è già stata pubblicata, e solo sul mercato giapponese.

Questo disco viene pubblicato a soli 7 mesi dal rilascio di “Life from Lafayette”, testimonianza dal vivo della tappa londinese del tour di “Nashville Tears” (la nostra recensione dell’album), e nonostante copra un arco temporale di oltre 10 anni di registrazioni sembra a tutti gli effetti un album pensato e prodotto nei normali tempi di lavorazione. Anche la produzione dei pezzi e gli arrangiamenti sembrano piuttosto omogenei, e questo è senza dubbio uno dei pregi migliori di questo disco, che contiene due brani inediti e scritti per l’occasione – l’iniziale “Roses”, dalle atmosfere sixties e da un bell’intreccio fra archi, xilofono e flauto, e “Old-Fashioned girl”, un 6/8 dal crescendo irresistibile scritto a 4 mani col marito Rob Shirakbari che non sfigurerebbe nel catalogo fine anni ’80 degli Style Council -, che sono senz’altro tra le cose migliori del songbook di Rumer.

Anche il resto non si discosta molto dal (bel) cliché a cui abbiamo accennato, con “You’re the one” di Carly Simon che è la più “americana” delle 13 canzoni, non solo per l’autrice ma anche per il largo uso di pedal steel nell’arrangiamento. C’è posto per una “I wanna roob you” di Van Morrison, outtake dell’album “Boys don’t cry” del 2012, arricchita da un bel coro e dall’armonica, ci sono tre brani di Burt Bacharach che non trovarono posto nell’album tributo “This girl’s in love” – “Anyone who had a heart”, una versione di “Wives and lovers” con uno strepistoso Hammond in primo piano. Soprattutto la gemma “Anyone who had heart” che non fa rimpiangere la versione originale cantata da Dionne Warwick -, c’è addirittura un’incredibile cover di “How deep is your love?” dei Bee Gees che andrebbe fatta ascoltare a un’ipotetica lezione su come creare una cover facendola propria senza stravolgerla né toglierle il sapore originario.

E c’è pure una bellissima “The Folks Who Live On The Hill” di Jerome Kerr e Oscar Hammerstein, canzone scritta nel 1937 e interpretata da Irene Dunn nel film “Sorgenti d’oro”, che è finita non troppo tempo fa anche nei dischi di gente come Eric Clapton e Peter Hammill. Ma il vero miracolo, la signorina Rumer, l’ha fatto con “Mona Lisa’s and mad hatters” di Elton John, uno dei compositori che sopporto meno al mondo, facendomi innamorare di questa sua versione costruita attorno a un piano e una chitarra acustica. Insomma, un disco che a tutti gli effetti va considerato il settimo album di Rumer più che un collage di pezzi sparsi, che farà felici gli amanti delle belle voci femminili e del Pop sixties-oriented vestito di suoni soul e r&b ed eseguito con classe ed eleganza da vendere, adattissimo da ascoltare nelle serate invernali con un bel rum ad accompagnarlo.

Articolo di Michele Faliani

“B-Sides And Rarities Vol.2”
1. Roses (Rumer)
2.You’re The One (Carly Simon)
3.Mona Lisas and Mad Hatters (Elton John, Bernie Taupin)
4.Anyone Who Had A Heart (Burt Bacharach, Hal David)
5.I Wanna Roo You (Van Morrison)
6.The Windows of The World (Burt Bacharach, Hal David)
7.Never Arrive (Hugh Prestwood)
8.Old-Fashioned Girl (Rumer, Rob Shirakbari)
9.How Deep Is Your Love (Barry Gibb, Robin Gibb, Maurice Gibb)
10.My Lover Lies Under (Simon Aldred)
11.Wives and Lovers (ft. Rory More) (Burt Bacharach, Hal David)
12.The Folks Who Live on The Hill (Jerome Kern, Oscar Hammerstein)
13.Where’ve You Been? (Donald Henry, Jonathan Vezner)

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