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Sara Parigi “Stanza”

Cantautorato d’eccellenza, che supera decisamente questo stilema

“Stanza” è il nuovo album di Sara Parigi, giovane cantautrice e compositrice pratese che il 26 gennaio pubblica il suo esordio da solista per l’etichetta Viceversa Records. Un universo particolare, un mondo che attraverso il gioco e un istinto visionario fa riflettere su tanti aspetti del quotidiano; una dimensione in cui pensieri scaturiti negli ultimi tre anni prendono forma, regalando un piccolo gioiello musicale.

La stanza è un luogo di rifugio, reale, virtuale o ancor meglio surreale. Un mondo intimo dove gli oggetti consueti possono acquisire un significato speciale: le cose da buttare diventano così le esperienze da lasciare alle spalle, mentre le cose importanti rimangono a incarnare i valori veri e da conservare. Ecco che una camera diviene un po’ l’emblema di una vita, quel disordine di oggetti consueti che contraddistingue l’essere umano nel suo tentativo di dare un ordine al caos interiore.

Sara Parigi si cimenta in questo suo lavoro dopo la breve ma più che positiva esperienza nel gruppo alt-rock Lady in the Radiator, band vincitrice nel 2019 del Rock Contest. Si percepisce sino da subito il desiderio della musicista di proporsi in esperienze da solista seguendo la linea di un cantautorato d’eccellenza, ma superando decisamente questo stilema. Il progetto, pur riflettendo qualche venatura indie rock, riesce a coniugare la tradizione di alcuni suoni tipici del beat con una musicalità d’avanguardia dove una pluralità di strumenti concorre a decorare un suono che, all’apparenza minimale, è invece lussureggiante e ricco di sfaccettature sonore. Il tutto si coniuga con gli aspetti melodici mediterranei che si fondono con sonorità sperimentali imprevedibili.

L’artista dimostra grande coraggio nel proporre il suo sound in un’espressività quasi teatrale attraverso cui le sue peculiarità prendono ancora più vigore; l desiderio era infatti quello di conciliare nel miglior modo possibile le sue parole con gli sviluppi armonici. Le dieci tracce ci regalano un viaggio fluttuante tra il suo timbro e melodie irregolari, sospese tra passato e presente grazie a strumenti tradizionali e uso dell’elettronica. Sino dall’incipit “Edera”, arpeggi delicati e tappeto di synth comunicano una musicalità innovativa; in “Specchio” sono i ritornelli a regalare suggestioni psichedeliche, sempre però rinverdite da un tocco di originale modernità. Questo si conferma, per esempio, nelle cadenze iniziali, quasi arabeggianti, e poi leggiadre di “Animale”.

Una storia che si ispira a frammenti del romanzo “Le città invisibili” di Italo Calvino viene richiamata nel brano “Rive”, singolo che aveva anticipato il disco. L’artista toscana ha scritto questo motivo con l’immagine di un’onda che si infrange sulla sabbia e poi si ritira. Altra allegoria della vita umana, un paradosso vitale che si esprime nel lasciar andare, nella morte di qualcosa o qualcuno, di un luogo o una parte di noi. La descrizione di un rito di passaggio, doloroso ma necessario, sempre però carico di una spinta vitale. Quel pungolo motivazionale che poi conferisce nuovi slanci è simboleggiato dal fluire di acque profonde. Il brano è giocato tra il dinamismo di synth e Mellotron fuso con la dolcezza delle corde acustiche e una batteria elettronica dall’anima pulsante.

Tra mille emozioni il percorso evolve verso la parte finale e “Tornado” ci riconduce anche a qualche aspetto originario di Sara che palesa qualche sfumatura alt- rock, sebbene la successiva “Pelle” ci riporti subito alla pura sperimentazione nella simbiosi tra synth e voce dai suoni stroboscopici e roboanti; curioso il dialogo tra coro e la voce di Alessandro Fiori (il produttore artistico) che contrassegna il finale del pezzo. “Piccola orchestra”, che chiude l’album, è ispirata al primo movimento della “Suite numero 1 per Piccola orchestra” di Igor Stravinsky realizzata qui in una sorta di malinconica fusion. Altra alchimia geniale della vocalist per una conclusione emozionante affidata alla drum sample originale di Marco Frattini.

Raramente ci si imbatte in opere così audaci nel panorama musicale italiano. Sara Parigi ha messo nella sua “Stanza” tutta la sua energia creativa e grazie all’innato talento è riuscita a produrre un sentiero onirico che attraversa tradizione e avanguardia con una naturalezza straordinaria. Un esaltante primo passo per la sua carriera solista che si preannuncia densa di altre straordinarie invenzioni.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “Stanza”

  1. Edera
  2. Specchio
  3. Rive
  4. Animale
  5. Abbraccio
  6. Nina
  7. Gola
  8. Tornado
  9. Pelle
  10. Piccola orchestra

Sara Parigi: voce, chitarre, mellotron, sintetizzatore, cori  / Alessandro Fiori violino, voce, sintetizzatore, mellotron, wurlitzer, percussioni, drum programming, cori / Emanuele Pera batteria elettronica, campionamenti, vibrafono, percussioni / Massi Amadori chitarra elettrica / Alfredo Nuti basso / Renè Colzi Rodal sintetizzatore / Alessio Nuti sintetizzatore

Sara Parigi online:
Facebook https://www.facebook.com/saraparigimusica
Instagram https://www.instagram.com/sa_parigi/

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