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Solence “Hope is a Cult”

Dodici coinvolgenti tracce che coniugano sapientemente elementi di Metal, Elettro e Alternative Pop

A due anni di distanza dall’ultimo lavoro, il 17 febbraio 2023 i Solence tornano sulla scena alternative con il loro quarto album, “Hope is a Cult”, pubblicato da Hopeless Records. Con i tre album precedenti, “Brothers”, l’album d’esordio del 2019, seguito da “Direction” eDeafining” nel 2020 e 2021, con pezzi come “Heaven”e la potente “Good F**King Music” i quattro di Stoccolma hanno già fatto recepire il loro messaggio a una discreta base di fan, lo confermano gli oltre 200 milioni di stream ottenuti.

Il quarto lavoro della band svedese si sviluppa in dodici coinvolgenti tracce che coniugano sapientemente elementi di Metal, Elettro, Alternative Pop, dando vita a un sound connotante ma fruibile fin dal primo ascolto. Markus Videsäter spiega così lo spirito del nuovo album:  Vogliamo costruire questa famiglia attorno alla positività, alla speranza e alla convinzione che puoi cambiare le cose. Vogliamo che tu dimentichi tutto ciò che ti dà fastidio quando ascolti questo album. Se stiamo facendo il nostro lavoro, il pubblico si sente come se ne facesse parte. Quando vai a uno spettacolo di Solence, ti diverti, quindi la speranza è un cult per noi.

“Rain down”, la traccia di apertura, fa irruzione nei padiglioni auricolari con un riff headbanging addictive, il drummer David “Viking” Vikingsson con David Strääf alla chitarra, e Johan Swärd alle tastiere, danno da subito corpo a una solida struttura sonora che che fa venir voglia di far brillare i woofer del vostro impianto. Manca il basso nella loro line up, compensato dal consistente lavoro di Johan Swärd alle tastiere e synths, tipico delle nuove correnti alternative. Altri pezzi degni di nota sono senz’altro “Demons” e “Best for You” in cui a mio avviso possiamo intravedere qualche influenza in stile Linkin Park del periodo più melodico.

Titanico lavoro di synth anche per la trascinante “Claustrophobia”, conferma di una scelta prog-alternative che pervade tutto il lavoro dei Solence. Come una formica nello zucchero l’intro acustica con pennata dai richiami flamenco di “Hope Is A Cult” tradisce il bisogno di sperimentare, viaggiando attraverso i generi alla ricerca di nuove sonorità da assemblare e reinterpretare. In “NuBlood” un riff che graffia su una robusta base ritmica incalza la voce di Markus che ruggisce il ritornello Abbiamo bisogno di sangue nuovo.

A chiudere l’album la struggente “Blood Sweat Tears”. L’intro acustica lascia il posto a un dirompente crescendo elettronico in stile prog e un secondo passaggio acustico lancia altissimo il solo finale di chitarra lasciando scolpita nella memoria la loro promessa: Daremo il nostro sangue, sudore, lacrime, ingredienti fondamentali, questi, per chi, come i nostri quattro vichinghi, vuole consacrarsi al pubblico globale e approdare in quella nazione senza confini e senza bandiera chiamata Rock ’n’ Roll.

Articolo di Andrea Ciccola

Line up Solence: Markus Videsäter voce / David “Viking” Vikingsson batteria /  David Strääf chitarra /  Johan Swärd tastiere.

Track list “Hope is a Cult”

  1. Rain Down
  2. Best For You
  3. Demons
  4. Waves
  5. Antidote
  6. Claustrophobia
  7. Hope is a Cult
  8. Better this Way
  9. NuBlood (feat. Fame on Fire)
  10. Life Goes On
  11. Endless
  12. A new hope/ Blood Sweat Tears

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