The Cleopatras

The Cleopatras “Bikini Grill”

Quindici tracce di creatività 100% femminile tutte da “saltare” in concerto e in cuffia, suonato con uno stile solido e contemporaneo

Mi sono fregato da solo ad accettare questa recensione di “Bikini Grill”, l’album, di The Cleopatras uscito per Ammonia Records il 18 maggio 2022M perché sono un vecchio maschio della Generazione X e questo è un album tutto scritto suonato e cantato al femminile. Intanto, il mio tentativo di approccio di recensione “senza chiedermi se sia una band maschile o femminile” crolla di fronte al fatto che in questo album il tema dell’”essere donne” è pervasivo, e quindi non ignorabile. Come esprimersi sul tema senza incorrere in inevitabili critiche? A salvarmi ci sono delle fantastiche, esaustive note di stampa che citerò quando è il caso. Preparatevi alle virgolette.

Ben quindici tracce prevalentemente in inglese ma con qualche concessione all’italiano, un album tutto da “saltare” in concerto e in cuffia, suonato con uno stile solido i cui riferimenti Punk classico e Pop-Punk e la vena Indie-Garage non fanno di questo lavoro un progetto citazionista e retrò ma lo inseriscono anzi in un filone contemporaneo.

Il disco inizia con due “stomper” da DJ set, “We Strike”, basso bello presente e voce “al megafono”, chitarre distorte, approccio musicale che richiama The Cramps, non selvaggio ma ossessivo e cattivo. L’attitudine del brano, inno allo “sciopero della vagina”, è una chiamata alla consapevolezza femminile che anche in anni di attenzione alle pari opportunità (ancora però spesso limitata a centri urbani e presso una fascia della popolazione più attenta) ha bisogno di un “grido di incoraggiamento”, e “Feel the Heat”, che ha più o meno lo stesso ritmo, ma toni e armonie più “Surf”, e, a parte la intro di sitar orientaleggiante e più lenta, quando prende il ritmo potrebbe essere mixata con la precedente.

Anche le spesso brutali Cleopatras si lasciano andare a celebrare unicorni, richiamati anche nella impattante copertina del designer Dario Frattaruolo, in questo caso però simbolo, in un testo onirico, di unicità e diversità. “The Unicorn” è più “Indie” e le armonie vocali sono meno Punk.

Brano da notare la cover di “Kiss kiss kiss” (Yoko Ono), dalla quale le Cleopatras eliminano la parte di sospiri e orgasmi rendendo questo un classico Punk/Wave ma senza la componente trasgressivo/psichedelica per cui l’esecuzione originale era stata notata e la sublimano in un loop elettronico creato con un sintetizzatore Korg.

“We Don’t Play Like Men” è la risposta al mio dubbio sull’approccio alla recensione: non vogliamo suonare come uomini, semplicemente suoniamo, e godetevi la musica senza rompere i c… Un inno Punk Rock tirato che gira intorno a un riff staccato supportato dall’organo e dal basso distorto.

In “Life 2020” anche le Cleopatras hanno il loro brano anti-celebrativo del lockdown e a loro modo incazzato e catartico buttano fuori rabbia e tristezza. “Mal di testa”, primo brano italiano del disco, molto vicino al precedente come se fossero due versioni dello stesso mood, suona proprio come Punk italiano delle origini, ed esprime il fastidio che ognuno di noi ha provato con quelle persone che farebbero diventare milionario chi stampasse una t-shirt con scritto “Mollami”. “Dai dai dai” è una strana marcia psichedelica con due crescendo-climax, avente come unico testo l’incitazione del titolo, che, se interpretata in chiave sessuale, potrebbe essere idealmente collegata al brano precedente per rimediare al finale “interrotto” che chiudeva con un ripetitivo “mi fai venire, mi fai venire… il mal di testa”. Ma limitare l’interpretazione a questo aspetto è riduttivo, e le note sull’album mi vengono in aiuto confermando che questo “Dai” può essere letto in molti modi, ognuno può scegliere il suo, dalla sveglia durante i concerti al pubblico catatonico a una più cattiva esortazione-augurio che deriva dalla lettura “all’inglese” della stessa parola (non ci ero arrivato da solo. Grazie all’ufficio stampa delle Cleopatras).

“Laura Palms”: se romantico può essere una parola, questo brano lo è, anche se con un chitarrismo Punk con echi del periodo Surf, e ha armonie vocali più emozionali aprendosi in una confessione più lirica senza rabbia. Se Laura Palms richiama “Laura Palmer” (nota vittima di omicidio della serie-cult Twin Peaks), restiamo in tema omicidio televisivo con “Cabot Cove”, una beach song che da buon brano trasgressivo celebra la tranquillità della vita in un centro come Cabot Cove, il paese con il più alto tasso di omicidi al mondo, anch’esso teatro di una serie cult come “La Signora in Giallo”. Con tanto di “uscita” dalla canzone con sintonia della radio che prima di fermarsi sul nuovo brano cita la sigla originale della serie.

“You’re Standing on my Neck/Daria (Official MTV Theme)”(di Janet Wygal of Splendora) chiude una trilogia di riferimenti televisivi perché omaggia la band nota soprattutto per questa sigla ma ancora di più la protagonista della serie, Daria, una delle prime realistiche “female main characters” di un’era più moderna della rappresentazione televisiva.

“China City” È una dichiarazione di ammirazione e sintonia con una “città” immensamente popolata e caotica, che è in realtà un centro commerciale cinese, di quelli che si trovano uguali in tutto il mondo, in cui perdersi fra acquisti inutili e invece chicche “cheap” che fanno la differenza per un costume di scena. “Maldito” di Jessy Bulbo aka Jessica Araceli Carrillo Cuevas “già bassista e cantante del gruppo femminile garage punk Las Ultrasònicas negli anni 90” è omaggio al movimento Riot grrrl, ma anche a GTA V dove è possibile sentirlo a bordo di qualche auto rubata. La produzione di questo brano che le Cleopatras amano suonare dal vivo lo rende però più pulito dell’originale. “Travelling Drugstore” parla del kit “da tour” della perfetta musicista Punk ipocondriaca, addicted a tutto. Vero punk.

In “(I’m) Fit Like Mick Jagger” la cifra è l’ironia: il vocalist come punto di riferimento per questo inno alla body positivity, perché lo scavato musicista quasi ottantenne è lontano dalla “Fatty bottom girl” felice di se stessa citata nella canzone, ma è anche simbolo di inesauribile energia e spinta all’azione di cui le generazioni più nuove hanno tanto bisogno. Dal vivo la sezione ritmica della band, non impegnata in questo brano chitarra e voce, si trasformerà in corpo di ballo, spettacolo che consiglio vivamente di non perdersi insieme all’esecuzione di tutto il repertorio, data l’energia e le capacità musicali di questo quartetto che non sembra aver perso motivazione malgrado gli anni e i cambi di formazione.

Articolo di Nicola Rovetta

Tracklist “Bikini Grill”
1. We strike
2. Feel the heat
3. The unicorn
4. Kiss kiss kiss
5. We don’t play like men
6. Life 2020
7. Mal di testa
8. Dai dai dai
9. Laura Palmer
10. Cabot cove
11. You’re standing on my neck/Daria (Official MTV Theme)
12. China city
13. Maldito
14. Travelling drugstore
15. (I’m) fit like Mike Jagger

Line up The Cleopatras: Vanessa voce / Camilla batteria / Alice basso / Maria chitarra

The Cleopatras online:
Website: https://ammoniarecords.it/
Facebook: https://www.facebook.com/thecleopatras
Instagram: https://www.instagram.com/the.cleopatras/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/4MT0fkDbJy0rcC4n5sJc8Q?si=h2HvhFJLQ_yg9Hc8PKNFkQ

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