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The Fauns “How Lost”

Sarete portati a uno stato di trance emozionale per tutta la durata dell’ascolto

Dopo dieci anni di silenzio i The Fauns si riaffacciano sulle scene musicali con il loro nuovo album “How Lost”, fuori il 19 gennaio per Invada Records. Dieci anni per metabolizzare nuove frontiere descrittive sulle quali costruire un universo fatto di introspezione e rimescolamenti sonori che fanno del disco un lavoro che abbraccia l’evoluzione dello Shoegaze in nuove dimensioni auditive. Chi pensa che lo Shoegaze sia ormai un genere vintage si sbaglia di grosso, negli ultimi anni oltre ad aver ripreso vigore è riuscito a imporsi all’interno della discografia indipendente in modo deciso.

Nove sono le tracce che compongono “How Lost” assimilabili già dal primissimo ascolto grazie all’introduzione di miscellanee della prima epoca della New Wave, dove i suoni figli di quella Darkwave ormai sfiorita, si intrecciano a ritmiche elettroniche rivisitate. L’intero album è figlio dei giorni nostri, non c’è nostalgia, perché sebbene la derivazione sia retrò i The Fauns, con maestria, hanno riarrangiato il tutto in modo fresco e attuale. Sia chiaro: l’obiettivo di questa recensione non è solo far capire se il lavoro dei the Fauns è valido, e lo è, ma soprattutto immergervi all’interno di un contesto nuovo nel panorama dello Shoegaze.

Esistono diverse chiavi di lettura quando ci si imbatte in un disco di questa portata, quella intrapresa, attraverso la quale voglio condurvi è la forma più intima, perché lo Shoegaze richiama introspezione e attenzione. Non è un album che “si sente”, “How Lost” deve essere contemplato, assaporato nota per nota. Non usatelo come cornice di ascolto, ma fruitene egoisticamente per ritagliarvi momenti di pace o, meglio, di riflessione, fatene una forma meditativa.

Una delle caratteristiche che più mi hanno colpito è l’originalità degli arrangiamenti, mai banali, cosa estremamente complicata all’interno di un contesto musicale restrittivo e non incline alla sperimentazione come è da sempre lo Shoegaze, un esempio tra tutti l’arrangiamento di “Doot Doot” iconico brano dei Freur, che non solo esalta la bellezza dei suoni ma lo trasforma rendendolo un’esperienza sensoriale amabile. Un altro tratto distintivo, che mi preme sottolineare è come, a differenza dei puristi del genere, il suono risulta pulito, limpido nel caos delle distorsioni, un bicchiere di cristallo dal quale si è bevuto e dove rimangono timidi aloni di vino, vagamente percepibili attraverso purezza del cristallo, metafora che a mio avviso rende perfettamente quanto il suono richiami bellezza.

Il disco è lineare in tutte le nove tracce, non ci sono saliscendi emotivi, l’ascoltatore sarà portato a uno stato di trance emozionale per tutta la durata dell’ascolto, ecco perché ne consiglio un uso meditativo, tocca note profonde, personali, scuote pur mantenendoci in uno stato di calma e pacatezza. Ripercorrendo tutte le tracce si nota come la presenza della componente elettronica si faccia più impattante nelle ultime tre tracce, specialmente in “Modified” brano parlato e scandito da campionature vocali a rimarcarne il ritmo.  Nel 2019, l’esperto compositore di colonne sonore Will Slater si è unito alla band e in “How Lost” i richiami cinematografici sono predominanti, impossibile non fare parallelismi con le ambientazioni lynchane alla Mulholland Drive.

Nella sua interezza “How Lost” non è solo un eccellente lavoro ma è uno di quei dischi che fanno venire voglia di entrare in un negozio e acquistarne una copia, da utilizzare quando ci si vuol regalare un po’ di evasione dalla follia e dal caos delle nostre giornate ordinarie.

Articolo di Silvia Ravenda

Track list “How Lost”

  1. Mixtape Days
  2. Shake Your Hair
  3. How Lost
  4. Afterburner
  5. Doot Doot
  6. Clear
  7. Modified
  8. Dark Discotheque
  9. Spacewreck

Line up The Fauns: Alison Garner voce, Michael Savage basso, Guy Rhys-Davies batteria, Will Slater chitarra

The Fauns online:
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Instagram: https://www.instagram.com/thefaunsofficial

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