The-Waterboys

The Waterboys “Good Luck, Seeker”

The Waterboys “Good Luck, Seeker” – Cooking Vinyl/Egea Music/The Orchard 2020 Fra qualche anno forse, ricorderemo gli album usciti in questo periodo come i dischi del lockdown, fra questi l’ultimo album dei The Waterboys di

The Waterboys “Good Luck, Seeker” – Cooking Vinyl/Egea Music/The Orchard 2020

Fra qualche anno forse, ricorderemo gli album usciti in questo periodo come i dischi del lockdown, fra questi l’ultimo album dei The Waterboys di Mike Scott, “Good Luck, Seeker” in uscita il 21 agosto su Cooking Vinyl.

Mike Scott mette a frutto la forzata inattività live e produce nel suo studio casalingo in Irlanda il seguito al già ottimo “Where The Action is” del 2019, regalandoci un album, va detto, persino superiore al precedente.

“Good Luck, Seeker” conferma l’ottima vena creativa di Mike Scott, che pur ricorrendo parzialmente a materiale già presente nei suoi archivi e aggiungendo una riuscitissima cover, tira fuori un disco di quelli destinati a diventare un compagno fidato, uno di quelli ai quali puoi rivolgerti più e più volte nel corso del tempo.

The-Waterboys

La Big Music, il Folk, il Rock, il Soul, la canzone parlata, l’Elettronica, c’è tutto questo in “Good Luck, Seeker” e Scott riesce a miscelare questi ingredienti come su una tavolozza di colori, dove al verde smeraldo e al blu e l’azzurro d’Irlanda, si mischia il rosso e il nero del Soul e del Rock.

Si parte con la frizzante “The Soul Singer”, fiati e sezione ritmica in stile Motown pompano questo pezzo che sprizza energia e positività, ancora atmosfere da Black Music nella seguente “(You’ve Got To) Kiss A Frog Or Two”, un pezzo a metà fra Sly e chill  music con un pattern di batteria e break parlati di Mike Scott che fanno risaltare l’indovinato ritornello.

Atmosfere folk fanno capolino nella drammatica “Low Down In The Broom”, mentre la traccia seguente, “Dennis Hopper”, propone in maniera più leggera arrangiamenti elettronici e un mid tempo che non fatica a rimanerti in testa. Dopo una danzereccia “Freak Street” e i 46 secondi di “Sticky Fingers” arriva la convincente e accattivante interpretazione di “Why Should I Love You”, originalmente scritta e pubblicata da Kate Bush sul suo album del 1993 “The Red Shoes”. Rispetto alla versione originale, Mike Scott prova ad aggiungere più dinamismo, inserendo dei break sulle strofe e un grande crescendo di batteria che lancia il finale del pezzo, veramente una bella versione.

Il groove di “The Golden Work” ci accoglie fra le sue braccia in maniera sinuosa e decisa, e la voce filtrata, che in altri contesti potrebbe risultare fastidiosa, suona perfetta in questo pezzo, una canzone che per qualche minuto ti fa smettere di pensare, cullati da un basso profondo e penetrante.

Il disco a questo punto cambia indirizzo e Mike Scott smette praticamente di cantare, lascia invece che sia la sua voce parlata, recitante, a proseguire il viaggio che prosegue con una epica “My Wanderings In The Weary Landry”, un pezzo che ci investe e ci trascina in un turbine sonoro di quasi sette minuti dove la voce recitante di Mike Scott racconta di vagabondaggi del corpo e dell’anima, un pezzo che dal vivo potrebbe rivelarsi davvero vincente.

Si continua con “Postcard From The Celtic DreamTime” e “Good Luck, Seeker”: la prima è un tributo alla natura e in particolare ai paesaggi della costa ovest dell’Irlanda raccontato su un tappeto rilassato di batteria, violino e tastiere; la title track è più ritmata e si toccano argomenti più spirituali e umanistici.

Le ultime tre tracce, il mid tempo di “Beauty In Repetition”, una nervosa e tesa “Everchanging”, e la finale “The Land Of Sunset” con le sue atmosfere celtiche contaminate da un loop di batteria dal sapore chill out, chiudono in bellezza l’album.

Un album eclettico, ricco di sapori e atmosfere, che forse meriterebbe tempi migliori per essere gustato e assimilato a dovere. Un album che probabilmente non avrebbe ancora visto la luce se il mondo non si fosse fermato e molti artisti sarebbero stati impegnati a suonare in giro per il globo, invece che essere costretti ad ammazzare il tempo facendo dischi in casa. Uno dei migliori album di questo 2020.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Good Luck, Seeker”

  1. The Soul Singer
  2. (You’ve Got To) Kiss A Frog Or Two
  3. Low Down In The Broom
  4. Dennis Hopper
  5. Freak Street
  6. Sticky Fingers
  7. Why Should I Love You
  8. The Golden Work
  9. My Wandering In The Weary Land
  10. Postcard From The Celtic Dreamtime
  11. Good Luck Seeker
  12. Beauty In Repetition
  13. Everchanging
  14. The Land Of Sunset

Line up The Waterboys

Mike Scott – Vocals, guitar, piano

Steve Wickham – Electric fiddle, mandolin

Ralph Salmins – Drums

Brother Paul – Keyboards

Aongus Ralston – Bass

Gavin Ralston – Lead guitars

Jess Kav – Vocals

Zeenie Summers – Vocals

Ti è piaciuto? Condividilo!

22/09/2021

Zucchero, Taormina

22/09/2021

Zucchero, Roccella Jonica

22/09/2021

Little Pieces of Marmelade, Firenze

24/09/2021

Zucchero, Verona

24/09/2021

Piero Pelù, Firenze

25/09/2021

Zucchero, Verona

26/09/2021

City of the Sun, Milano

26/09/2021

City of the Sun, Bologna

26/09/2021

Omar Pedrini, Erba

27/09/2021

Sting, Taormina

06/10/2021

Zucchero, Firenze

Agenda

Scopri tutti