The-Who

The Who “Who”

Spero di morire prima di diventare vecchio, cantavano gli Who, e vecchi, loro, non lo sono ancora diventati.

Cosa spinge Pete Townshend a pubblicare nel 2019 un nuovo disco degli Who? Semplice, la voglia di condividere una manciata di nuove canzoni che possano reggere il confronto con l’ingombrante passato. Mai disco degli Who è stato così esplicitamente personale come questo. Lo stesso Roger Daltrey nelle interviste ha più volte detto che alcuni brani lo mettevano in difficoltà perché le parole che doveva cantare risultavano troppo intime e personali anche per lui. Ma gli Who sono anche Daltrey e la sua voce che, su questo disco, è incredibilmente toccante e per niente sbiadita dallo scorrere del tempo.

I don’t care, I know you gonna hate this song – non me ne frega niente lo so che odierete questa canzone – così si apre il disco e la memoria va direttamente a ‘Baba O’ Riley e a quella “Teenage Wasteland” che continua a scuotermi l’anima tutte le volte che l’ascolto. Townshend gioca con il passato – “Detour” è una sorta di nuova “Magic Bus” – mantenendo però quel livello di tensione e convinzione che scaccia via ogni benché minimo senso di nostalgia.

È il presente che interessa al chitarrista che in “Beads On A String” scrive una canzone di amore e di speranza che non ti aspetti. È che dire di “I Don’t Wanna Be Wise”? È come ascoltare “The Kids Are Alright” 50 anni dopo: il ragazzo è invecchiato, ma non è ancora diventato “grande” e rivendica la sua volontà a non diventare saggio malgrado tutto e tutti.

La voce di Daltrey è immensa e si scontra con quella di Townshend che si ritaglia il suo momento in “I’ll Be Back”. Sono canzoni come questa che fanno capire quanto Paul Weller abbia imparato dal suo maestro. Amore, insoddisfazione, la volontà di continuare a farsi domande, a cercare di capire, è così che questo disco si tiene avvinghiato al presente. Come altro spiegare l’invettiva di “Ball & Chain” o il ricordo de l’11 settembre in “Hero Ground Zero”?

Menzione particolare per “Rockin’ In Rage”. Una canzone difficile che rimanda alle vicende giudiziarie di Townshend, al desiderio di sempre e comunque esprimere le proprie opinioni, di soffrire il giudizio distorto dell’opinione pubblica. Incazzarsi sempre e comunque come esercizio etico; ribellarsi sempre e comunque. Una bella lezione per un settantenne che ha il coraggio di scrivere parole forti: If I can’t speak my truth for fear of bein’ abused, I might as well be a mute, my voice never used. I’ll be maligned, I’ll be distant and trolled, if I can’t be aligned, I’ll be thrown in the cold.

Spero di morire prima di diventare vecchio, cantavano gli Who, e vecchi, loro, non lo sono ancora diventati.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “Who”

  1. All This Music Must Fade
  2. Ball and Chain
  3. I Don’t Wanna Get Wise
  4. Detour
  5. Beads On One String
  6. Hero Ground Zero
  7. Street Song
  8. I’ll Be Back
  9. Break The News
  10. Rockin’ In Rage
  11. She Rocked My World

Line up The Who

Pete Townshend – chitarre, piano, arrangiamenti, voce

Roger Daltrey – voce

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