Travis “Ten Songs” – BMG 2020

Si può far finta che sia davvero andato tutto bene, che le cose non stiano precipitando di nuovo, che le cicatrici non siano ancora vive, pronte a sanguinare. Fatto sta che l’onda d’urto del lockdown ha investito ogni espressione artistica, e anche il nuovo album dei Travis, “Ten Songs”, in uscita oggi 9 ottobre per BMG, non fa eccezione.

Con un parterre di canzoni gustose e varie, colorate e profonde, sbarazzine e lancinanti, tutte confezionate a regola d’arte, la band di Glasgow torna a scaldarci l’anima convincendo su tutta la linea, traccia dopo traccia. L’album è disponibile in standard CD, heavyweight vinyl plus Deluxe 2CD and Deluxe 2LP (red and blue vinyl) inclusi 10 Demos.

Il precedente lavoro, “Everything At Once”, risale a ben quattro anni fa, e in quest’ultima fatica fin dall’opening “Waving At The Window” si sente che è valsa la pena attendere un po’. Un mid-tempo appena sincopato sostiene un perfetto intreccio chitarra/piano su cui la voce di Francis Healy entra benedetta come sempre, aprendosi nel ritornello in un falsetto che rimanda ai “Keane” (certo, risulta doveroso ricordare che è il progetto di Tom Chaplin ad avere un grosso debito nei confronti dello storico gruppo scozzese).

 

“The Only Thing” ci suggerisce che l’apporto del piano risulterà cruciale per l’intero lavoro, così come al centro di tutto resteranno le brillanti linee vocali. Il duetto con Susanna Hoffs delle Bangles ci regala un’armonizzazione emozionale riuscitissima, e il feeling fra i due artisti diventa palese nelle immagini del videoclip. Ecco, qui possiamo parlare di un tocco di magia unito a un’ottima idea: perché le riprese, in realtà, sono avvenute in tre location diverse, nonostante lo sfondo total-black sembri comprendere sullo stesso piano sia i due cantanti che la band. Solo alla fine, il distanziamento forzato sarà rivelato dal crollo delle scenografie alle spalle dei musicisti.

In “Valentine” è inizialmente una semplice chitarra a farla da padrone… ma attenzione, perché il gruppo è dietro l’angolo, pronto a irrompere nel ritornello che esplode nella sua potenza elettrica. Nel videoclip, il cerchio di luce che circonda il front-man dei Travis spicca come un simbolo fortissimo: accoglie e protegge, rende l’uomo un pianeta a sé stante nell’universo, ma allo stesso tempo lo tiene schiacciato a terra, distanziandolo da tutto il resto.
“Butterflies” parte soffice e aerea, un brano che in mano a una band priva della stessa coesione della band (che vanta una line-up di base che non ha mai subito variazioni) risulterebbe un riempitivo, ma in questo caso s’impone come un episodio di respiro.

“A Millions Hearts” suona subito più introspettiva, virata sulla tipica malinconia delle note in minore, ed è importante a questo punto sottolineare un’altra freccia nell’arco dei Travis. Da sempre i loro excursus sentimentali non si trasformano mai in struggimento esasperato o fine a se stesso: i Nostri sanno come toccare il cuore senza farti odiare il romanticismo, sanno come lasciarti dentro un messaggio di speranza senza che risulti pomposo o finto, sanno avvolgerti senza risultare soffocanti.

“A Ghost” è un singolo che ormai i fan conoscono bene, un episodio felicissimo di pop d’autore in cui melodia e arrangiamenti si fondono in un flusso che scorre in un avvicendarsi di emozioni. Il videoclip, diretto come gli altri dal poliedrico cantante, è stato realizzato in pieno Covid-time, grazie a oltre 2500 illustrazioni animate, e impreziosito da uno splendido finale in cui i disegni diventano realtà: Fran Healy si materializza in rosso circondato dai musicisti ridotti a tre fantasmi. In qualche modo, di nuovo, i membri sono tornati a essere la mitica “Invisible Band” del 2001. Una curiosità: le riprese finali sono state realizzate da Clay, il figlio quattordicenne di Healy, che per immortalare la take decisiva si è servito del suo drone, riuscendo in tal modo a rispettare il distanziamento sociale imposto all’epoca della produzione.

Di “All Fall Down” conosciamo da un po’ l’originale lyrics-video; di fronte a una camera fissa piazzata sul soffitto di una stanza, lo struggimento del brano passa attraverso i nostri occhi grazie alle parole disegnate direttamente dalla mano di Fran. “Kissing In The Wind” è un brano permeato di malinconia positiva, eseguito in punta di piedi, in punta di strumenti, in punta di voce; il video che l’accompagna, mixando riprese odierne a vecchi estratti live e in studio, non fa che accrescere l’impatto emotivo del pezzo.

“Nina’s Song”, dal sapore spiccatamente McCartneyano, è l’ennesima dimostrazione della versatilità della band, della sua capacità di trasportare l’ascoltatore, in un paio di fraseggi appena, lungo i loro personalissimi territori sonori.
“No Love Lost” chiude classicamente in grande stile: un’accorata ballad piano e voce che ti aspetti esploda da un momento all’altro… e invece resta sopita, a cullarti nelle immagini evocate e nei significati interconnessi, come suggellando il messaggio globale del disco: è inevitabile ritrovarsi a fare i conti con l’amore quando attraversi la Vita.

Siamo imbarcati nel caos di un’esistenza imperfetta, a volte terribile e dolorosa, ma nella quale vale sempre la pena amare. Perché non esiste mai Amore sprecato, inutile, perso.

Articolo di Simone Ignagni

Track List “Ten Songs”      
1) Waving At The Window
2) The Only Thing
3) Valentine
4) Butterflies
5) A Million Hearts
6) A Ghost
7) All Fall Down
8) Kissing In The Wind
9) Nina’s Song
10) No Love Lost

Line up Travis

Francis Healy – Voce, Chitarra
Dougie Payne – Basso
Andy Dunlop – Chitarra
Neil PrimroseBatteria

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