Udo Dirkschneider

Udo Dirkschneider “My Way”

Scelta difficile per una leggenda vivente del Metal tedesco

Pubblicare un disco di cover può essere un’arma a doppio taglio: spesso i fan lo vedono come un buon modo per “prender tempo” e procrastinare così l’uscita di un disco di nuove canzoni. A questo si aggiunge la scelta delle canzoni stesse, un vero terno al lotto. Nel caso poi di una leggenda vivente del Metal tedesco e internazionale come Udo Dirkschneider, un cantante dalla voce talmente caratteristica da essere essa stessa considerata un vero e proprio marchio di fabbrica, la scelta si fa ancora più difficile.

Leggendo la lista delle canzoni incluse in “My Way”, fuori il 22 aprile 2022 su Atomic Fire Records, senza ancora ascoltarle, è indubbio che alcuni titoli saltano subito all’occhio e scatenano un misto di curiosità e preoccupazione: cosa penseranno i metallari delle versioni “They Call It Nutbush” dal repertorio di Tina e Ike Turner, “The Stroke” di Billy Squier e “Jealousy” di Frankie Miller?

Sono sincero, sono partito da quest’ultime proprio perché non riuscivo a immaginarmi la voce di Udo cantare quelle canzoni. E se la sua versione del classico di Tina è un piccolo pasticcio di Metal e Glam con tanto di fiati, “The Stroke” sembra essere sempre stata una canzone del suo repertorio, privata della sua componente più hard rock. Difficile essere però indulgenti per la versione del classico di Frankie Miller che viene ridotta ad una scialba ballata degli Scorpions senza anima.

Che dire del resto? Tra canzoni immortali eseguite diligentemente come “No Class” o l’efficace “Faith Healer”, convince la rocciosa “Fire” di Arthur Brown più della scontata “Rock’n’Roll” dei Led Zeppelin mentre l’esecuzione di “Sympathy” degli Uriah Heep avrebbe meritato un interpretazione più appassionata, ma confrontarsi con David Byron è e rimane sempre un rischio per qualunque cantante.

I fan del nostro non potranno che amare le versioni rabbiose di “Hell Bent For Leather” e di “Hell Raiser” degli Sweet così come ascoltare il loro idolo cantare la sua prima canzone in tedesco – “Kein Zurück – o “Man On The Silver Mountain”, ma mi auguro vivamente non perdonino il nostro per l’inutile versione di “We Will Rock You” – tra l’altro scelta follemente come singolo – e soprattutto per la title track che è quanto di più fuori luogo si possa immaginare.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “My Way”
1. Faith Healer (Alex Harvey)
2. Fire (Crazy World Of Arthur Brown)
3. Sympathy (Uriah Heep)
4. They Call It Nutbush (Tina Turner)
5. Man On The Silver Mountain (Rainbow)
6. Hell Raiser (The Sweet)
7. No Class (Motörhead)
8. Rock And Roll (Led Zeppelin)
9. The Stroke (Billy Squier)
10. Paint It Black (Edit Version)
11. He’s A Woman, She’s A Man (The Scorpions)
12. T.N.T. (AC/DC)
13. Jealousy (Frankie Miller)
14. Hell Bent For Leather (Judas Priest)
15. We Will Rock You (Queen)
16. Kein Zurück (Wolfsheim)
17. My Way (Frank Sinatra)

Udo Dirkschneider online:
www.udo-online.com
www.facebook.com/udoonline
www.instagram.com/u.d.o.official
https://label.atomicfire-records.com/project/udo-dirkschneider/

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