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Vintage Trouble “Heavy Hymnal”

Un vero e proprio inno alla vitalità, all’entusiasmo, alla voglia di fare musica e di aprirsi al pubblico

“Heavy Hymnal” è il quarto album dei Vintage Trouble, pubblicato il 23 giugno su Cooking Vinyl. Ed è un vero e proprio inno alla vitalità, all’entusiasmo, alla voglia di fare musica e di aprirsi al pubblico, che proietta la band di Hollywood oltre la ricerca dei suoni e delle atmosfere del R’n’B e del Soul degli anni ’50 e ’60, facendogli accarezzare le sonorità più moderne del Nu Soul, con qualche significativa pennellata rock. Già la copertina dell’album, raffigurante persone che ballano, protestano, corrono, saltano, che insomma vogliono superare l’oppressione della pandemia, rappresentata forse nel disegno di una ragazza che indossa la mascherina, simbolo oramai universale dell’epoca Covid, ci fa venire una gran voglia di ascoltare quello che la band di Hollywood ha da proporci.

Mettiamoci quindi comodi, accendiamo il ventilatore, perché il sole della California non scherza e immaginiamo di proiettarci verso Venice Beach, dove i Vintage Trouble sono nati. “Who I am”, la prima traccia sia apre con un breve dialogo di chitarra e basso che lascia subito il passo all’indiavolato ritmo vocale funk di Ty Taylor, una raffica di parole che ci risveglia da ogni torpore estivo. Dopo una brevissima pausa, perfetta per aumentare la tensione, la band esplode con un crescendo di accordi soul capaci di fare muovere i piedi anche dell’ascoltatore più indolente. L’inciso, che ci lascia la possibilità di prendere fiato senza però perdere il ritmo, rende “Who I am” un pezzo fenomenale per l’inizio di un live.

“You Already Know” si apre con un’intro vocale che ti fa venire una gran voglia di battere le mani al ritmo del drumming ossessivo di Richard Danielson. Le voci perfettamente amalgamate che fanno da risposta all’invito del solista aprono poi il brano ad un ballo scatenato, e l’assolo di chitarra stile anni ’70 perfettamente sostenuto dal basso martellante ci porta direttamente sulle strade della California.  “Not the One” è un pezzo più tranquillo, con una melodia sospesa tra le atmosfere anni ’50 e un sound più moderno. Sono apprezzabilissimi i vocalizzi di Ty, magistralmente sostenuti dai cori degli altri componenti.

“Baby What You Do” è rilassante, da festa estiva sulla spiaggia.  Il ritmo garbatamente ballabile e le belle armonie vocali lo rendono un brano che può essere ascoltato comodamente sdraiati su un sofà o ballando piano con un cocktail in mano. “Feelin’ on” è un pezzo decisamente più ritmato, dal sapore molto urbano, il basso la fa da padrone dandoci l’impressione di camminare nel centro di una città caotica. Il finale poi è geniale: il brano si spegne all’improvviso, quasi che sia stata staccata la corrente.

“The Love that Once Lingered” ci porta in un’atmosfera molto soul, con la presenza delle bella voce di Lady Blackbird. Non sfigurerebbe di certo in una raccolta di classici, anche se nelle pause si sente molto l’atmosfera nu soul.  “Allright Allright” viene introdotto da un bel groove di basso. Il brano si snoda in un’atmosfera da viaggio che ci porta sulle lunghe strade della California, la voce di Ty qui è intensa, a tratti sognante. Una bella pausa pop, gradevolissima. Il sound soul si ripresenta con “Holla”. Ritorniamo qui all’atmosfera da Club con una canzone da godersi in compagnia degli amici. Sempre molto belle le armonie vocali che fanno da sfondo sempre molto precisa del cantante.

“Shinin’” aumenta un po’ il ritmo creando una tensione molto positiva, specialmente negli incisi di chitarra sostenuti da un drumming molto preciso e diretto. Anche in questo pezzo avvertiamo la voglia di uscire di casa e di liberarsi dalle limitazioni. L’album si chiude con “Repeating History”. Qui le influenze di Blues e Gospel si palesano chiaramente. Il ritmo ci ricorda il passo cadenzato di un viandante sulla strada, anche se la chitarra di Nalle Colt dà un tocco di Rock psichedelico che potrebbe ricordare il miglior Jorma Kaukonen. Pezzo davvero molto interessante.

Davvero un bell’album, tecnicamente molto valido e di ascolto molto piacevole. I Vintage Trouble stanno diventando un po’ più sperimentali? Speriamo di scoprirlo in seguito. La band comunque è di quelle che non deludono mai le attese. L’occasione per vederli dal vivo è vicina, sarà il 4 luglio al Legend Club di Milano, biglietti disponibili su Ticketone e Ticketmaster.

Articolo di Flavio Giuseppe Businelli

Tracklist “Heavy Hymnal”

  1. Who I Am
  2. You Already Know
  3. You’re the One
  4. Baby What You Do
  5. Feelin’ on
  6. The Love That Once Lingered
  7. Alright Alright
  8. Holla!
  9. Shining
  10. Repeating History

Line up Vintage Trouble: Ty Taylor voce / Nalle Colt chitarra / Rick “Barrio” Dill basso / Richard Danielson batteria

Vintage Trouble online:
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