23/02/2024

Appino, Livorno

23/02/2024

Appino, Livorno

23/02/2024

Stef Burns with Mr. Feedback, Bergamo

23/02/2024

Bengala Fire, Torino

23/02/2024

Piqued Jacks, Pistoia

23/02/2024

Davide Van De Sfroos, Saronno (VA)

23/02/2024

Any Other, Piacenza

23/02/2024

Rosko’s, Cusano Milanino (MI)

23/02/2024

Billy Cobham, Milano

23/02/2024

Menk’, Bologna

24/02/2024

Appino, Bologna

24/02/2024

Appino, Bologna

Agenda

Scopri tutti

Virgin Prunes “…If I Die, I Die”

Disco profondamente legato al suo tempo e incredibilmente creativo

Se vivevi a Firenze nella prima metà degli anni ’80, il nome dei Virgin Prunes non ti risulterà sconosciuto. Anche per il sottoscritto che nel 1982 aveva 14 anni e aveva già sviluppato un gusto per sonorità per certi versi antagoniste a quelle della band irlandese, c’era qualcosa di irresistibilmente affascinante in loro a partire dalle oniriche copertine dei loro album. A ripensarci oggi, quel maledetto senso di appartenenza – metallaro, new romantic, punk, dark – ha in qualche modo frenato la mia innata curiosità musicale.

“…If I Die, I Die”, il debutto dei Virgin Prunes, riascoltato oggi nella versione 40th Anniversary (BMG 11 novembre 2022), è al tempo stesso un disco profondamente legato al suo tempo e incredibilmente creativo. L’urgenza di sperimentazione, la teatralità dell’interpretazione di Gavin Friday, il senso di appartenenza a un sound e una scena senza per questo sentirsi frenati, tutto questo fluisce nelle nove tracce originali del disco. Pensare che il gruppo divideva concerti e sala prove con gli U2 – il chitarrista Dik Evans è il fratello di The Edge – potrebbe far sorridere e anche provare un pizzico di invidia per quello che era possibile ascoltare a Dublino nel Lypton Village.

C’è l’irruenza punk – “Walls Of Jericho” – la decadenza notturna di “Decline And Fall” che si alterna al folk pop di “Ballad Of The Man” e alle sperimentazioni di “Bau-Dachöng” che ancora oggi ipnotizzano, il tutto fermato in poche decine di minuti che appaiono ancora oggi densi e rilevanti.

In questa nuova versione rimasterizzata trova posto anche un secondo cd che si apre con la versione remasterizzata del mix del 2004 del loro singolo di maggior successo “Baby Turns Blue” a opera di Colin Newman uscita solo come promo oltre ad altre amenità per collezionisti tra cui le prime versioni di The King of Junk” e “Pagan Lovesong”.

Articolo di Jacopo Meille

Track list “…If I Die, I Die”

CD 1
1. Ulakanakulot (2022 Remaster)
2. Decline and Fall (2022 Remaster)
3. Sweethome Under White Clouds (2022 Remaster)
4. Bau-Dachöng (2022 Remaster)
5. Baby Turns Blue (2022 Remaster)
6. Ballad of the Man (2022 Remaster)
7. Walls of Jericho (2022 Remaster)
8. Caucasian Walk (2022 Remaster)
9. Theme for Thought (2022 Remaster)

CD 2

1. Baby Turns Blue (Colin Newman Remix 2004) (2022 Remaster)^
2. Chance of a Lifetime (UK 12″) (2022 Remaster)
3. Yeo (UK 12″) (2022 Remaster)
4. The Faculties of a Broken Heart (What Should We Do If Baby Turns Blue) (UK 12″) (2022 Remaster)
5. King of Junk (Instrumental) (Rough Mix) (2022 Remaster)^
6. Ballad of the Man (Rough Mix) (2022 Remaster)^
7. Fado (Rough Mix) (2022 Remaster)^
8. Bau-Dachong (Rough Mix) (2022 Remaster)^
9. Theme For Thought (Rough Mix) (2022 Remaster)^
10. Pagan Lovesong (Demo) (2022 Remaster)^
11. Pagan Lovesong (2022 Remaster)
12. Dave-Id Is Dead (2022 Remaster)
13. Pagan Lovesong (Vibeakimbo) (2022 Remaster)

^ previously unreleased

Line up Virgin Prunes: Gavin Friday voce / Guggi voce / Dave-id Busaras Scott voce / Strongman basso / Dik Evans chitarra / Mary D’Nellon batteria

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!