13/06/2024

Crosses, Foligno

13/06/2024

Dropkick Murphys, Milano

13/06/2024

Big Time Rush, Milano

13/06/2024

Dropkick Murphys, Sesto san Giovanni (MI)

13/06/2024

Crosses, Foligno

13/06/2024

Vowws, Foligno

13/06/2024

Altin Gun, Bologna

13/06/2024

CCCP-Fedeli Alla Linea, Roma

13/06/2024

Firenze Rocks, Firenze

14/06/2024

Crosses, Milano

14/06/2024

Gogobo Festival, Bologna

14/06/2024

Big Time Rush, Roma

Agenda

Scopri tutti

Zombi “Direct Inject”

Prog a tinte cupe che riprende chiaramente alcune caratteristiche dei Goblin

Fuori dal 22 marzo per Relapse Records, “Direct Inject” è il nuovo full lenght del duo statunitense Zombi. Un album che espande la tavolozza sonora di questo gruppo proveniente da Pittsburgh, in Pennsylvania, e con alle spalle una prolifica attività che li ha visti protagonisti sino dal 2002 sulle scene rock internazionali.  “Surface To Air” ed “Escape Velocity” sono stati senza dubbio fra i loro lavori più eloquenti e rappresentativi, ma il disco odierno è forse addirittura il più coinvolgente di tutta la produzione.

Un insieme di suoni affascinante ma che non semplice da definire. Il loro è un Rock dinamico, composto da influenze e richiami, ma al contempo in continua evoluzione lungo l’intera opera. Il nome del combo, formato dal tastierista e bassista Steve Moore e il batterista Anthony E. Paterra, si ispira alla versione italiana del celeberrimo “Dawn of the Dead” di George A. Romero, che è arrivato nelle nostre sale con il titolo “Zombi”. Un dettaglio fondamentale questo, visto che anche il loro Prog a tinte cupe riprende chiaramente alcune sfumature caratteristiche dei Goblin, che curarono, fra le altre, anche la colonna sonora di quel film.

Se la fusion tra Jazz Rock e le trame gotiche sono da ascriversi come vero e proprio tributo alle partiture cinematografiche musicate dalla band di Claudio Simonetti, è giusto sottolineare che il progetto Zombi cerca anche di svincolarsi dalla lezione dei maestri grazie a una propensione naturale all’improvvisazione e soprattutto a un suono più metallico e robusto. Inoltre, va detto che l’evoluzione di questo album in particolare non si fissa totalmente sulla citazione cinematografica dei cult horror, ma spazia con audacia verso sponde sonore diverse di grande modernità elettronica.

I nove brani strumentali di “Direct Inject” regalano quaranta minuti di grande musica ben distribuita tra sonorità aperte e atmosfere più serrate e inquietanti. La title track esprime già in apertura questa dualità con una sezione iniziale brillante ma che da metà brano in poi inizia a incupirsi progressivamente con le tastiere che si fanno sempre più tenebrose fino a risolversi in un tema ossessivo e ipnotico.

La successiva “So Mote It Be” sembra quasi fare il percorso inverso, iniziando con un cupo loop di basso cadenzato da sincopati interventi di synth e chitarra elettrica che tengono nella suspence l’energia del brano che aspetta solo di salire vertiginosamente nella seconda parte che esplode in tutta la sua potenza cinematografica. Ancora più inquietante, anche a partire dal titolo, è “Bodies In The Flotsam” che sembra fluttuare, spettrale, fra le lunghe e bellissime note del synth.

Il progetto dimostra di sapersi muovere con disinvoltura anche in creazioni che esulano dalle sonorità del brivido. “Sessuale”, per esempio, è un brano suddiviso in due composizioni non contigue all’interno della track list ma accomunate da un Dream Pop languido e seducente; la parte intitolata “Sessuale II”, che curiosamente viene posta prima di “Sessuale I”, esibisce l’assolo di sax, magistralmente suonato da Steve Moore, su un sensuale tappeto di tastiere e sonagli; un motivo che risveglia sensazioni di gialli noir o di film erotico/ patinati degli anni ’70/’80. “Sessuale I”, posto a chiusura del disco, suggerisce la stessa voluttuosità ma stavolta su profondi suoni elettronici che tracciano una splendida melodia synth pop su un beat palpitante che si degrada dolcemente sul finale. Molto interessante anche la cavalcata sonora di “Kamichi & Sandy” che si diverte a mescolare la ritmica hard rock con gli spunti melodici e psichedelici del Synth Pop dettato dalle tastiere e gli effetti simil Mellotron.

Altra determinante fonte di ispirazione del duo è sicuramente John Carpenter, altro maestro del cinema horror e compositore di alcune colonne sonore divenute iconiche per gli amanti del genere. Per ammissione dello stesso Moore le idee di quelle partiture si prestano anche a essere molto ampliate ed è incredibile come il gruppo sia riuscito a trasportare quelle atmosfere in un ambiente rock. Non si hanno dubbi sulla veridicità di queste dichiarazioni, soprattutto dopo aver ascoltato “The Post Atomic Horror”, che nel suo incedere ritmato, richiamo all’Heavy Prog dei primi ’70, riesce a suscitare la tensione fobica tipica delle pellicole horror e l’altrettanto ansiogena composizione di “Insurmountable Odds” che sembra il sottofondo perfetto per una precipitosa fuga da una minaccia mortale. Due brani dall’alto potenziale cinematografico che consolidano ulteriormente il legame tra la passione degli Zombi per il repertorio filmico di genere e la loro genialità creativa in grado di riprodurre fedelmente in musica le sensazioni inquiete ma affascinanti a cui si ispirano.

“Direct Inject” potrebbe essere l’album che il cinema horror aspettava da molto tempo. Le tracce più tenebrose generano immagini tangibili e impressioni di tensione che il genere ha un po’ perso negli anni affidandosi ormai a colonne sonore prive di una matrice compositiva autoriale che invece qui trova piena realizzazione e compimento. I più di vent’anni di carriera di questo formidabile duo confluiscono in una maturità creativa semplicemente straordinaria e coraggiosa. Rispettosa dei profeti del genere ma anche desiderosa di sperimentare accenti estranei ma pur sempre accomunati da un uso brillante dell’elettronica come nel duplice capolavoro di “Sessuale”.

Penso che questo album abbia l’obiettivo, forse ancora più speciale, di far rivivere anche oltre oceano, i fasti del grande Prog. La forza innovatrice degli Zombi contribuisce sensibilmente alla rinascita di questo prezioso genere e alla sua salvaguardia trasmettendone valori e suoni senza per questo tradire mai la propria identità musicale fatta di intuizioni, talento e passione per il cinema.

Articolo di Carlo Giorgetti

Track list “Direct Inject”

  1. Direct Inject
  2. So Mote It Be
  3. Bodies in the Flotsam
  4. Kamichi & Sandy
  5. Sessuale II
  6. Improvise Adapt Overcome
  7. The Post-Atomic Horror
  8. Insurmountable Odds
  9. Sessuale I

Line up Zombi: Steve Moore basso, chitarra, tastiere, sintetizzatori, sassofono / Anthony E. Paterra batteria, tastiere Special guests: Phil Manley chitarra / Jeff Gretz percussioni

Zombi online:
Facebook https://www.facebook.com/ZombiBand
Instagram https://www.instagram.com/zombi_band

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!