18/06/2026

Melrose Avenue, Natz (BZ)

18/06/2026

Flaming Lips, Bologna

18/06/2026

Shai Ulud, Milano

18/06/2026

Kneecap, Bari

18/06/2026

New Candys, Venezia

18/06/2026

God Is An Astronaut, Torino

18/06/2026

Vibeke Saugestad Band, Osio Sopra (BG)

19/06/2026

Vasco Rossi, Bari

19/06/2026

Jack White, Lido di Camaiore (LU)

19/06/2026

American Football, Milano

19/06/2026

High Vis, Milano

19/06/2026

Marlene Kuntz, Vicenza

Agenda

scopri tutti

Toscana Produzione Musica 2026

Dalla Sardegna al Friuli, dalla Tunisia alla Mongolia, leggere il presente per fare da ponte tra culture e linguaggi musicali

Si inaugurerà domenica 15 marzo alle ore 19 al PARC Performing Arts Research Centre di Firenze (piazzale delle Cascine 4/5/7) con la “canzone sonora” in dialetto carnico del friulano Massimo Silverio, uno tra gli artisti più rappresentativi del nuovo panorama musicale italiano, il 2026 di Toscana Produzione Musica (TPM), centro diffuso di creazione e produzione musicale dal vivo riconosciuto dal Ministero della Cultura, con la direzione artistica di Maurizio Busìa e Francesco Mariotti, con il sostegno di Fondazione CR Firenze e Regione Toscana.

Nel 2026, in programma 200 artisti per 100 eventi, progetti originali che nascono sull’asse Firenze-Pisa per diffondersi nel mondo, e che si sommano alle centinaia di produzioni ideate e realizzate a partire dal 2022, anno della fondazione (circa 400 eventi per 300 artisti). Tra gli artisti, da marzo a dicembre, i live di Marta del Grandi, Nawā, Enji Erkhem, Nicole Mitchell, Bobo Rondelli e Nico Gori, Gnut e Alessandro d’Alessandro, Danilo Rea e Michel Godard con il nuovo disco dedicato a Puccini, Monica De Muru e Cristiano Calcagnile (il 26 marzo si esibiranno a Città del Messico con la produzione dedicata a Pier Paolo Pasolini), Marc Ribot, Mary Halvorson, Silvia Bolognesi e molti altri.

Domenica, il concerto di Massimo Silverio aprirà la quinta edizione di Mixité – Suoni e voci di culture antiche e attuali, in programma fino al 28 maggio undici live in prima toscana – alcuni in esclusiva italiana. In Mixitè, eccellenze del nuovo panorama musicale italiano e talenti internazionali, dalla California alla Tunisia, alla Mongolia, si intrecciano per creare qualcosa di inedito. La rassegna vuole infatti leggere il presente per fare da ponte tra culture e linguaggi musicali. Nell’appuntamento inaugurale, Massimo Silverio, accompagnato dal percussionista, sound artist e ‘improvvisatore’ Nicolas Remondino e dal musicista e producer Manuel Volpe, porterà il pubblico in una lenta discesa nella natura oscura dell’uomo che è l’essenza del suo nuovo lavoro “Surtum”, per esorcizzare i tempi di violenza e odio che stiamo vivendo, verso un senso di grazia.

In Mixitè anche l’inglese della songwriter lombarda ma di stanza in Belgio Marta Del Grandi (17/05), i mondi sonori novecenteschi evocati dal Duo Bottasso, piemontesi da anni di base in Olanda (26/04), l’omaggio alla musica napoletana con Gnut e Alessandro D’Alessandro (3/05). E ancora: il progetto tra musica elettronica e teatro dedicato alla Sardegna a cura di Francesco Giomi e Michela Atzeni (19/04), il mondo arabo dei tunisini Marzouk Mejri, in compagnia di Salvatore Morra (12/04); Sarra Douik che nel gruppo Nawā è insieme alla violoncellista francese Adèle Viret, al contrabbassista portoghese Zé Almeida e a Pierre Hurty alle percussioni (29/03), le star internazionali quali Joachim Cooder (figlio del grande Ry Cooder) in compagnia del chitarrista Adriano Viterbini (22/03), il mondo sonoro e percussivo di Nicolas Remondino (24/05), la Mongolia di Enji Erkhem (10/05) fino alla chiusura il 28 maggio con i cosmopoliti Nist-Nah, ensemble ibrido di gamelan e percussioni, guidato dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie, con base a Nantes, che riunisce 8 musicisti provenienti da ambienti eclettici e misti. L’iniziativa ha il sostegno di Regione Toscana e Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

“Toscana Produzione Musica è pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, con progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni che coinvolgono la realtà toscana, nazionale e internazionale”, dichiarano i direttori artistici Maurizio Busìa e Francesco Mariotti. Il centro è presieduto da Paolo Zampini.

Sempre al PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze dal 18 ottobre al 22 novembre si terrà la 5/a edizione della rassegna “Flux – flussi di musica creativa”, in cui si incontrano le personalità più rappresentative del jazz contemporaneo e delle musiche di ricerca internazionali. Dopo aver ospitato solo nel 2025 il trombettista e compositore americano Rob Mazurek, la chitarrista e compositrice americana Ava Mendoza, Hamid Drake insieme al vibrafonista Pasquale Mirra, il sassofonista Dan Kinzelman, il pianista parigino Benoît Delbecq e il batterista Steve Argüelles, nel 2026 sono già confermati il chitarrista statunitense – tra i più apprezzati di sempre – Marc Ribot, la flautista di Chicago Nicole Mitchell, terza generazione dei musicisti dell’AACM, associazione che ha promosso la ricerca artistica e l’emancipazione politica degli afroamericani in questa parte d’America dal 1965, e Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d’avanguardia americana di Brookline, maestra d’improvvisazione e icona della musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock.

Tra le produzioni più longeve, prosegue in questa direzione “La finestra di Puccini”, che vedrà una nuova fase di circuitazione grazie alla pubblicazione del disco per le edizioni Parco della Musica Records ad aprile. Uno dei pianisti più importanti della scena nazionale come Danilo Rea e uno dei più raffinati compositori e abili virtuosi di serpentone e tuba, Michel Godard, si incontrano sul terreno comune dell’amore per la musica del grande compositore lucchese Giacomo Puccini. Il risultato è una musica senza tempo e oltre i generi, che riesce a toccare corde intime e profonde in chi la ascolta.

Il 2026 sarà anche l’occasione per un rilancio della produzione “Solo una cosa ho avuto nel mondo”, ispirato alla “Ricotta” di Pier Paolo Pasolini, con l’attrice Monica Demuru e il musicista Cristiano Calcagnile, che dopo aver portato il proprio lavoro alla Scuola Normale Superiore di Pisa, il 26 marzo saranno in Messico, invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico e ad aprile alla Scuola Holden in occasione del Torino Jazz Festival il 29 aprile.

In questo solco di omaggi a grandi figure della cultura, si inserisce il lavoro curato dalla contrabbassista e direttrice artistica di Siena Jazz, Silvia Bolognesi, con la quale verranno realizzati due lavori per grandi ensemble, uno dedicato a John Coltrane e l’altro a Miles Davis, nell’anno dei centenari dalle loro nascite.

Un’attenzione particolare sarà rivolta a una data storica per l’Italia: nel 2026 ricorre l’anniversario dei settant’anni dai concerti di Chet Baker che, nel 1956, scelse di vivere e lavorare nel Lazio e in Toscana. Celebrerà questo ricordo in musica, uno dei grandi signori del jazz italiano, il pianista Enrico Pieranunzi, che proprio con il trombettista americano ebbe l’opportunità di suonare dal vivo e incidere su disco.

È dedicata a John Coltrane la produzione “Meditation on a Love Supreme” realizzata dal sassofonista Dimitri Grechi Espinoza, dal suonatore di ney, il turco Aziz Senol Filiz e dal contrabbassista Guido Zorn.

Il cantante Bobo Rondelli e il clarinettista Nico Gori uniscono le forze per una produzione che, partendo dallo swing, fa emergere il lato più colto del “crooner” livornese, in una dimensione che mescola standard a nuovi arrangiamenti dei suoi brani storici. Si ispira all’età dell’oro del Bebop il supergruppo di talenti toscani che vede insieme il pianista Alessandro Lanzoni, il contrabbassista Gabriele Evangelista, il sassofonista Lorenzo Simoni, la tromba di Mauro La Mancusa e Simone Brilli alla batteria. “Groovin’ High Bebop 5tet” è un tuffo nelle indimenticabili e immortali musiche di Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell, Fats Navarro, Tadd Tameron e Dexter Gordon.

La storia della musica napoletana è lo scenario in cui si muovono il cantante e chitarrista Gnut, autore di un suono in cui si fondono, con sorprendente naturalezza, molteplici ascendenze musicali, accarezzate dal tono discreto e conturbante del dialetto, e il compositore e sperimentatore Alessandro D’Alessandro. “Dduje Paravise”, dopo i primi mesi di residenze e produzione, è diventato un disco che si sta rivelando una delle migliori sorprese di questi ultimi anni.

Le produzioni del Centro non tralasciano un’attenzione per i materiali musicali originali, e su questa direzione lavora per il 2026, insieme a musicisti giovani e non, tra i quali è importante segnalare: Michelangelo Scandroglio, Mattia Galeotti, Jacopo Fagioli, Tommaso Iacoviello, Gabriele Coen, Ziad Trabelsi, Iacopo Teolis, Elisabetta Maulo, Riccardo Onori, Paolo Angeli, Maria Cortesi e Simone Graziano.

In partnership con Salty Music, Toscana Produzione Musica è risultato vincitore di un bando europeo dedicato alle residenze musicali, finanziato con fondi PR FSE+ Toscana 2021–2027, nell’ambito del progetto Sa.Mu.R.A.I – Residenza Musicale Toscana, volto a sostenere percorsi di alta formazione, creazione e produzione per giovani musicisti. Con partner quali I-Jazz, Europe Jazz Network, Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz, Scuola Normale Superiore di Pisa, Salty Music, Città del Teatro – Fondazione Sipario Toscana Onlus di Cascina e molti altri, il centro ha creato una rete in cui operatori e musicisti possono muoversi con fiducia, attraverso un territorio di moltiplicazione delle opportunità di presenza e di supporto, dalla parte creativa a quella più pratica, amministrativa e organizzativa.

Grazie al rapporto di collaborazione con Europe Jazz Network, una delle più prestigiose reti internazionali di jazz e musica improvvisata, che conta oltre 180 organizzazioni in Europa e nel mondo (tra cui Jazz Danmark, Finnish Jazz Federation, Marseille Jazz des Cinq Continents, Jazzfest Berlin, EFG London Jazz Festival, Womex, Bimhuis Amsterdam, Stockholm Jazz Festival, Manchester Jazz Festival, Jazz Fest Sarajevo), TPM si colloca, inoltre, in una rete di relazione, sperimentazione e innovazione di livello europeo.

Nell’ambito dei finanziamenti europei Horizon, da sottolineare il progetto “Amplify”, di cui TPM è unica realtà italiana, insieme a tredici partner, ricercatori, artisti e operatori culturali di otto paesi che si riunisce per confrontarsi sulla trasformazione digitale delle industrie creative e culturali. Ne fanno parte eccellenze quali il Gran Teatre del Liceu il principale teatro d’opera di Barcellona; Vicomtech, centro di ricerca basco leader nelle tecnologie digitali applicate alla cultura; NTNU, prestigiosa Università norvegese di scienza e tecnologia; F6S, rete globale per la diffusione di progetti tecnici e di ricerca e Last Tour, tra le aziende leader nel settore musicale. Di Toscana Produzione Musica il progetto “Next Stage”, focalizzato sulle possibilità della realtà virtuale e aumentata per la musica dal vivo e le performance a distanza con lo slogan “Hai mai sognato di vivere un concerto del tuo gruppo preferito da una prospettiva unica?”, offrendo così ad artisti e pubblico nuove modalità di fruizione e coinvolgimento, ben oltre i confini del concerto tradizionale. L’esperienza permette infatti al pubblico di vivere un concerto da prospettive inedite grazie a visori VR, audio immersivo spazializzato e registrazioni a 360°, offrendo una modalità alternativa di ascolto e visione.

Programma in aggiornamento continuo su http://toscanaproduzionemusica.it

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!

no AAMS casinos online interac casinos mejor casino online