Il videoclip che non c’è: R.E.M. “Beachball”

Soggetti per videoclip mai realizzati: nuovo progetto originale musica & fumetto targato Rock Nation

R.E.M.-Beachball-disegno_LeonardoVannini2022

Il “videoclip che non c’è” è un format che nasce dalla contaminazione fra scrittura creativa, fumetto e musica. Esistono migliaia di perle nascoste anche negli album di grande successo, gemme che non brilleranno mai come meriterebbero perché il mercato viene investito innanzitutto dai singoli, e i videoclip vengono prodotti solo a supporto delle hit scelte per il lancio. Il nuovo progetto targato Rock Nation allora vuole colmare questa lacuna proponendovi una triplice esperienza:

  • leggere il soggetto originale per il videoclip mai realizzato di una canzone sommersa
  • ammirare la relativa illustrazione originale disegnata da Leonardo Vannini
  • ascoltare la canzone scelta con altre orecchie, e soprattutto altri occhi, immaginando di essere voi i registi del soggetto proposto

R.E.M. “Beachball” (dall’album “Reveal” – traccia 12)

La spiaggia è un abbaglio di sole, tutto un movimento di corpi lucidi e camminate placide. Nell’aria l’odore penetrante del sale, delle creme, insieme alle urla di amici che giocano un’altra partita.
Un tiro deviato male e la palla s’innalza fiera, alta… troppo alta a dire il vero, perché sembra non volersi fermare, anzi, comincia un volo consapevole e inaspettato, oltrepassando la spiaggia e avventurandosi sull’ampio marciapiede costellato di chioschi, palme e corpi abbronzati.

Micheal Stipe, poggiato alla transenna di legno del lungomare, alza gli occhi al cielo tenendosi il cappello da cow-boy, osservando quello strano movimento. Il suo completo di lino bianco gioca con la brezza leggera mentre la palla, gialla con una striscia arancione al centro, lo sorvola con una calma surreale. È come se la “beachball” vogli godersi tutto quel sole benedetto, sottolineando che la vita è dolce, e conviene prendersela.

Scivola via sulla testa di Mike Mills, seduto a un tavolo con un Tropicana nella mano, un sorriso agli angoli della bocca, i riflessi che gli invadono le lenti. È circondato da un gruppo di amici, distribuisce pacche sulle spalle e strette di mano. Quando la palla lo supera alza il bicchiere verso Micheal, che risponde al brindisi con un piccolo cenno del capo, tenendo la tesa larga fra pollice e indice. Il movimento della palla non può passare inosservato; presto, una ad una, le persone si ritrovano a testa alta, intente a seguire l’incredibile evoluzione aerea. Qualcuno la indica, frotte di ragazzini le corrono dietro invano. Nel caldo tremolante, tutti sembrano muoversi al ritmo di una rumba al rallenty.

La palla fa una curva dolce, sospesa e… decide di tornare indietro, verso la porzione di spiaggia dalla quale è partita. Le bocche si aprono ancora di più, gli occhi si riempiono di meraviglia, le teste seguono quell’incredibile cambio di traiettoria.

Nel tragitto di ritorno la palla vola su Peter Buck, nella sua camicia floreale hawaiana, che sta suonando il mandolino di fronte a tre ragazze tutte sorrisi, gridolini e bikini. Ogni volta che applaudono l’esibizione, il ghigno del chitarrista cresce. Quando la palla lo supera, alza il mandolino verso il cielo e le note che sta suonando cambiano, si smussano, proprio come fossero un oggetto tondo che sta cadendo.

Solo a quel punto la palla si decide a scendere; lo fa riacquistando velocità, poi diventando un missile, insabbiandosi tra le sdraio e gli ombrelloni. I ragazzi che l’avevano calciata la raggiungono; uno di loro la prende, la osserva per un po’, dubbioso. Poi fa spallucce, le molla un calcio potente e il gioco, come per magia, ricomincia da un rinvio lungo, come se non si fosse mai fermato.

Micheal ha visto, e questo gli basta. Si stacca dalla transenna, sistema il cappello sugli occhi, infila le mani nelle tasche e s’incammina nella folla di ragazze, famiglie, bambini, turisti. Presto diventa una macchia bianca in mezzo a tutti quei colori estivi. Il week-end corto è in arrivo. Anzi, è già lì.

Progetto di Simone Ignagni, disegno di Leonardo Vannini

The Missing Video. Scripts for unshot videoclips: Rock Nation’s new project on music & graphic design

The format “Missing Video” comes from the cross-pollination between creative writing, graphic design and music. Thousands of hidden gems, even from very successful albums, will never shine as they deserve since they haven’t been chosen as hit singles. RockNation’s aim is to bridge this gap by offering a multimedia experience. On the one hand, users can enjoy a brand new script written by Simone Ignagni for the unshot videoclip of a less known song. In this case, the song is “Beachball” by R.E.M. On the other, the illustrator Leonardo Vannini provides his original visual support. The purpose of the project is to stimulate a different experience in the public, giving the possibility to the latter to think as directors while listening to the song.

R.E.M. “Beachball” (from “Reveal” album– track 12)

The sun shines on a beach packed with bright bodies and placid strolls. An intense scent of salt and suncream is filling up the air. Among the crowd, a group of friends playing a football match. With a deflected shot their ball boldly goes up as if it doesn’t want to stop. In an unexpected flight, the ball moves consciously past the beach and the sidewalk studded with kiosks, palms and tanned bodies.

Michael Stipe, leaning on the wooden fence along the boardwalk, looks up to the sky holding his cowboy hat, following the unusual trajectory. His white linen suit plays with the light breeze while the yellow ball flies over him with surreal slowness. It is as if the “beachball” would like to enjoy that blissed sun, underlining that life is sweet and it must be seized.

The ball flies above Mike Mills, who is sitting at a bar with a Tropicana in his hand, sporting the hint of a smile. When the ball passes him, he raises his glass towards Michael. The singer answers the toast nodding, holding the brim of his hat with his fingers. One after another, those present start looking at the incredible aerial maneuver. Some point at it, while children uselessly run after it. In the glaring heat, everything seems moving to the rhythm of a slow-motion rumba.

As the ball turns, it suddenly goes back in the direction from where the flight started. Mouths and eyes are wide open in astonishment. On its route back, the ball flies over Peter Buck, who is playing his mandolin for three cheerful girls in bikinis. His grin widens as the girls’ applause grows. When the ball surpasses him, Peter raises his mandolin to the sky, while the notes played mutate as if they were a rounded object falling.

It is only in that precise moment that the ball decides to fall, fast as a missile, landing in the sand between beach chairs and umbrellas. The football players reach the ball again. One of them grabs it hesitantly. Then he shrugs his shoulders and kicks the sphere. The game starts again like it never stopped.

Michael has seen the scene and that’s enough for him. He goes away from the wooden fence, adjusts his hat on his eyes, blending into the crowd with his hands in the pockets. Weekend is coming. It’s already there.

Project by Simone Ignagni, drawing by Leonardo Vannini

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