Vi ricordate l’epoca d’oro dei guitar hero? Quella in cui si faceva a gara a chi tirava fuori la tecnica più innovativa? Furono anni di grande fermento musicale, durante i quali nacquero capolavori e, soprattutto, si iniziò a guardare la chitarra in modo diverso. Ma perché parlarne al passato? Prendete l’ultimo album di Joe Stump, “Lords of the Strings”, fuori il 16 ottobre per Silver Lining Music: già dal titolo preannuncia fraseggi al fulmicotone e tecnica a tonnellate. Del resto, il nostro Joe è stato professore al Berklee College of Music di Boston e vanta una carriera iniziata nel 1983. Vi bastano come garanzie? No? Allora cuffie in testa, premete play e preparatevi a fare air guitar!
Virtuosismi in salsa neoclassica
Ad aprire l’album troviamo “Full Throttle”, un brano che rappresenta in pieno lo spirito del disco, con riff granitici a fare da sottofondo e tutto l’armamentario possibile di lick sfoggiati con la giusta tracotanza – dote fondamentale per ogni shredder che si rispetti – senza dimenticare la necessaria attenzione alla melodia. E attenzione: sebbene l’album mantenga un’andatura sostenuta, con il piede costantemente premuto sull’acceleratore, non mancano piacevoli intermezzi acustici come “Den of Vipers Intro” e momenti di dolcezza come “Leipzig 1722”, dove troviamo un uso davvero magistrale della tecnica del volume swell, capace di conferire maggiore intensità al finale.
Oltre la velocità, l’anima
Abbiamo parlato di attenzione alla melodia, che, sebbene sia sempre percepibile, finisce talvolta un po’ in secondo piano rispetto alle note sparate alla velocità della luce. Eppure, nel brano “In the Hall of the King”, tutto il gusto compositivo di Stump emerge in grande stile. Il chitarrista riesce a trasmettere tutta l’emotività e l’intensità che sa imprimere alla sua sei corde, con passaggi che sfiorano a tratti un feeling quasi bluesy. Peccato che questa strada non venga esplorata più spesso nel corso delle dodici tracce. Non tirate troppo il fiato perché Joe Stump torna subito all’andatura iniziale grazie alla successiva “Highly Combustible”, dove riparte la sua corsa sfrenata sulla tastiera scalloped. Si passa poi per brani come “Eternity of Darkness”, con passaggi che sfumano in serrate ritmiche che richiamano il Black Metal, fino ad arrivare alla traccia conclusiva, “Storming in the Castle”, che chiude degnamente e con coerenza questo “Lords of the Strings”.
Non una semplice prova di tecnica
Un album suonato con tecnica e gusto, ben prodotto e perfettamente in linea con ciò che ci si aspetterebbe da un disco di questo genere. Inventare qualcosa di nuovo in un mondo in cui sembra essere già stato detto tutto non è facile, ma trovare album suonati bene e capaci di non ridursi a semplici esercizi di stile lo è ancora di più. Non nego che il paragone con la tecnica di Yngwie Malmsteen salti subito alle orecchie – del resto, lo stesso Stump non ha mai nascosto quanto il chitarrista svedese sia stato una fonte d’ispirazione – ma qui non siamo davanti a una sterile copia. Siamo piuttosto di fronte a un musicista che ha cercato di trovare una propria strada, tanto sul piano compositivo quanto su quello tecnico. Di certo non è un album per tutti i palati, ma, se amate il mondo degli shredder e lo stile neoclassico, questo disco non può assolutamente mancare nei vostri ascolti.
Articolo di Daniele Bianchini
Track list “Lords of the Strings”
- Full Throttle
- Hyperbolic
- Raise Your Glass
- Den of Vipers Intro
- Den of Vipers
- Playing with Fire
- In the Hall of the King
- Highly Combustible
- Edge of Your Seat
- Leipzig 1722
- Eternity of Darkness
- Storming the Castle
Line up: Joe Stump chitarre e bassi / Francisco Palomo tastiere e programmazione batterie
Joe Stump online:
Instagram: https://www.instagram.com/joestumpofficial/
YouTube: youtube.com/@joestump1443
Quando è uscito e per quale etichetta è stato pubblicato l’album “Lords of the Strings” di Joe Stump?
L’album “Lords of the Strings” di Joe Stump è stato pubblicato il 16 ottobre per l’etichetta Silver Lining Music.
Quali generi musicali e stili chitarristici caratterizzano l’album “Lords of the Strings”?
L’album si inserisce nei generi Hard Rock e Heavy Metal, con una forte impronta di Metal neoclassico. Lo stile chitarristico è dominato da tecniche shredding e virtuosismi veloci, alternati a momenti di matrice bluesy e passaggi ritmici che richiamano il Black Metal.
Qual è la principale influenza artistica di Joe Stump presente nel disco?
La principale fonte di ispirazione per Joe Stump è il chitarrista svedese Yngwie Malmsteen, di cui si avvertono l’influenza neoclassica e l’impostazione tecnica, rielaborate tuttavia con un personalissimo gusto compositivo e un’attenzione alla melodia.
