“Percuotendo, in cadenza” (Universal), il nuovo album di Giovanni Lindo Ferretti, è uscito in doppio cd e doppio vinile il 9 ottobre. Il disco è la fedele (quasi) testimonianza dell’ultimo tour da solista del cantore dei CCCP e dei CSI. Il Ferretti solista è roba buona, tutta. E come spesso accade ci sono dei picchi. A oggi i vertici erano, senza dubbio, “Litania”, registrato con Ambrogio Sparagna, progetto che ha permesso al Nostro di ridefinirsi, come racconta anche in questo ultimo spettacolo di musica e teatro, e ovviamente “Opera”, quello che resta (poco, purtroppo) del bellissimo progetto dedicato ai cavalli.
“Percuotendo, in cadenza” è il disco che completa il podio e, per testi e scelta delle canzoni, si contende il primato con “Litania”. Il tempo e gli ascolti futuri decideranno l’arduo destino di un’opera che, pur se l’autore la liquida come esercizio di stile dettato da una richiesta alla quale non si poteva dire di “NO”, come ha spiegato alla presentazione di Gualtieri (RE), affiancato da Massimo Zamboni, appare invece a noi che ascoltiamo come la fine di un percorso, il testamento ultimo e la summa finale di un ciclo. Che poi si possa aprire altro lo si spera sempre, ma ormai Ferretti ha fatto reagire il suo repertorio in vario modo, e credo che più di così sia deontologicamente impossibile. Anche perché “Percuotendo, in cadenza” è davvero un bel lavoro. Merita attenzione, esige silenzio, serve dargli del buio, un volume alto e concedergli al massimo una candela. Poi, credetemi, vi ripagherà in bellezza, profondità e rispetto per la riflessione solitaria.
“Percuotendo, in cadenza” è il lavoro dell’uomo più che maturo, dell’artista che capisce che il meglio è stato fatto, il presente poteva essere ben diverso e il futuro non è più angoscia. Di “No” Ferretti, in questi anni, ne aveva detti tanti. La sua dimensione pubblica è andata affievolendosi, dopo aver abusato di un “A cuor contento tour” spremuto fino all’inverosimile, con un certo gusto per l’accanimento terapeutico. A scapito di progetti sporadici, unici, piccoli, che hanno invece una propria dignità e un interesse particolare. Qualcosa c’è, altro si trova in rete, altro ancora è nelle orecchie di chi c’era, senza scordare i rari bootleg (poca roba, purtroppo).
Questo lavoro invece ci restituisce un Ferretti galvanizzato, ma non elettrificato, dalla réunion dei CCCP, con ancora da venire i magnifici sette dei CSI. La “prima” era stata a Vicenza, dove “Percuotendo, in cadenza” aveva una forma simile, ma non uguale al disco di cui trattiamo. Un unicum interessante in cui il racconto della vita dell’artista Ferretti incrociava quella dell’uomo (fin dove, con pudore estremo, si può raccontare) e il tutto veniva scandito da una serie di canzoni pescate qua e là: poco dei CCCP, molto dei CSI e abbastanza del Ferretti solista. Il testo, in perfetto stile Ferretti, con le parole scortecciate (lo dice lui stesso in “Linea Gotica”, non è una definizione di Scansi), le frasi che pungono e fanno pensare, è stato leggermente rimaneggiato. Il risultato non cambia, se non per il fatto che questa versione è quella che poteva reggere un tour (e che ne reggerà un altro dal dicembre del 2026), mentre quella dell’Olimpico di Vicenza era (e resterà) un unicum per chi c’era.
Ne viene fuori un ottimo disco, non immediato, non banale, che può non piacere a chi ama i gruppi di Ferretti, ma che racconta una consapevolezza esistenziale con grande onestà e, soprattutto, mostra quello che Giorgio Canali va dicendo da tempo del suo compagno di palco: Ferretti è sempre stato coerente, anche quando non lo sembrava. Lo è stato come artista; come uomo, è chiaro, non è dato sapere più di quello che abbiamo. Ed ecco che il volume “Òra” (la nostra recensione), unito a questo “Percuotendo, in cadenza”, rappresenta un segmento della vita di un artista che aiuta a capire molte cose. Dalla genesi degli inizi al turbinio del successo inatteso, fino al progressivo abbandono delle scene.
Tutto stipato in due bauli, racconta, e poi riaperto all’improvviso. Cosa ne è uscito? Un artista che ha saputo guardare il mondo da una buona prospettiva, al quale oggi (forse) il mondo non interessa più di tanto, e che tanto meno vuole rivendicare quel ruolo di megafono che, volente o nolente, Ferretti ha avuto. Il ritorno, la discesa dalla montagna e il saluto ai palchi ci hanno consegnato un Ferretti meno pungente, attento comunque a ciò che accade (basti ascoltare le piccole variazioni di testo nelle canzoni dello spettacolo al Valli di Reggio Emilia con i CCCP) e capace di raccontare una svolta esistenziale della quale oggi tutti hanno paura, terrore e odio: il passare del tempo.
Fa piacere, infine, ascoltare brani dei CSI in versione acustica (“A tratti”, “Brace”, “Inquieto”) e canzoni tratte da “Co.Dex”, album del 2000 messo nel dimenticatoio troppo presto, dall’esperienza “PGR” e, infine, da quanto di meglio è stato realizzato negli spettacoli in solitaria. Un buon album che, ancora una volta, aggiunge un tassello e racconta una storia, spremendo però fino in fondo la materia a disposizione. La speranza, ora, è affidata a qualche inedito. L’altra, ed è l’ultima, è che il nostro non abusi di “Percuotendo, in cadenza” come fece con “A cuor contento”. Sarebbe un peccato vanificare questo bello spettacolo. Aiuta a passare le notti, fa riflettere, ed è una bella compagnia.
Articolo di Luca Cremonesi
Track list “Percuotendo, in cadenza”
- Finisterre
- A Tratti
- Brace
- Trabocca
- Depressione Caspica
- S’Ostina
- Inquieto
- Cadevo
- Cronaca Montana
- Abbiamo Visto
- Intimisto
- Cavalli e Cavalle
- Pons Tremolans
- Contatto
- Del Mondo
- Te Deum
Line up: Giovanni Lindo Ferretti voce / Luca Alfonso Rossi strumenti a corda / Simone Beneventi percussioni
Quando è uscito e in quali formati è disponibile l’album “Percuotendo, in cadenza”?
L’album “Percuotendo, in cadenza” di Giovanni Lindo Ferretti è uscito il 9 ottobre su etichetta Universal nei formati doppio CD e doppio vinile.
Qual è l’origine del disco “Percuotendo, in cadenza”?
Il disco è la registrazione quasi fedele dell’ultimo spettacolo e tour da solista di Giovanni Lindo Ferretti, in cui il racconto teatrale e biografico dell’artista incrocia l’esecuzione di canzoni del suo repertorio.
Quali brani e repertori fanno parte della scaletta del disco?
La scaletta comprende una selezione di canzoni dell’esperienza solista di Ferretti, brani dei CSI riarrangiati in versione acustica come A tratti, Brace e Inquieto, pezzi tratti dall’album Co.Dex del 2000, oltre a composizioni dei PGR e pochi estratti dal catalogo dei CCCP.
Quali sono i progetti solisti di Ferretti citati come punti di riferimento nel testo?
I progetti da solista di Ferretti indicati come vertici della sua produzione sono Litania, realizzato insieme ad Ambrogio Sparagna, l’album Opera, legato allo spettacolo dedicato ai cavalli, e lo stesso Percuotendo, in cadenza.
