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Sulle mie tracce

Fabrizio Simoncioni “Sulle mie tracce”

Un libro di aneddoti autobiografici di uno dei più importanti fonici e musicisti italiani e internazionali

È in libreria e in tutti gli store online “Sulle mie tracce” scritto da Fabrizio Simoncioni con il giornalista Adriano Gasperetti, a cura di Arcana Edizioni. Il “Simoncia” è un sound engineer, produttore e musicista che si è ritagliato un posto preminente nel panorama rock italiano e internazionale per la collaborazione a tutti i livelli con numerosi artisti di fama, collezionando sessanta dischi di platino e più di cento dischi d’oro certificati, oltre a una prestigiosa nomination nella categoria Best Album of the Year ai XIII Latin Grammy®, alla quale tiene molto.

Vivo di musica, in ogni suo aspetto e forma. Non posso farne a meno: la musica è la mia vita da sempre e per sempre.

Conosciamo Fabrizio, il suo studio è luogo d’incontri e di intrecci, e ci ha raccontato molto di sé nella video-intervista effettuata in una delle pseudo-pause pandemiche, e anche più recentemente insieme all’amico Ghigo Renzulli in occasione dell’uscita del disco live del loro progetto No.Vox.

Fabrizio Simoncioni è nella realtà quel che scrive di sé sulla carta, basta conoscerlo anche solo un pochino per capirne al volo la trasparenza. Ed è così che in questa autobiografia si racconta, con schiettezza, senza veli, senza edulcorare il racconto di una carriera fatta di impegno serio, tanto studio, capacità di mettersi in gioco. Il libro è quasi un diario segreto che Fabrizio ci permette di leggere, che ci lascia aprire per entrare meglio nel suo mondo.

Il suo talento musicale sgorga molto giovane, ed è fortunato ad avere una famiglia che lo sostiene, che lo incoraggia. Studia al Conservatorio di Firenze, sobbarcandosi la fatica di spostamenti necessari a trovare i migliori insegnamenti. Scopre le tastiere, i synth, la composizione, tutto sembra filare liscio, ma un gravissimo incidente porta il buio nella sua vita. Lui in situazione di infermità prende a studiare tutto ciò che occorre sapere per manipolare il suono, per diventare l’incredibile ingegnere del suono che tutti cercano e vogliono. E affronta tutto con la forza di volontà, ma anche con una delle sue risorse più grandi e belle: la positività, la capacità di trovare sempre il buono nelle situazioni, di vedere sempre a colori.

Nel libro ci racconta il prima e il dopo-incidente, delle situazioni che hanno determinato la sua ascesa nell’olimpo del Rock italiano: parliamo di un artista che ha lasciato “tracce” ovunque: nei Litfiba – e con i quali lo vedremo nel tour d’addio in primavera – nei Negrita, in Gianna Nannini, Ligabue e … lista lunghissima. Le “tracce” sono nelle tastiere, nei suoni, nei missaggi, se si raccolgono e impilano i sassolini che Simoncioni ha sparpagliato nei dischi dei nostri migliori artisti, si fa una montagna!

Ci racconta anche dei suoi amori, della famiglia, della sua passione per il volo che lo ha portato a studiare per “mettere le ali”, ovvero a prendere il brevetto di pilota civile, e dell’ormai inseparabile mountain bike. Lui è forse un pochino timido, sempre gentile e pronto ad accogliere le persone nel suo studio come fossero “gente di casa”. Si gode la musica, la sua compagna inseparabile a tutti i livelli, si gode la sua vita.  Ma noi, ecco, ci aspettiamo ancora tante “tracce”!

Articolo di Francesca Cecconi

© Riproduzione vietata

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