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Gianni Del Savio “Nina. La storia musicale e politica di Nina Simone”

Lettura stimolante che consente di entrare in una dimensione musicale che oggi non esiste più

Il giornalista Gianni Del Savio torna sul luogo del delitto, e il 7 luglio 2023 pubblica una nuova opera dedicata a Nina Simone. Dopo il bel saggio del 2016 dal titolo “Nina Simone Il piano, la voce e l’orgoglio nero”, dà alle stampe questo nuovo testo, per i tipi di Shake Edizioni, che è un sunto, con nuove analisi, sull’opera complessa della cantante, musicista e compositrice di Tryon. Un testo dove il focus è sul rapporto tra musica e impegno politico, dimensione che ha caratterizzato molta della produzione, e della vita, della Simone.

Il volume, agile, rispetto alla mole di lavoro che Del Savio ci condensa dentro, si legge con facilità, ma questo non deve ingannare. Nel testo Del Savio non spreca neppure una parola, e tanto meno una frase. L’apparato di note è ricco. Un aspetto che, almeno per chi scrive, è sempre discrimine chiave per un ottimo lavoro. Del Savio afferma sempre e solo facendo riferimento ad un’intervista della Simone, a un suo testo (spesso riportato, con traduzione), o a un rimando a un brano, o un disco, a un’opera nella quale è coinvolta, in prima persona, oppure in terza, la stessa cantante. Insomma, non si procede nel buio, e neppure in un’opera frutto del semplice amore per un’artista. Questo è un testo serio, che consente di aprire porte su tutto quanto viene descritto, materiale spesso esplosivo.

Nel saggio di parla di Black Panther, Malcolm X, Martin Luther King, la questione razziale americana, le rivendicazione degli afro americani, la musica come impegno civile, sociale e politico. Come vedete ci sono temi che, da soli, consentono di raccontare per pagine e pagine. Invece Del Savio, grazie a un sapiente rimando a testi, alcuni di storia, altri di critica musicale, supera con sapienza l’ostacolo, senza aggirarlo. Il lettore è spinto a cercare, a guardare i rimandi, a farsi una vera playlist, cosa facile oggi con le varie piattaforme, per ascoltare mentre si legge e si rilegge queste pagine. Allo stesso tempo, per video, articoli e testi, ci si può muovere sul web. Un libro che è davvero una lettura ricca e stimolante, e non solo per il tema trattato.

La vita della Simone non è passata all’ecoscandaglio, come era successo nel precedente volume, ma si guarda di più agli aspetti politici della sua musica e della sua arte. La vita famigliare è sforbiciata, perché si analizzano le sue irrequietezze, e cioè la scoperta di cosa vuol dire essere nera in una società dove domina il pensiero e la cultura bianca. Più volte viene ricordato l’episodio che la vede non entrare nella prestigiosa scuola di musica che, forse, ne avrebbe fatto una pianista classica. Questione che, come è ben spiegato nel testo, lascerà una ferita aperta (non troppo sanguinante però), e che porterà Simone in direzioni non del tutto classificabili. Forse sembra che Del Savio lasci intendere che la fortuna di Simone si genera proprio quando arriva questa bocciatura. Da quel momento i suoi orizzonti si estendono, e nasce Nina Simone, quella che conosciamo.

I rapporti politici sono benzina negli anni’60. Il sogno del reverendo King, le rivolte dei neri d’America, le piazze e le Black Panther. Nina c’è, non fugge, è presente. Fa sentire la sua voce. Lo fa con la sua musica, con le sue prese di posizione nei testi, che maneggia a suo uso e consumo, e che utilizza come frecce cariche nella sua faretra. Solo Dylan, fra i bianchi, è amato in quanto poeta. Allo stesso tempo, e questo forse è l’aspetto non troppo approfondito, Del Savio mostra come ci siano ingiustizie in un mondo musicale che, oggi, appare come il vero paese dei balocchi. A quel tempo, invece, non era così. Diritti non riconosciuti, dischi assemblati spesso non sempre con il consenso dell’artista, live registrati e poi messi in circolazione in modo clandestino: questo era il mondo musicale dell’epoca. E Simone ha dovuto lottare anche su questi fronti. Non si dilunga troppo, su questi aspetti, l’autore perché, forse, per una volta non sono legati al colore della pelle, ma solo a uno star system che ancora non esiste.

La parte finale del volume racconta la fine di una carriera che non è però una completa discesa all’inferno. La vita in Francia, il rapporto non sempre chiaro e cristallino con la figlia, la sua musica che è ormai figlia del disincanto. Un allontanarsi dagli Stati Uniti dove il sogno di liberazione, e libertà, è terminato. Il tutto per un buon ritiro nel Sud della Francia, in quella porzione di Provenza che è patria di Cézanne, e dove la pace è assicurata, almeno negli anni ’80 e ’90. Oggi, invece, è meta turistica fra le più ambite, e non avrebbe garantito quella pace che Simone cercava. 

Un testo ricco, bello e ben documentato. Una lettura stimolante che consente di entrare in una dimensione musicale che oggi non esiste più. Un libro che chiama alla lettura di altre pagine. Questo accade solo quando un volume è ben fatto. E questo è il caso.

Articolo di Luca Cremonesi

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