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Modena City Ramblers “Nati per la libertà”

Raccolta di racconti dedicati alla Liberazione e agli uomini e alle donne che hanno fatto la Resistenza

Il 15 aprile 2025 i Modena City Ramblers hanno dato alle stampe il volume “Nati per la libertà” (La Nave di Teseo, 20 euro), una raccolta di racconti dedicati alla Liberazione e agli uomini e alle donne che hanno fatto la Resistenza al termine della Seconda Guerra Mondiale. Temi, argomenti e storie che animano, da sempre, l’ormai ampio canzoniere del gruppo apripista del Combat Folk italiano. L’operazione non è una novità, dato che i Modena City Ramblers (d’ora in poi MCR) nel recente passato avevano dato alle stampe un concept intitolato “Il battaglione alleato” (2012), disco che raccontava una lunga storia che il giornalista Matteo Incerti, prematuramente scomparso di recente, aveva trovato nelle zone dell’Appennino emiliano. Prima ancora il gruppo, con ancora Cisco alla voce, aveva dato vita al progetto “Appunti partigiani” (2005), lavoro dove la memoria della Resistenza era raccontata con musica e canti della tradizione, e non solo. Senza dimenticare il recente ep “Appunti Resistenti” del 2025. Che si arrivasse, dunque, a un volume cartaceo che raccogliesse, sotto forma di racconti, le storie che la band ha raccolto in questi anni, era quasi un’operazione dovuta, e attesa.

Il libro è un testo collettivo, e cioè scritto a più mani, quelle dei componenti della band. Ognuno di loro ha messo nero su bianco i racconti che in anni di strada, di concerti, di serate e di incontri sono arrivati alle loro orecchie. Una sintesi, dunque, che arricchisce quella narrazione di seconda generazione che è ormai il destino di queste storie. Il legame che la band esprime e incarna con quella tradizione è forte, non solo per la provenienza dei componenti del gruppo. L’Emilia è terra di testimonianza, dove il ricordo è parte del Dna delle persone, è storia vissuta nelle case e sulla pelle di uomini e donne; è il genoma vivo della storia democratica. Come i cerchi che si formano in acqua al lancio di un sasso, più ci si allontana dall’Emilia, più il ricordo svanisce, e il trascorrere del tempo fa il resto.

Ecco perché il lavoro dei MCR è prezioso. Da un lato sono essi stessi dei resistenti in un mondo della musica ormai decisamente minoritario. Poi va aggiunto che sono fra i pochi gruppi che ancora credono nell’impegno diretto, con una lunga stagione live, battaglie sposate, ideali e contesti dove storia, tradizione e memoria si legano insieme. Infine, la loro militanza è anche essere megafono di vicende che la musica, ma l’arte in generale, compresa la letteratura, dopo anni di testimonianza ha deciso di mettere da parte.

I racconti di questo libro sono dunque un nuovo tassello di questo percorso. Storie di violini che hanno fatto la Resistenza, di uomini e donne morti in eccidi, di carri armati rubati, di staffette e di donne e uomini che, parafrasando i C.S.I., hanno scelto la parte nella loro nativa piccola patria. Voci di uomini e donne del popolo, di contadini e contadine, di donne e uomini di montagna, di pianura e di collina. Giovani che hanno scelto di mettersi in gioco, rischiando perché i valori collettivi, il bene comune e la libertà per tutti e tutte, erano molto più importanti dell’egoismo. Racconti, insomma, di un’epoca passata, che appare oggi lontanissima nel tempo. Eppure quest’eco dovrebbe ancora essere ben presente in varie zone d’Italia. E invece… e invece c’è bisogno di chi, come i MCR, sia megafono resistente di storie e valori che, oggi, non sono più neppure percepiti come dna del comune tessuto democratico.

Un libro che non è un capolavoro, sia chiaro. Si tratta di una raccolta che in tempi diversi sarebbe stata una delle tante, come accadeva appunto negli anni ’60, quando questi episodi li raccontavano Fenoglio, Pavese, Cassola, Calvino, solo per citarne alcuni. Oggi diventa invece un libro anomalo, minoritario e per questo voce di un mondo piccolo che sembra destinato a scomparire. La scelta di tenere accesa la luce è pregevole, e i MCR dimostrano ancora una volta di avere le idee ben chiare. Un volume per chi ancora crede che gli esempi del passato servano per dare corpo a un futuro migliore.

Articolo di Luca Cremonesi

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