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Gianni Maroccolo “Il sonatore di basso – Collezione spartiti indipendenti”

L’architettura sonora dei C.S.I. decodificata attraverso ventotto spartiti e annotazioni d’archivio

Il 28 agosto sarà ufficialmente in vendita sui banchi del merchandise dei concerti dei C.S.I. il volume “Il sonatore di basso – Collezione spartiti indipendenti” (Libri Aparte, 25 euro), testo di Gianni Maroccolo con 28 linee di basso di altrettanti brani dei C.S.I. trascritti in spartito e tablatura dal bassista Mur Rouge, e illustrate da Lionello Nardon; pagine raccolte in un’edizione speciale limitata e numerata realizzata in occasione del tour “In viaggio”, che segna il ritorno sulle scene del Consorzio Suonatori Indipendenti.

Il progetto “Il sonatore di basso” (la nostra recensione) ha visto Gianni Maroccolo impegnato per parte del 2025 e del 2026, dopo un’operazione di crowdfunding che ha portato alla pubblicazione di tre ottimi prodotti (in realtà quattro): un diario di Maroccolo, con aneddoti, riflessioni e storie; un grande volume di partiture di basso (oltre 100) trascritte da Mur Rouge, bassista e YouTuber che da anni spiegava in video come suona il basso Maroccolo, tavole illustrate e (ecco il quarto tesoro) un album digitale di pezzi inediti. Il tutto composto in vari formati e sapientemente prodotto da Libri Aparte che, alcuni anni fa, aveva già curato “Il Maroccolario” (la nostra recensione).

Quali sono, dunque, nel concerto le novità di questa edizione speciale, già prenotabile sul sito del merchandise ufficiale dei C.S.I., o sul sito di Libri Aparte (e che viene già spedita). Innanzitutto la forma, e cioè l’edizione che ha una copertina e un formato ad hoc. Poi nella sostanza, e cioè qui ci sono 28 linee di basso solo della produzione C.S.I., e cioè brani quali “A tratti”, “Blu”, “Brace”, “Celluloide”, “Cupe vampe”, “Del mondo”, “Finistère”, “Forma e sostanza”, “In viaggio”, “Inquieto”, “Intimisto”, “Irata”, “Linea gotica”, “Matrilineare”, “Memorie di una testa tagliata”, “Occidente”, “Ongii”, “Sogni e sintomi”, “Tutti giù per terra”, “Unità di produzione” e “Vicini”. Accanto a questi trovano spazio anche “Bolormaa”, “Buon anno ragazzi”, “E ti vengo a cercare”, “Guardali negli occhi”, “Io e Tancredi”, “M’importa ’nasega” e “Noi non ci saremo”. Il risultato è un volume rivolto certamente a bassisti e musicisti, ma non soltanto a loro. È anche un libro destinato a chi ha attraversato la storia dei C.S.I. da ascoltatore e vuole avvicinarsi alla loro musica da un punto di vista differente: osservando come nasce una linea, come dialoga con voce, chitarre e tastiere e come contribuisce a determinare l’identità di una canzone. Questo è vero, ma si tratta anche di una testimonianza preziosa, per tutti gli appassionati, di un lavoro che spesso sembra essere frutto del puro caso, e che invece qui viene decodificato, spiegato e annotato. A tutto questo si aggiungono le illustrazioni, che spiegano e arricchiscono lo spartito. Anche in questo caso, le illustrazioni di questo volume speciale sono in gran parte inedite.

Sul fronte sostanza, cosa che piace ai collezionisti, il volume è in tiratura limitata – 500 copie – quanto meno per questa prima edizione, poi si vedrà. Ed è comunque parte integrante di un progetto di ampio respiro che ha valorizzato l’arte e il lavoro di Gianni Maroccolo. Dunque, al di là che si sappia o meno suonare il basso, questo testo è parte integrante di un percorso di valorizzazione di un prezioso musicista della musica contemporanea italiana. Infine, sempre sul fronte sostanza, c’è un testo inedito, posto in apertura del volume. Si tratta di “Memoria”, il testo che Andrea Chimenti, voce live nelle presentazioni suonate del “Sonatore di basso”, ha letto in fase di apertura e presentazione del concerto. Un passaggio merita attenzione, al netto del ricordo del concerto del 1985 che Maroccolo racconta in questo scritto.

Scrive Maroccolo: Ho sempre pensato che il vero talento di un musicista non sia tanto in ciò che crea, ma in ciò che riesce a trasmettere. Non è quindi importante ciò che si suona, ma il come lo si suona. Credo che chiunque abbia partecipato nell’estate 2026 al tour “17 Re” dei Litfiba, sul palco con la formazione ufficiale (la nostra recensione), non può che concordare con le parole di Maroccolo. Carmelo Bene, nella sua “Autografia di un ritratto”, scrisse questa frase, per molti misteriosa: Il talento fa ciò che vuole, il genio fa ciò che può.

Senza dubbio, le parole di Maroccolo sono la giusta parafrasi di questo aforisma del grande attore. E l’aneddoto raccontato – il live in Francia del 1985 – conferma quanto detto. L’alchimia, la magia di un insieme infinito di differenze che creano l’evento, l’attimo, l’accadere. Non di certo talenti, scuole di scrittura o di musica. O quel quid c’è, oppure non si può costruire a tavolino. Lo si può di certo lavorare, instradare e fra crescere, ma se non è presente, c’è poco da fare. Ecco il senso profondo delle parole di Maroccolo (e di Bene). Questo nuovo tassello de “Il sonatore di basso” permette dunque di fare ulteriore chiarezza sull’artista e artigiano Gianni Maroccolo, un prezioso dono che la musica italiana ci ha dato.

P.S. anche il titolo di questo libro rimanda e richiama i C.S.I., a voi scoprirlo …

Articolo di Luca Cremonesi 

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