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Fantastic Negrito live Prato

Tour particolarissimo, con la proiezione del docu-film autoprodotto, un Q&A e un mini live acustico

Fantastic Negrito torna in Italia per presentare il nuovo album “Grandfather Courage” (la nostra recensione) versione acustica e re-interpretata di “White Jesus Black Problems” rilasciato lo scorso giugno (la nostra recensione), e dopo i live della scorsa estate in recupero alle date posticipate causa pandemia già programmate per la release del precedente “Have You Lost Your Mind Yet” (le nostre recensioni del disco e del concerto a Fiesole). Assistiamo alla tappa a Prato il 16 febbraio, nel nuovo bellissimo spazio milleventi della città, Il Garibaldi.

Il format proposto è decisamente innovativo, il set on stage infatti prevede tre fasi: la proiezione del docu-film “White Jesus, Black Problems”, in cui la narrazione ripercorre la storia degli antenati del cantautore americano, un momento dedicato alle Q&A tra l’artista e il pubblico e la parte suonata.
“White Jesus, Black Problems” muta da disco a video. Sullo schermo de Il Garibaldi vengono proiettati i tredici pezzi collegati tra loro dalla storia d’amore dei suoi antenati, la serva bianca scozzese Elisabeth e il servo di colore Courage, entrambi schiavi di Sir. Henry Jones, proprietario terriero negriero dell’epoca. Siamo in Virginia nel 1756 e, neanche a dirlo, tra i due nasce una storia d’amore impossibile per l’epoca, caratterizzata dai pregiudizi razziali. Ma non è solo contro le preclusioni con cui i due ragazzi devono fare i conti. Avidità, consumismo e la mancanza di umanità sono temi contro i quali il loro amore impossibile ma fortemente voluto deve combattere. Nella Virginia del 1756. Cavolo quanto ci siamo evoluti …

Le immagini tra passato e presente si fondono e tutto l’impegno sociale e lo stile multiforme di Xavier emerge, acquista maggiore linfa ed esplode tra groove funk e afro-beat, tra soul e blues, tra atmosfere intense e gospel. Un disco – e un documentario – dalle forti ambizioni, impattante.
Girato con due soldi e completamente prodotto in house (è stato realizzato durante il periodo Covid, come ci dirà in seguito l’autore), riesce a penetrare l’anima e a trasportare la storia fino a noi, come se quei due ragazzi di oltre due secoli e mezzo fa, fossero esattamente gli stessi seduti stasera proprio qua, nella sala pratese, a lottare per le proprie cause.

Brevissimo intervallo, dalle tende del teatro spunta un cappello beige di paglia. Standing ovation. Negrito sale finalmente sul palco. Insieme a lui, Stefano Collicelli Cagol, direttore del Centro Pecci per l’Arte Contemporanea di Prato in veste di intervistatore e interprete. La prima domanda è sua, e chiede a Fantastic Negrito di presentarci la sua opera: L’idea dell’album nasce perché, sostanzialmente, durante la pandemia avevo molto tempo libero. Sono venuto a conoscenza di alcuni documenti riguardanti i miei avi, e sono rimasto colpito dalla storia dei miei bis-bis-bis nonni e dalla forza del loro amore, ma in particolar modo quella di mio nonno, un uomo afroamericano, schiavo, ma soprattutto senza nome. In nessun documento erano riportate, infatti, le sue generalità. È stato scioccante scoprire quanto antichi fossero i miei geni! Ma è stato altrettanto spiazzante venire a conoscenza che sia stato merito di mio padre cambiare il nostro cognome in questa versione… impronunciabile!

La seconda domanda riguarda i personaggi e le loro varie sfaccettature e ci si chiede se queste facciano in qualche modo parte della sua personalità e le abbia volute esprimere in questo modo: Il cast è stato di fortuna: amici, fidanzate di amici, i membri della mia band, parenti… ho sfruttato le qualità – e gli abbigliamenti a disposizione di ognuno – per rendere il racconto quanto più veritiero possibile. Io stesso ho fatto da regista, contro lo scetticismo di tutti! Ma una volta visto il risultato finale, sono stati pronti a ricredersi!

Un fan chiede a Xavier se si ricorda qual è stata la prima canzone che ha scritto: Sì, ho dei ricordi sparsi, ero un ragazzino, avevo circa quattordici anni. Suonavo già la chitarra e assieme a uno dei miei fratelli buttammo giù un pezzo. Credo che ancora oggi lo si possa riascoltare tra le tracce di due canzoni nei miei primi due album. L’ultima domanda è rivolta al disco e se è stato pensato e composto per raggiungere un determinato target di fan o sia aperto a tutti: Ho la fortuna di comporre soprattutto per me stesso. Non devo più render conto a nessuno. Sono libero dai vincoli dei like o dei dati di vendita. Scrivo, compongo e suono quello che sento e quello che mi va. Mi fa piacere sapere che le mie canzoni posso arrivare a tutti, per un ascolto più impegnato o messe in sottofondo, mentre si bevono una birra.

Smesso l’atteggiamento sciolto da intervistato, accompagnato dal suo tastierista, Negrito indossa il suo tipico andamento blues per la parte live. La voce incrostata si mischia a quella soul. Il Garibaldi diventa ben presto un luogo di culto degno di un tempio gospel. Le canzoni vengono eseguite in modo viscerale. Le corde si pizzicano appena, l’accompagnamento al piano è appena sussurrato, ma la sua ombra è davvero gigante.

Non manca un breve snippet tra “Drifting Away” e “Where Did You Sleep Last Night”. Tredici brani di dolore, angoscia, di chi ha una visione del mondo – e delle sue radici – profonda. Così come i canti nei campi di cotone nella Virginia del settecento, canti che si elevano al cielo per non pensare alle sofferenze e alle difficoltà sulla terra. I canti, quelli di Fantastic Negrito, di chi ha trovato sè stesso, consapevole e che ha fatto pace con il proprio passato, e ha l’irriverente voglia di affrontare il futuro.

Articolo di Andrea Scarfì, foto di Francesca Cecconi

Track list Fantastic Negrito 16 febbraio 2023 Prato
Lost in a Crowd
Oh Betty
Highest Bidder
Drifting Away
Virginia
They Go Low
Night Has Turned to Day
You Better Have a Gun
In the Pines
Locked Down

Line up: Fantastic Negrito voce, chitarra Acustica / Lionel LJ Holoman  tastiere

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