Vieri Cervelli Montel live Cremona

Una delle nuove proposte musicali migliori di questo 2022

Vieri-Cervelli-Montel-foto_RobertoFontana2022

Va premiato il coraggio, detto in senso positivo, degli organizzatori della Festa Arci di Cremona per aver portato il 4 agosto, sulle sponde del Po, in un bellissimo contesto underground, la proposta musicale colta di Vieri Cervelli Montel. L’artista toscano, scoperta musicale di Jacopo Incani, compositore e musicista con una solida formazione jazz alle spalle, ha messo in scena un estratto del suo album “I” che ha saputo conquistare il pubblico della festa.

Il suo live, parte del suo primo tour per il lancio del lavoro prodotto da Tanca Records (leggi la nostra recensione), etichetta fondata Iosonouncane, è senza dubbio una proposta che merita uno spazio intimo e raccolto, dove l’ascolto deve essere predominante. Tuttavia è pur vero – ed è per questo che va riconosciuto il merito agli organizzatori – che serve anche emanciparsi dalla logica dei concerti messi in scena solo per ballare e divertirsi.

Queste feste devono anche proporre musica diversa. Come in questo caso, e Vieri Cervelli Montel ha mantenuto le promesse fatte anche nell’intervista che abbiamo realizzato come lancio di questo show (leggi l’intervista) e, allo stesso tempo, si conferma come una delle proposte musicali migliori di questo 2022.

Alice Sacchi

Ad aprire il concerto Alice Sacchi (voce) e Ludovico Banali (chitarra), con una proposta cantautoriale più vicina alla tradizione del genere rispetto al resto della serata. Alice Sacchi, modenese, musico-terapeuta, da poco sul mercato con un ep in musicassetta, ha davvero una bellissima estensione vocale e un’ottima scrittura che avrebbero meritato più attenzione da parte del pubblico.

Vieri Cervelli, poi, sale sul palco con Nicholas Remondino alla batteria “preparata”. Nel senso, nell’album il musicista lavora su percussioni e batterie molto più complicate ed elaborate di quello che si sente in scena, ma devo dire che la resa live è stata davvero interessante soprattutto sui tocchi e per quanto riguarda la ricerca sonora passata anche da un archetto per violino utilizzato sui piatti.  Passaggio davvero molto bello.

Poi, alla chitarra e ai suoni elettronici, oltre alla voce, Vieri Cervelli che non si perde – bravo! – in grandi spiegazioni sul suo lavoro e parte subito con la sua proposta musicale. Altro pregio della serata è che non solo chi ha organizzato ha ascoltato il lavoro di Vieri Cervelli e lo ha portato qui, in una calda e torrida serata padana, per farlo conoscere, ma ha anche saputo coinvolgere e rivolgersi a un pubblico che era davanti al palco preparato alla proposta artistica che si andava a sviluppare.

Come ricordato nell’intervista, la messa in scena live può essere a due o a tre musicisti – e qui a Cremona si è optato per la prima soluzione – e l’esecuzione è stata rimodulata e resa fluida perché questo concept, dedicato alla rielaborazione del dolore, del lutto e dell’assenza del padre Andrea Cervelli, lo esige come sua natura propria e intrinseca. Anzi, devo dire che la rimodulazione e la fluidità sono davvero vitali per questo album. Ergo: tutti gli show a venire saranno uno diversi dall’altro. Non è poca cosa, anzi…

Sei saranno, a fine serata, i brani eseguiti per un lavoro di ricerca sonora fra batteria, chitarra, voce e suoni che funzionano in modo splendido sulla scelta della scaletta. Di fatto Cervelli e Remondino producono un flusso unico dove l’effetto è quello di un movimento sonoro, di un’onda musicale che spazia dalle litanie delle preghiere popolari fino alla modulazione sonora elettronica, passando per la sperimentazione che tende al free jazz. Un flusso nel quale serve lasciarsi andare senza insistere – come invece vorrebbero fare, non senza fastidio per chi ha capito cosa sta ascoltando, alcuni fra il pubblico – sulla comprensione immediata di parole e significati. Per far questo c’è l’album, un ottimo vinile, con tanto di testi da seguire con attenzione.

Vieri Cervelli mette in scacco la fruizione tradizionale di un concerto e richiama all’attenzione e, soprattutto, a quell’abbandono dei significati che era appannaggio della ricerca sonora – e sensitiva – di alcuni decenni passati. Una bella sfida, resa ancora più interessante dal dialogo fra batteria e i suoni dei piatti, senza dimenticare alcuni momenti fatti di leggeri tocchi sulle pelli dei tamburi, che Remondini modula con estrema naturalezza, frutto di una sinergia ben radicata fra i due musicisti. E quando questo flusso, quasi mai interrotto – se non da un solo ciao veloce rivolto al pubblico – giunge al termine, arriva naturale la richiesta di un bis.

Ha ragione allora chi sostiene (Morgan, in una recente intervista) che se al pubblico si danno occasioni di ascolto questo è anche disposto ad ascoltare. Qui a Cremona è stato ampiamente dimostrato. Forse, dunque, è la paura di chi organizza eventi a dettare legge e non, come invece si vorrebbero, quella del pubblico pagante. Questo, infatti, non ha paura e neppure rifiuti di essere stupito. Anzi, nella realtà delle piazze e dei teatri dimostra esattamente di essere alla ricerca anche di altro. La proposta di Vieri Cervelli, sia essa a due (come quella di questa sera) o a tre musicisti, non è facile. Ma cattura perché l’arte, quando è fatta bene, emerge e il senso – non il significato – si mostra, sempre. In un altro contesto, questo album e Vieri avrebbero il successo che si meritano. Ma nel nostro Paese è anche in contesti come questi – la festa Arci di Cremona – che si deve passare e partire per avviare una piccola rivoluzione contro una omologazione dell’ascolto, e dell’entusiasmo, che sta imperando. D’altronde, lo diceva già Battiato … Com’è difficile restare calmi e indifferenti, Mentre tutti intorno fanno rumore.

(Prossima data 10/09 Tonadico (Trento) Sotalazopa Festival)

Articolo di Luca Cremonesi, foto di Roberto Fontana

Vieri Cervelli, voce e chitarra / Nicholas Remondini, batteria e percussioni

Set list Vieri Cervelli Montel 4 agosto 2022 Cremona

  1. Nebbia
  2. Risveglio
  3. Alba
  4. Stanza
  5. Ultimo
  6. Primo

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