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Andrea Casale – “A Nightwalk on a Sunny Road”: la sintesi tra noir metropolitano e synthwave

Un’opera seconda che fonde architetture elettroniche, suggestioni cinematografiche e delicatezze dream pop

Uscito il 17 gennaio per 045records, “A Nightwalk on a Sunny Road” è il nuovo lavoro dell’artista pugliese Andrea Casale: una “passeggiata notturna” che parte dalle sonorità familiari del Progressive Rock anni Settanta per dirigersi verso le eleganti atmosfere sintetiche dell’Elettronica contemporanea.

Fino all’Africa e ritorno

Il percorso creativo che ha portato alla produzione di “Nightwalk on a Sunny Road” è un viaggio, interiore e geografico, che attraversa un decennio e oltre. Nato nel 1988 a Taranto, Andrea Casale cresce con il culto del Prog classico, senza dimenticare figure carismatiche, fondamentali per lo sviluppo del Pop più avanguardistico degli anni Ottanta, come David Sylvian, Kate Bush e soprattutto Peter Gabriel, adorato al punto da battezzare il proprio figlioletto con lo stesso nome. Si affaccia per la prima volta sul mercato discografico nel 2014 con “Tourist in my Hometown”, un album intimo e casalingo registrato insieme agli amici di una vita, che lo fa notare positivamente dalla critica. Nel 2017 c’è un inaspettato colpo di scena: Casale decide di trasferirsi per lavoro in Burundi, dove vivrà un’esperienza travolgente sia dal punto di vista umano che da quello artistico. Viene infatti coinvolto nella scena musicale locale, dove si guadagna il soprannome “Cat Stevens” suonando con una band del posto le hit degli artisti africani più famosi – da Miriam Makeba a JC Matata – nel club “Kugasaka” di Ngozi.

Al rientro in Italia nel 2019, Casale sfiora l’idea di abbandonare la musica, ma la parentesi del lockdown gli restituisce il tempo necessario per raccogliere le forze e comporre nuovo materiale tra le mura domestiche. È nel 2023, però, che arriva la svolta decisiva, quando incontra Francesco Ambrosini, in arte Duck Chagall, produttore, polistrumentista e co-fondatore del collettivo veneto C+C=Maxigross. Sotto la guida di Ambrosini, l’artista pugliese è incoraggiato a esplorare la propria creatività, sviluppando nuove idee, rifinendo quelle vecchie e attingendo a quel serbatoio enorme di esperienze fatte nel corso degli anni.

“A Nightwalk on a Sunny Road”

Mentre scrivevo i brani, mi immaginavo di camminare in un quadro di Edward Hopper, quelle atmosfere rarefatte dei film Noir anni Quaranta. Oppure i paesaggi notturni degli anni Ottanta, quelle luci al neon richiamate in copertina. Così l’autore descrive l’immaginario dietro al suo “A Nightwalk on a Sunny Road”, reso chiaro fin dall’ossimoro surreale scelto come titolo: un “Impero della luce” magrittiano messo in musica, per rimanere nell’ambito delle arti visive. L’opener “Say My Name (And I’ll Disappear)” proietta da subito l’ascoltatore tra i vicoli di questo mondo metropolitano, con il suono gonfio del synth a fare da cicerone tra il gocciolare incostante di grondaie arrugginite e il miagolio lontano di qualche gatto affamato.

Con la successiva “A Cup of Tea Full of Rain” entriamo nel vivo del disco: la cassa della batteria entra sottopelle con il suo ritmo apparentemente irregolare, mentre la linea melodica di Casale è accompagnata da ondate di accordi sintetizzati. Da sottolineare il lavoro svolto qui da Dorsa Riazi, che impreziosisce il brano con un bel solo di violino e, soprattutto, con un’interpretazione vocale da brividi sul break. Il singolo “Pages of Dusk” esplora il tema della memoria sul tappeto sonoro tessuto da harmonium e violoncello, vicino come intenzione a certi episodi degli M83 di “Hurry Up, We’re Dreaming”; le composizioni di Casali sembrano infatti mantenersi perfettamente in equilibrio tra le già citate influenze Prog e sonorità più moderne, dal Dream Pop alla Synthwave, senza dimenticare icone moderne come Bon Iver, apprezzato dal musicista pugliese per la modernità del suo sound, la cui vena intimista si può intravedere, per esempio, nelle melodie malinconiche di “Shape of your Nose”.
“To Thousands and 9” è il brano più antico del lotto, la cui prima bozza risale agli anni trascorsi in Africa: la traccia è impreziosita dal “Tega Digital Choir”, un coro di quindici voci campionate, gestite poi dalla mano sapiente di Duck Chagall al banco di regia. Tocca a “Finale” chiudere il lavoro, a riassumerne il tono nostalgico ed evocativo tra strade deserte, nebbia e luci natalizie fuori tempo massimo.

Outro

L’incontro tra la sensibilità autoriale di Casale e la regia sonora di Duck Chagall produce un album solido, che trova il suo punto di forza nell’accuratezza degli arrangiamenti e nella resa delle atmosfere. Sebbene la formula finisca talvolta per adagiarsi su soluzioni stilistiche già collaudate, “A Nightwalk on a Sunny Road” riesce a mantenere una propria cifra distintiva. Un’opera seconda onesta e ben messa a fuoco, che conferma il talento del musicista tarantino nel plasmare suggestioni intime e cinematografiche.

Articolo di Alberto Pani

Track list “A Nightwalk on a Sunny Road”

  1. Say My Name (And I’ll Disappear)
  2. A Cup of Tea Full of Rain
  3. Pages of Dusk
  4. Shape of your Nose
  5. Things Beyond My Knowledge
  6. No More Flowers
  7. To Thousands and 9
  8. Finale

Line up: Andrea Casale voce pianoforte tastiere synth harmonium campanelli chitarra acustica chitarra elettrica chitarra a dodici corde percussioni/ Francesco Ambrosini chitarra programmazione synth basso cori violoncello fiati/ Dorsa Riazi voce violino/ Giovanni Franceschini batteria/ Tega Digital Choir cori

Andrea Casale online:
Instagram: https://www.instagram.com/andreacasalemusic
YouTube: https://youtube.com/@andreacasale7422

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