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Angel Names: la nuova identità tra Sweet Noise e Alt Rock

Il duo bresciano ex‑Kick debutta come Angel Names con un album dal suono analogico profondamente personale

L’8 maggio segna il ritorno discografico di Chiara Amalia Bernardini e Nicola Mora con “Angel Names”: pubblicato da Dischi Sotterranei, si tratta del primo, omonimo album della nuova incarnazione del duo precedentemente conosciuto come Kick, un cambio di identità con il quale la coppia di musicisti miscela suggestioni agli antipodi per arrivare a distillare un’originale rivisitazione del Rock Alternativo.

Dai Kick agli Angel Names: evoluzione artistica, cambio di identità e nascita dello Sweet Noise

Chiara e Nicola si incontrano nel 2013 ed è, artisticamente parlando, un colpo di fulmine: pur essendo all’epoca impegnati con le rispettive band, si rendono conto sin dal primo momento di possedere una sensibilità artistica e un’attitudine molto simili, che li porterà naturalmente a unire le forze in un progetto comune dove influenze che vanno dal Trip Hop allo Shoegaze, dall’Elettronica fino al Desert Rock si fondono in una materia sonica dalle caratteristiche ambivalenti, in grado di conciliare delicati scorci sonori con momenti di ruvida aggressione rumorista, per descrivere la quale i dueconianoil termine sweet noise. Debuttano nel 2014 con i quattro brani contenuti in “Kick”, EP di Elettronica minimale destinato, per scelta della band, ad essere distribuito solo ad amici e parenti, mentre il primo vero lavoro discografico è “Mothers” del 2016. I Kick trovano da subito il favore della critica, che accoglie con calore anche i successivi “Post-Truth” e “Light Figures”, con quest’ultimo a vantare collaborazioni importanti come quella con Scott Reeder dei Kyuss o con Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, che cura la produzione dell’album. “Light Figures” è anche il lavoro dove si comincia a intravedere il desiderio di cambiare direzione da parte di Chiara e Nicola, con i beat sintetici ad abbandonare gradualmente il ruolo di protagonisti per essere sostituiti da sonorità più analogiche, minimali e quasi heavy. Un bruco che si chiude nel proprio bozzolo per uscirne radicalmente trasformato, un’entità dalle caratteristiche totalmente inedite pronta finalmente a spiccare il volo e, per questo, meritevole di una sua definizione che la allontani dagli echi del passato.

Il debutto omonimo: bassi profondi, voci eteree e un Rock alternativo che unisce delicatezza e tensione

Il suono profondo del basso della Bernardini è il primo battito d’ali di questa nuova creatura, battezzata dal canto etereo della stessa musicista in “Broken Nail”, breve brano che apre l’album così come il nuovo corso del duo bresciano. Nella successiva “Soaked in Starlight”, un riff di chitarra pulito, dalle reminiscenze grunge, duetta con la voce cupa e profonda di Nicola Mora, che viene raggiunta nel ritornello dal controcanto celestiale di Chiara. La voce rarefatta della musicista torna ad essere protagonista nel primo singolo estratto dall’album, “Glitter”, caratterizzato da un giro di basso monolitico sul quale i due costruiscono un’atmosfera che è oscura ma carica di speranza allo stesso tempo.

La musica degli Angel Names non sembra essere scolpita nella roccia, quanto il risultato di una sovrapposizione costante di pennellate delicate che suggeriscono stati d’animo invece di urlarli in faccia: la ballad “All You Can Eat”, per esempio, avvolge l’ascoltatore con un ritmo suadente che mescola la Psichedelia dei Doors con aperture Pop anni ‘90, finché un solo di elettrica rumorista non richiama l’attenzione con un fraseggio elementare fatto di cigolii metallici e riverberi spaziali. Lo strumming della chitarra che apre “Turn Into a Bird” trae in inganno l’orecchio, che scambia le prime battute del brano per una rivisitazione in chiave moderna del Folk per poi precipitare in un vortice di dissonanze, nel quale armonie vocali inquietanti afferrano chi ascolta per trascinarlo a fondo.

La ritmica in ottavi di “Sugar Crush” è sovrastata dalla danza tra le voci contrastanti di Mora e Bernardini, che si alternano tra strofe e ritornelli, finché una chitarra atmosferica non porta il pezzo verso la conclusione. “Un dolce finale” omaggia la Resistenza italiana negli anni del fascismo e della guerra, sigillando il disco con la sua atmosfera cangiante: il groove della strofa scandisce passi pesanti come quelli degli scarponi dei partigiani protagonisti del testo, finché la melodia del ritornello non inonda le frequenze sonore di una luce quasi mistica, come quella del sole a illuminare la strada dei guerriglieri forse per l’ultima volta.

Un’opera di chiaroscuri: il nuovo inizio di Angel Names tra minimalismo, intensità e visione cinematografica

“Angel Names” si configura come un’opera di chiaroscuri, che non ha bisogno di gridare per farsi ascoltare, trovando nella sottrazione e nel contrasto la propria forza. Chiara Bernardini e Nicola Mora hanno saputo distillare qui le loro diverse influenze in un suono organico e cinematografico, capace di muoversi tra momenti di tensione nervosa e aperture di rara limpidezza: sospeso tra il terreno e l’astratto, “Angel Names” non rappresenta solo un nuovo inizio per i due musicisti bresciani, ma la conferma di un’identità artistica che non ha paura di esplorare i propri confini spogliandosi delle etichette del passato, prendendo per mano l’ascoltatore per accompagnarlo in un viaggio sonoro che lascia un segno profondo proprio perché impresso con estrema delicatezza.

Articolo di Alberto Pani

Track list “Angel Names”

  1. Broken Nail
  2. Soaked in Starlight
  3. Glitter
  4. Rollercoaster
  5. All You Can Eat
  6. Lion on the Door
  7. Turn into a Bird
  8. Sugar Crush
  9. Un dolce finale

Line up Angel Names: Chiara Amalia Bernardini voce, basso/ Nicola Mora voce, chitarra, percussioni, basso/ Giacomo Sansoni batteria/ Simone Apostoli bass VI/ Elmer Hallsby percussioni, basso, bass VI

Angel Names online:
Instagram: https://www.instagram.com/with.angelnames
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCTfOAyNYWhhLhbsqi8eXumA

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