Il 12 settembre segna la data del ritorno discografico per la poliedrica artista svizzero-canadese Camilla Sparksss, che con il quarto lavoro “ICU RUN”, pubblicato dall’etichetta indipendente On the Camper Records, conferma la sua abilità nel miscelare oscure tessiture industrial e martellanti groove techno con melodie vocali incisive dal ricercato tocco pop.
La storia di Camilla Sparksss, alter-ego musicale di Barbara Lehnhoff, è costellata da una innumerevole serie di aneddoti dal retrogusto di leggenda, che lasciano in chi ne viene a conoscenza un genuino sentimento di stupore misto a una punta di giustificato scetticismo. Si dice che sia nata, da mamma svizzera e papà tedesco, nella città canadese di Kenora, nella regione dei Grandi Laghi dell’Ontario, durante una gelida giornata di inverno in cui i termometri hanno toccato la temperatura record di ben -27 gradi: effettivamente, la chioma bionda e la carnagione color alabastro la fanno assomigliare a una versione electro-punk della protagonista di “Frozen”.
Non basta? Ognuno di noi ha avuto, da bambino, un peluche preferito, spesso nella forma rassicurante di un orsacchiotto, quello che nei paesi anglofoni è identificato con il classico appellativo di “teddy bear”: un morbido amico che ci proteggeva dai mostri che sbucavano da sotto al letto quando mamma spegneva la luce per farci dormire, o che ci teneva compagnia giocando con noi quando ci sentivamo soli. Anche la piccola Barbara aveva un orsetto come compagno di avventure, con una sola differenza: non si trattava di un pupazzo, ma di un vero cucciolo di orso!
La famiglia Lehnhoff era solita utilizzare per i propri spostamenti un idrovolante invece di una banale automobile, mezzo quest’ultimo che, qualche tempo dopo, la futura Camilla Sparksss avrebbe costruito pezzo per pezzo insieme al padre e al fratello, allo stesso modo di come i comuni mortali avrebbero costruito un modellino Lego: stiamo parlando di una fiammante Austin Healey, per la precisione. Direi che può bastare per farsi un’idea di quanto particolari e avventurosi siano stati gli anni di formazione dell’artista.
Dopo il liceo si trasferisce in Svizzera, nel Canton Ticino, dove si specializza in videoarte alla SUPSI con l’obiettivo di diventare film maker, studi questi che influenzeranno pesantemente anche il suo stesso approccio alla musica, risultando in composizioni dalla forte componente visiva. Dal 2005 fa parte, insieme al chitarrista Aris Bassetti, dell’influente duo post-punk Peter Kernel, con il quale debutta nel 2008 con l’album “How to Perform a Funeral” e di cui il successivo progetto solista Camilla Sparksss è una specie di sorellina minore, per usare le stesse parole della cantautrice.
“ICU RUN” è un lavoro permeato dalla sofferenza per la morte del padre, che cola tra un brano e l’altro come una boccetta di inchiostro nero fatta accidentalmente rovesciare sul foglio da uno scriba maldestro: non si tratta malgrado ciò di un album deprimente, in quanto il lutto viene qui utilizzato dalla Sparksss come primordiale forza espressiva, non esibito ma sublimato in una rabbia che dona ad ogni singolo pezzo un’energia grezza e pulsante, il suono del dolore che si scontra con la sfida.
Poetica, questa, di cui l’opener “Holy Shit” è la perfetta incarnazione sonora: la frequenza velenosa del synth che apre il brano fa infatti tremare violentemente ogni singolo osso di chi ascolta, in maniera simile al rumore di un gesso che stride sulla lavagna; su di essa, la voce stentorea della Sparksss semina parole di risentimento, finché la cassa riverberata della batteria sintetica non sovrasta tutto, come i passi di un gigantesco kaiju in avvicinamento.
Se “I Like the Noise” è un Electro-Pop insinuante, guidato da una linea vocale sensuale che sembra declamare con leggerezza il proprio desiderio di autodistruzione (I like to call you in the middle of the night and tell you that I want to die), “Stranger” è una galoppata frenetica in sella a un bronco elettrico il cui unico scopo è quello di disarcionare l’ascoltatore; su una linea di basso opprimente, la melodia distorta del sintetizzatore dona d’improvviso al brano una sfumatura quasi cinematografica, come Vangelis che balla scatenato sotto cassa a un rave.
La voce di Camilla Sparksss, anche nei brani più caotici, risulta sempre in qualche modo delicata, mai urlata né aggressiva, come se la rabbia venisse sempre trattenuta poco prima di esplodere: rabbia che viene invece canalizzata nella parte strumentale, attraversata da un’energia punk che parte dalla pancia per arrivare a colpire tutto il sistema nervoso di chi ascolta, come dimostrato dalla saltellante “Damage”; la successiva “Stormseeker”, invece, regala un attimo di respiro grazie a una linea vocale orecchiabile e a un accessible groove New Wave, caratterizzato da un giro di basso che è quasi un omaggio ai New Order e alla loro “Blue Monday”.
“Backflip” è guidata dal flow quasi hip hop della voce, la quale svetta su un tappeto sonoro ossessivo dalle reminiscenze Techno anni ‘90 il cui tema principale potrebbe ricordare quello della popolare “Hey Boy Hey Girl” dei Chemical Brothers, mentre in “Amami tu” troviamo a sorpresa il nostro Francesco Bianconi che, lontano dalle atmosfere cantautorali dei Baustelle, impreziosisce con il suo timbro profondo e avvolgente questa cavalcata elettronica, ritrovandosi insieme alla Sparksss a interpretare una versione di Jane Birkin e Serge Gainsbourg aggiornata al nuovo millennio.
Chiude il lavoro “Fatherless”: questo è forse il brano in cui il senso di perdita viene dichiarato in maniera più esplicita, anche se, come spiegato dalla frase I’m so strong, and I have a secret, I can run so fast, si tratta in realtà di un invito a non lasciarsi abbattere dalla sofferenza, ma anzi a trovare in essa la motivazione per andare avanti con ancora più forza di prima.
“ICU RUN” è un album scritto con l’urgenza di chi ha bisogno di liberare il proprio cuore dal peso del dolore: colpisce l’ascoltatore non tanto a livello intellettuale quanto nei suoi istinti più profondi, come un pugno sferrato d’improvviso alla bocca dello stomaco. O come certi momenti della vita che, allo stesso modo, lasciano piegati in due togliendo il respiro, con la consapevolezza che l’unico modo per andare avanti è quello di raddrizzarsi il prima possibile, pronti a rimettersi in guardia per continuare a combattere.
Articolo di Alberto Pani
Track list “ICU RUN”
- Holy Shit
- I Like The Noise
- Stranger
- Damage
- Stormseeker
- Backflip
- Amami Tu (Feat. Francesco Bianconi)
- Fatherless
Camilla Sparksss online
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Official website: https://www.camillasparksss.com/
