Le fiamme che immancabilmente avvolgono Roma, a volte, mi riportano a visioni infernali. Ed ecco arrivare, come colonna sonora perfetta, “Immorality’s Ovra Colostrum”, fuori il 6 agosto per Masked Dead Records e Sulphur Music, l’antologia ufficiale che raccoglie i primi lavori dei Deviate Ladies, realizzati tra il 1991 e il 1994. La band successivamente si trasformerà nei Deviate Damaen, che nel 1997 pubblicheranno l’album “Religious As Our Methods”. Il progetto è trainato da G/Ab Volgar, personaggio molto controverso ed istrionico, che collaborerà anche con diverse realtà della scena romana come Aborym e Stormlord. Come al solito, cuffie in testa, occhi chiusi e schiacciamo play. Il cd si può acquistare su Bandcamp o sul sito dell’etichetta.
Si inizia con “Alitandum Est! (Intro – Eternal Punishment Era)”, un insieme di spezzoni provenienti da registrazioni e frammenti dal vivo. Una sorta di junk journal sonoro che racchiude le diverse fasi di questa band. Diciamolo subito: in questa antologia non troveremo un genere ben definito. Passeremo dal Gothic Rock alla Darkwave, come in “Lyturgical Obsession (Tentacvla)”, per arrivare al Black Metal di “The Horrible Marquise”, nella sua forma più pura e grezza, che poi è quella che personalmente preferisco. Il tutto condito da una buona dose di sperimentazione.
Ma se c’è una cosa in cui i Deviate Ladies sono maestri, è la capacità di produrre brani disturbanti come “Beyond Those Brambles” o la blasfema “Satan’s Erection”, che riesce davvero a creare suggestioni maligne nell’ascoltatore. Sparatevela in cuffia, al buio, e poi mi darete ragione. Tra l’altro, l’aspetto più curioso e inquietante è che il brano è recitato da Don Alexio Balvmord, sacerdote lefebvriano ufficiale, che suonerà anche l’organo in diverse canzoni. L’aspetto drammaturgico è un’altra componente fondamentale di questa antologia. Basta ascoltare “Dantesque Lektures / Mater Holocausti”, che mostra una band difficilmente catalogabile e ancora più difficile da ricondurre a una precisa etichetta.
Tempo di conclusioni. È necessario chiarire che non possiamo giudicare questo album con il metro classico, perché “Immorality’s Ovra Colostrum” non è di facile ascolto e non vuole esserlo. Peraltro, contiene brani che, per quanto abbiano subito un lavoro di rimasterizzazione, restano caratterizzati da una produzione decisamente lo-fi. A mio avviso, è proprio questa imperfezione sonora a garantire un ulteriore fascino e una maggiore credibilità all’opera. Credo che il valore fondamentale di questa antologia sia quello di aver salvato dall’oblio del tempo questo materiale underground, mostrandoci uno spaccato della libertà artistica e culturale di cui godeva la musica nei primi anni Novanta. Un periodo nel quale era ancora possibile sfuggire alle etichette, alle classificazioni e alle mode, lasciando che la musica fosse semplicemente asservita all’estro creativo e alla sperimentazione dei musicisti.
In un’epoca segnata da un pericoloso appiattimento della creatività, questa antologia brilla come una stella. Ma, considerando l’odore di zolfo che si sprigiona da queste canzoni, non aspettatevi certo una stella qualunque. Perché qui, dal fondo di questo viaggio oscuro, chiaramente brilla quella del mattino.
Articolo di Daniele Bianchini
Track list “Immorality’s Ovra Colostrum”
- Alitandum Est! (Intro – Eternal Punishment era)
- Lyturgical Obsession (Tentacvla)
- Ovra 1
- Beyond Those Brambles
- Mirror My Love
- Libido Pro Peccatoribus
- The Horrible Marquise
- Hail Lefebvre!
- Ovra 2
- Satan’s Erection
- Font Near The Ossuary / Vermi
- Dantesque Lektures / Mater Holocausti
- Evil’s Pride
- Ovra 3
Deviate Ladies online:
Instagram: https://www.instagram.com/maskedeadrecords/
