Gli Electric Guitars sono giunti al sesto capitolo in studio, fuori il 30 ottobre per Mighty Music. “What Are We Waiting For” si preannuncia come un album diverso dai precedenti, almeno stando alle dichiarazioni del batterista Morten: Da tempo desideravo portare gli Electric Guitars nel futuro, se capite cosa intendo; lasciarmi alle spalle i soliti cliché e approcciare la band come se fosse un progetto completamente nuovo, libero da regole e dogmi. Si preannuncia, dunque, un cambio di passo. Ma lasciamo parlare la musica. Cuffie in testa e via, si parte.
Una nuova veste sonora
Il disco si apre con “Messenger” ed è subito chiaro che questo nuovo lavoro della band danese si spinge in territori molto diversi rispetto al passato, facendo maggiore ricorso all’elettronica. Sia chiaro, il lato rock è sempre ben presente, anche se rimane più sottotraccia. Diciamolo subito: se vi aspettate sonorità simili a quelle di album come “Rock’n’Roll Radio”, rimarrete spiazzati. Il cambiamento sonoro e di direzione è ancora più evidente con “High Note”, un brano catchy e decisamente radiofonico, così come la successiva “Gaslight”, che vi ritroverete a canticchiare già dopo il primo ascolto. Insomma, una svolta che punta molto sulla melodia, sconfinando nel Pop, pur mantenendo, come detto, una venatura rock.
Con brani come “The Inner Circle” e “Never Gonna Back Down” si comincia a viaggiare su tinte più scure, accompagnate da parti di chitarra più possenti, capaci di rialzare il tiro dell’album. Giungiamo così alla title track “What Are We Waiting For”, un brano decisamente più soft, che si riallaccia a quanto ascoltato nei primi pezzi del disco. Lo stesso discorso vale per la traccia conclusiva, “Anarchy”, che, seppur caratterizzata da toni più cupi, cerca di mantenere la nuova direzione sonora degli Electric Guitars.
Il futuro è ancora da scrivere
Ci troviamo di fronte a un lavoro discografico diverso dalla tradizione rock più classica, che probabilmente punta a raggiungere un pubblico più ampio e, soprattutto, cerca una direzione più moderna e al passo con i tempi. L’album è sicuramente ben prodotto e curato. Tra l’altro, per la prima volta nella storia della band, i due chitarristi e membri fondatori, Søren Andersen e Mika Vandborg, non si sono occupati della produzione, lasciando tutto nelle mani del batterista Morten Hellborn. Il risultato è un disco dal suono molto bilanciato e piacevole, anche se l’eccessivo ricorso all’Elettronica finisce per snaturare in parte la natura del progetto. Vedremo se “What Are We Waiting For” rappresenterà la nuova direzione dei rocker danesi o se si sarà trattato soltanto di una svolta temporanea nella loro discografia.
Articolo di Daniele Bianchini
Track list “What Are We Waiting For”
- Messenger
- Only In Your Head
- High Note
- Gaslight
- The Inner Circle
- Never Gonna Back Down
- What Are We Waiting For
- Give Me What He’s Got
- Anarchy
Line up Electric Guitars: Soren Andersen voce e chitarra / Mika Vandborg chitarra e voce / Morten Hellborn batteria / Peter Kjøbsted basso
Electric Guitars online:
Instagram: https://www.instagram.com/electricguitarsmusic/
Quando è stato pubblicato il nuovo album degli Electric Guitars e per quale etichetta discografica?
L’album intitolato What Are We Waiting For è uscito il 30 ottobre per l’etichetta discografica Mighty Music.
Qual è la provenienza della band e a quale traguardo discografico corrisponde questo lavoro?
La formazione proviene dalla Danimarca e con questa pubblicazione raggiunge il sesto capitolo discografico in studio della propria carriera.
Quali novità caratterizzano la produzione artistica e la veste sonora del disco?
Per la prima volta la produzione è stata curata dal batterista Morten Hellborn anziché dai due chitarristi fondatori. Dal punto di vista musicale il lavoro segna una svolta verso territori più moderni e radiofonici, integrando elementi di Elettronica e aperture al Pop pur mantenendo una venatura rock.
Quali correnti e generi musicali si intrecciano all’interno dell’opera?
L’album parte da radici fondate sul Rock per aprire la propria scrittura verso il Pop e l’Elettronica, alternando brani catchy e melodici a passaggi caratterizzati da tinte più scure e chitarre possenti.
