30/05/2024

American Football, Milano

30/05/2024

Sgranar per colli & Bellavista Social Fest 2024, Buggiano (PT)

30/05/2024

Cor Veleno, Nerviano (MI)

30/05/2024

Nils Frahm, Milano

30/05/2024

Nils Frahm, Milano

30/05/2024

Vintage Violence, Novate Milanese (MI)

30/05/2024

Giorgio Canali & Rossofuoco, Roma

31/05/2024

Gabriella Martinelli, Firenze

31/05/2024

Diaframma, Buggiano (PT)

31/05/2024

Charlotte Sands, Milano

31/05/2024

Indie Head Quarter 2024, Malborghetto di Boara (Ferrara)

31/05/2024

Wacken Metal Battle Italy 2024, Firenze

Agenda

Scopri tutti

Flame Parade “Cannibal Dreams”

Album convincente e impeccabilmente arrangiato

Un passo oltre il Folk Pop, un passo oltre il Sogno questo Cannibal Dreams, ultimo disco dei Flame Parade, uscito il 16 giugno 2023 per Materiali Sonori, che si candida ad essere uno dei migliori prodotti italiani di questa prima metà dell’anno. Non si tratta solo delle belle melodie, delle ottime forme-canzoni, degli arrangiamenti sopraffini. Si tratta di essere convincenti e a fuoco, si tratta di non lasciare al caso il minimo suono, o l’effetto che potrebbe sembrare solo periferico. Ecco, si tratta di professionalità insomma, di buon gusto e di amore per ciò che si sta facendo.

Da “Stay Togheter” emerge subito la distinzione rispetto a Echoes, l’ep precedente (la nostra recensione): una ricerca sonora più ampia che utilizza in maniera massiccia e funzionale suoni elettronici e campionamenti. “December” è un potenziale singolo, melodico e catchy per l’uso sublime delle armonizzazioni fra voce maschile e voce femminile. L’uso dell’Elettronica, sempre ben amalgamata, si consolida da subito e resterà come formula base nell’intero album. “Mirror On The Wall” parte con un ritmo percussivo che richiama il battito del tempo, e il monito ben si sposa con la melodia tutta virata in minore e la voce di Letizia Bonchi che s’innalza evocativa.

“One Of These Days I’ll Steal You Heart” è un singolo di una bellezza tonda e perfetta, ha il sapore delle vecchie ballad anni ‘60, e il videoclip che l’accompagna ha la stessa forza ed efficacia. Il racconto dell’idealizzazione di un amore, del viaggio mentale che ognuno di noi prima o poi ha fatto mettendo al mondo una figura immaginaria che, per quanto desiderata, ci sembra di poter toccare. Esiste un innamoramento più forte e totalizzante? Forse no, sembra risponderci il brano … anche perché il non vissuto non si scontrerà con la realtà, quindi non ci sarà contraltare che possa generare delusione.

L’armonizzazione dei “Mmmh” iniziali di “People” rende interessante un arrangiamento pianistico un po’ scontato… poi ci pensano le strofe in duetto a far volare il brano, intimo e sentito. “Dalhias” si muove su sonorità siderali: è quella Via del Sogno molto cara alla band, che si arricchisce ulteriormente grazie al featuring con Matilde Davoli. “South Sunset” resta col cuore e il calore del passato, evoca tramonti marittimi, cieli rosso-striati e orizzonti lontani. La malinconia della canzone ti si appiccica addosso in maniera confortevole, come quando ci si crogiola in un vecchio dolore, o in quella tristezza che parte da niente perché radicata nel nostro essere. “Lovin (Each Other) A Bit” si apre con un mood da soundtrack cinematografica, smuove colori pastosi su riverberi evocativi, ci fa viaggiare lungo la costa sulla quale, nel brano precedente, eravamo rimasti fermi, in ammirazione.

“Ballad Of The Ghost” è un altro interessante featuring, stavolta con Roberto Dell’Era al basso; adoro l’arrangiamento totale del brano, che riesce a mixare in maniera intelligente presente e passato, in un salto che dai ‘50 porta direttamente ai giorni nostri. Notevole, anche in questo caso, il videoclip: la toccante descrizione della routine che due fantasmi (ombre) si trovano a rivivere (anche) post mortem.
In coda alla tracklist troviamo “This Changes Everything”, che chiude attraverso un felice accostamento fra il Blues desertico e l’Elettronica. Il crescendo finale, orchestrato, potente, lascia il petto pieno e la voglia di riascoltare tutto.

A Matilde Davoli, che ha registrato, mixato e masterizzato l’album (presso il Sudestudio di Guagnano), non può che andare un grande applauso, e il merito di aver contribuito al passo ulteriore di una band già interessante e matura, ma che oggi sembra a tutti gli effetti aver trovato la quadratura del cerchio.

Articolo di Simone Ignagni

Track List “Cannibal Dreams”

  1. Stay Togheter
  2. December
  3. Mirror On The Wall
  4. One Of These Days I’ll Steal You Heart
  5. People
  6. Dalhias (feat. Matilde Davoli)
  7. South Sunset
  8. Lovin (Each Other) A Bit
  9. Ballad Of The Ghost
  10. This Changes Everything

Line Up Flame Parade: Marco Zampoli voce, chitarra / Letizia Bonchi voce, archi, synth / Francesco Agozzino chitarra / Mattia Calosci voce, basso, chitarra

Flame Parade online:
You Tube http://www.youtube.com/channel/UCV1IyxtL0ZBbl6YkiFCkX4A
Facebook http://www.facebook.com/flameparade
Instagram http://www.instagram.com/flame.parade

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!