Ghigo Renzulli No.Vox “Cinematic”, Radical Roads Records 2021

Un film strumentale. Non saprei trovare una definizione più calzante per questo “Cinematic”, di Federico “Ghigo” Renzulli, uscito il 21 maggio in vinile e in digitale per la sua Radical Roads Records, e primo album dell’ambizioso progetto No.Vox.

Un disco coraggioso, diverso, granitico, che dimostra una volta per tutte il valore assoluto di Ghigo Renzulli come musicista, compositore e arrangiatore, distaccandolo definitivamente dall’etichetta di “chitarrista dei Litfiba”. Registrato e mixato al D:PoT Recording Arts in maniera impeccabile da Fabrizio Simoncioni tra l’agosto 2019 e il febbraio del 2020, “Cinematic” è stato prodotto da Ghigo in partenership con Alberto Pirelli, e successivamente masterizzato allo Sterling Sound di Nashville da Ted Jansen.

Ghigo Renzulli

Il progetto No.Vox parla chiaro per definizione: nessuna voce a indorare la pillola, dunque il rischio-noia poteva essere in agguato. Il bello alla fine delle 11 tracce, invece, sta nel constatare che quella voce negata, in effetti, non serviva affatto. Si parte con “Pirates Of The Caribbean”, e bastano pochi secondi per capire che della magniloquente colonna sonora firmata Klaus Badelt e Hans Zimmer non resta che il movimento principale, per altro rivisitato nell’approccio e nel tempo. Molto interessanti i sintetizzatori di Fabrizio Simoncioni e gli inserti al flauto di Tinkara Kovač, che permettono all’epopea piratesca di continuare a vivere, seppure in una realtà parallela dal retrogusto celtico.

“1492 Conquest Of Paradise” riprende un’altra O.S.T. illustre, stavolta firmata Vangelis. Nella versione di Renzulli, di nuovo, avviene un magico cambio di location: dalla scoperta delle Nuove Americhe ci si sposta alla ri-scoperta della caliente Spagna. O meglio, dell’Andalusia, grazie alla chitarra di Luca Imperatore, calda e avvolgente. Renzulli resta ancora nelle retrovie, utile all’economia del brano, orchestrando un arrangiamento fresco e ricco, sapendo che il suo animo chitarristico avrà tutto il tempo per potersi esprimere a briglia sciolta.

Ed eccoci infatti a “Il Canto Dei Vivi”, canzone originale firmata da Ghigo stesso, in cui il Nostro dà libero sfogo all’approccio sia elettrico che acustico. Le atmosfere virano decisamente sul versante nordico, soprattutto per via delle “cornamuse sintetiche” di Simoncioni che accompagnano il brano fino a una chiusura epica.

“Mission” è liberamente ispirata alla rocambolesca spy-saga “Mission Impossible”, e sembra proprio di gustarsi un capitolo inedito non ancora portato sullo schermo da Tom Cruise. Gli elementi ci sono tutti: l’incipit disteso, col nostro eroe lontano dalle avventure mozzafiato, forse in vacanza, una volta tanto in pace. Poi, inevitabilmente, la batteria e la chitarra stoppata sincopano l’immortale motivo creato dal compositore argentino Lalo Schifrin, e siamo all’incidente scatenante che non lascia scelta al protagonista: dovrà partire per una nuova “Missione Impossibile”. Il secondo atto della “cine-canzone” è un saliscendi di ostacoli da superare, con momenti di esaltazione, pericolo, rinnovato respiro… fino a raggiungere il climax adrenalinico condotto in alto dal sax.

“La Grande Notte”, la composizione più lunga dell’album, parte decisa e spedita, una vera e propria passeggiata notturna evocata dal riff vincente di Ghigo. Il bel tema si arricchisce, si allunga, si scompone ed evolve per tutta la durata del pezzo, trovando i vicoli più gustosi in cui passare, portandoci di fronte a uno paesaggio inaspettato, finendo per chetarsi, come sempre, di fronte al punto d’arrivo inevitabile: se stessi. “Entr’acte” viene dritta dritta dagli anni ‘70, una canzone creata da Renzulli durante il servizio militare, un gustoso momento intimo, una chiacchierata fra chitarre che diventa il naturale spartiacque del disco.

“Anatomia Di Un Omicidio”, dedicata a Duke Ellington (autore della colonna sonora dell’omonimo film del 1959) resta in gioco sulle stesse atmosfere notturne, con un incipit jazzato che è solo il preludio a un brano rock-blues diretto e spassoso. Si torna a latineggiare con “Crocevia”, dove Ghigo fa letteralmente parlare la sua acustica, facendoci sorvolare paesaggi arabeggianti, solari e rigeneranti. In “Jules & Jim”, mossa dall’omonimo film di François Truffaut, il ritorno preponderante dei sintetizzatori, nonché l’intera orchestrazione, sanno di citazione a quella New Wave italiana che ha fatto la differenza. Un ballad intelligente, varia, multi-sfaccettata.

“Neumatrix” si rifà a un’altra celeberrima saga, quella di “Matrix”. Le tematiche, allora futuribili e inquietanti, oggi sempre più attuali, vengono ben espresse dall’uso dominante della chitarra elettrica, che prima evoca le “gabbie” fredde in cui ci stanno intrappolando, quindi chiude con una sblusata riverberata che suona tanto di “disconnessione”. Ergo: di liberazione. A terminare il disco troviamo “Sin City”, rivisitazione del tema principale del film omonimo; e in questo caso sia la scelta produttiva del suono di basso, sia l’architettura di intrecci e stacchi, rimandano subito alle atmosfere del fumetto di Frank Miller, nonché al bianco e nero impreziosito da improvvisi sprazzi di colore che caratterizzò la felice trasposizione filmica.

Che l’esperimento sia riuscito, è evidente. Che Ghigo Renzulli abbia avuto fegato, anche. Non è affatto semplice proporre un full-lenght strumentale senza compromessi né stupidi ammiccamenti, oggi più che in altre congiunzioni temporali. “Cinematic” è un progetto perfettamente a fuoco, che oltrepassa inutili cliché tecnici e non si sbrodola addosso, ma utilizza sempre una “voce” ben precisa: quella delle immagini vivide e delle emozioni vere.

Articolo di Simone Ignagni  

Track List “Cinematic”

  1. Pirates of the Caribbean
  2. 1492 Conquest Of Paradise
  3. Il Canto Dei Vivi
  4. Mission
  5. La Grande Notte
  6. Entr’acte
  7. Anatomia Di Un Omicidio
  8. Crocevia
  9. Jules & Jim
  10. Neumatrix
  11. Sin City

Line up No.Vox
Ghigo Renzulli – chitarra, basso  / Fabrizio Simoncioni – tastiere, basso / Luca Imperatore – chitarra
Lio Serporta – chitarra  / Gianluca Venier – basso  / Gianni Maroccolo – basso  / Francesco Chimenti – violoncello  / Chris Pacini – sax  / Tinkara Kovač – flauto / Mauro Lallo – basso

Ghigo Renzulli online:
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