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IOSONOUNCANE “I diari di mio padre”

Terza uscita della collana Il suono attraversato, dedicata alle musiche scritte negli ultimi anni per cinema, teatro e sonorizzazioni

Registrato a Bologna nei Tanca Studio nel 2023, “I diari di mio padre” di IOSONOUNCANE – uscito il 12 settembre anche in vinile su Tanca Records – è il nuovo tassello del progetto editoriale di Jacopo Incani. Il musicista sardo ha deciso infatti di pubblicare tutte le sue colonne sonore, o sonorizzazioni che dir si voglia, che ha realizzato nel corso della sua 25ennale carriera musicale. Il progetto, ad oggi, ha visto la pubblicazione della colonna sonora del film dedicato a Enrico Berlinguer (la nostra recensione), e quella del documentario “Lirica Ucraina” (la nostra recensione). 

Al primo ascolto confesso di aver fatto un pensiero semplice: ok, nulla di nuovo rispetto a quanto già ascoltato. Ci sta. Anche IOSONOUNCANE può avere inflessioni, momenti di stanca, o di poca ispirazione. Tuttavia, ripreso in mano questo lavoro con altro spirito, mi sono lasciato guidare da un pensiero che nasce durante il nuovo ascolto. L’arte, detta in modo semplice, deve avere a che fare con il perturbante, e cioè con ciò che ci deve disturbare e non far sentire a casa.

Le immagini di guerra che arrivano dalla Palestina si sono innestate su questo lavoro che racconta, in musica, la guerra nella ex Jugoslavia e, in particolare modo, il massacro di Srebrenica. Senza dubbio la sfida non deve essere stata facile, ma devo dire, a conti fatti, che IOSONOUNCANE ne esce molto bene, con un lavoro che pungola, incide e non lascia indifferenti. O meglio, è un disco, parafrasando un noto film, non per tutti e tanto meno per nessuno. Serve cioè una precisa disposizione d’animo per ascoltare questo disco, perché i suoni e la ricerca fatta in questo lavoro hanno il compito di accompagnare il documentario firmato da Ado Hasanovic, un racconto di immagini che ci trasporta nell’agosto del 1993. In quell’estate, Bekir Hasanović si procura una videocamera, trasformandola nello strumento che gli permetterà di documentare la quotidianità a Srebrenica nei giorni cupi della guerra. Con la sua troupe improvvisata, Bekir cattura immagini che rivelano un ritratto inedito di una popolazione sospesa tra la disperazione e una sorprendente capacità di restare ancorata alla realtà.

La musica di IOSONOUNCANE, dunque, riesce perfettamente a descrivere e accentuare questa situazione. Anzi, la scelta di lavorare su alcuni campionamenti dal Requiem di Mozart, isolandone singoli passaggi armonici e rallentandoli a dismisura, crea l’atmosfera cupa, ma allo stesso tempo riflessiva, che quella guerra evoca in tutte le menti che ne hanno vissuto la cronaca quotidiana. I suoni di IOSONOUNCANE rimandano alle pagine di Ivo Andrić, a quelle di Ivica Đikić e alle riflessioni di Luca Leone, autore di un testo tanto potente quanto necessario per capire cosa è successo in quella città. Incani si aggiunge a questa serie di autori perché con la sua musica, in particolare modo le prime sette tracce, quelle più strutturate e intense, è stato capace di evocare il pesante coperchio che ha pesato, e ancora oggi pesa, sulle coscienze dell’Europa.

Incani ha lavorato sui campionamenti del Requiem e su questi suoni sono state composte stratificazioni armoniche di sintetizzatori. Il musicista ha poi pensato di utilizzare una diamonica a bocca e di suonare di getto il tema del film, quello di Bekir e Srebrenica. Le sette tracce, dunque, da “Vhs” fino a “Srebrenica” sono un vero pugno nello stomaco.

Certo, lo ripeto, nessuna effettiva novità rispetto a quanto fatto con “Lirica Ucraina”, a tutti gli effetti un vero album compatto, ma quello su cui punta Incani non è la novità musicale, quanto il significato, senza scordare il significante, di quello che la sua musica deve raccontare. In sostanza, dei tre dischi usciti fino a ora, quelli cioè delle colonne sonore, questo “I diari di mio padre” è senza dubbio quello meno innovativo, ma il più incisivo, quello dove la musica riesce a trascendere le immagini e a essere vero viatico di emozioni.

Un lavoro di sintesi, non di somma, ma di messa insieme di esperienze sonore, di appunti, di materiale messo da parte, che dimostra ancora una volta la forte creatività che Incani possiede, e con la quale ha saputo fare comunque la differenza. Un disco per intenditori, non facile, e destinato a diventare un’opera minoritaria, ma non per questo minore.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “I diari di mio padre”

  1. VHS
  2. Funerali
  3. Bekir
  4. 02 agosto 1992 / Separazione
  5. … Fatima Fuma
  6. Feriti
  7. Il silenzio di Bekir
  8. Srebrenica
  9. La confusione
  10. Campane
  11. Casa Pazza
  12. Ultimi diari
  13. Deportazione
  14. DNA
  15. Fatima

Line up IOSONOUNCANE: Jacopo Incani synthesizers, mellotron, samples, diamonica, voce / Enrico Dolcetto: doppio basso

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