The Harp is not heard as much. L’arpa non è ascoltata abbastanza.
Questa frase, semplice solo in apparenza, riassume in poche sillabe l’intera filosofia che si cela dietro al lavoro dell’arpista e compositrice Kety Fusco, il cui nuovo album “BOHÈME” sarà disponibile in digitale e sugli scaffali dei negozi dal 19 settembre per l’etichetta svizzera A Tree In A Field Records.
Kety, che abbiamo intervistato, è, prima di tutto, una musicista dall’innegabile preparazione: studentessa diligente fin da bambina, può vantare due master in arpa classica e una grande esperienza maturata esibendosi insieme a svariate orchestre ed ensemble da camera; proprio questa grande cultura accademica, unita a una tecnica sopraffina e soprattutto a un grandissimo amore per il suo strumento, la porteranno a intraprendere un percorso di decostruzione del suono dell’arpa e del suo ruolo, in un viaggio che a chi scrive ricorda da vicino quello degli artisti visivi degli inizi del secolo scorso, Pablo Picasso su tutti, il quale, partendo da solide basi legate alla tecnica pittorica tradizionale, ha rivoluzionato il mondo dell’arte del Novecento con le sue intuizioni.
Dopo il suo primo album “DAZED” del 2020, la carriera della musicista toscana residente in Svizzera è decollata verso la stratosfera, portandola a lavorare intensamente in studio sul suo personale progetto di ricerca sonora – come dimostrato dall’ep sperimentale “THE HARP – Chapter I” del 2023 e dal database di suoni “Beyond the Harp” – e parallelamente impegnandola in un’estenuante attività live che la porterà a calcare palchi prestigiosi come quello del Montreux Jazz Festival, dell’Afrolect International Jazz Festival, della Notte della Taranta al fianco di Stromae e di Sanremo 2025, ospite di Joan Thiele insieme a Frah Quintale. Non dimentichiamo, inoltre, la sua esibizione al Global Festival of Action delle Nazioni Unite e il recente invito da parte del Dipartimento di Stato Americano al prestigioso International Visitor Leadership Program come ambasciatrice della scena musicale svizzera. Ah, e ha pure fondato un’etichetta discografica indipendente e un festival di musica sperimentale, entrambi dal nome Floating Notes. Può bastare?
La musica di Kety Fusco parte dal passato ma è totalmente proiettata verso il futuro: se a livello compositivo non sono pochi i richiami alla tradizione, gli arrangiamenti portano i brani ad anni luce di distanza, tra suggestioni ambient, pennellate dream pop, sonorità etniche, il tutto guidato dalle melodie sempre orecchiabili del suo strumento, il cui suono viene amplificato, filtrato, saturato, moltiplicato, armonizzato, reso a volte irriconoscibile da tutta una serie di espedienti tecnici e produttivi atti a far sì che l’arpa non solo torni ad essere ascoltata abbastanza, ma a ridefinirne completamente il ruolo nel contesto musicale attuale.
La prima traccia di “BOHÈME” racchiude in sé gran parte delle caratteristiche sopracitate: ascoltare “Hi, this is Harp” è come ritrovarsi improvvisamente immersi nel liquido amniotico, circondati da suoni percussivi ovattati e caratterizzati da una texture liquida, densa, avvolgente. Non c’è trucco, non c’è inganno: durante il processo di registrazione del brano l’arpa è stata veramente immersa in una piscina, con i microfoni che quindi hanno raccolto il particolare riverbero generato dalle onde sonore filtrate dall’acqua! Dopo una manciata di secondi in apnea, il tema principale emerge in tutta la sua forza, tra suoni detuned e un groove quasi Trip-Hop: l’ascoltatore può finalmente respirare di nuovo, aprendo gli occhi per la prima volta su un paesaggio apocalittico ma dal fascino indiscutibile.
Un cuore che batte sembra introdurre la successiva “BLOW”, dove la melodia enigmatica dell’arpa viene spinta in avanti dal propulsivo tappeto ritmico delle percussioni. Ad ogni reprise del tema, la dinamica cresce minacciosa come una tempesta, mentre l’attenzione di chi ascolta è assorbita da input sonori sempre diversi che si moltiplicano di secondo in secondo, finché una cascata di note cristallina non chiude il brano filtrando come un raggio di sole in mezzo alle nuvole.
La voce cavernosa dell’ospite d’eccezione Iggy Pop, qui nei panni di un Caronte in musica, ha il compito di traghettare l’ascoltatore tra le sulfuree correnti di “SHE”, il cui tema principale risulta essere un omaggio alla musica dei Goblin e alle atmosfere da incubo del cinema di Dario Argento: la cassa batte senza sosta sui quarti, mentre un arpeggio impalpabile come il tocco di un fantasma infesta la composizione. Su tutto, profondo come le viscere dell’inferno, domina il timbro vocale dell’Iguana, che recita con fare da druido la già citata litania The harp is not heard as much.
“naima” è la versione extraterrestre di una ballad celtica, come se un visitatore da un altro mondo avesse imparato usi e costumi irlandesi per poi portarli con sé tra le stelle, tra cambi di tempo, synth che rimpallano bordate di note da una parte all’altra dello spettro sonoro e la purezza della melodia dell’arpa; “Resistance” risulta invece essere il brano più radiofonico del lavoro, non a caso rilasciato come singolo che ne precede l’uscita: il tema principale rimane in testa dal primo istante, mentre chi ascolta surfa tra ondate di beat elettronici dirigendosi verso le atmosfere Dream House del finale.
Fondamentale è stato il lavoro di Nicolas Rabaeus, compositore classico e autore di diverse soundtrack per il cinema, che Kety Fusco ha scelto per curare la produzione di “BOHÈME”. Le atmosfere dell’album sono frutto di un lavoro a quattro mani eseguito dai due, per cui a un’idea dell’una seguiva la rielaborazione della stessa da parte dell’altro, per poi tornare nuovamente all’autrice, in un costante scambio di input creativi; inoltre, a Rabaeus si devono i suoni profumati di Oriente del sitar, della tabla, del tampura, oltre alle parti di viola da gamba presenti su alcuni brani.
A proposito di Oriente, la successiva “Karma” è arricchita proprio dal timbro percussivo caratteristico delle tabla a sostenere la delicata melodia da carillon eseguita qui dall’arpa, raggiunta, sul crescendo che porta alla chiusura del brano, dal controcanto di un sitar evocativo che la cinge in un abbraccio, nel quale mondi musicali apparentemente lontani danno vita a una danza dove il rigore europeo si fonde con la flessibilità del bambù indiano. In “Nocturne”, invece, è il turno della viola da gamba di assurgere a coprotagonista del pezzo, donando alle note pizzicate con grazia dall’arpista un landscape sonoro cupo ma allo stesso tempo intriso di malinconica bellezza, come un dipinto di Friedrich.
La chiusura “ufficiale” di “BOHÈME” è la rarefatta “Ninna Nanna”: sentiamo cinguettare gli uccellini, fotografie d’infanzia piene di nostalgia sovvengono alla mente, mentre la melodia delicata intonata dalla mamma di Kety prende per mano l’ascoltatore e lo guida attraverso l’armonia elementare che sostiene la composizione. Ma rimane il tempo per una sorpresa: è infatti presente come bonus track una rielaborazione futuristica della celebre “Per Elisa” di Ludwig Van Beethoven. Ribattezzata “Für Therese”, in riferimento a una suggestiva teoria secondo cui il titolo con cui conosciamo il brano sia in realtà dovuto a un errore di trascrizione, diventa qui il manifesto programmatico dell’arte di Kety Fusco e del suo approccio di elettronica organica all’arpa, tra distorsioni, tecniche percussive, effetti di modulazione, il tutto per rendere un omaggio sentito alla tradizione da un lato, dall’altro per dimostrare come sia possibile oggi, nel 2025, dare una decisa spinta evolutiva al suono di uno strumento con oltre 1300 anni di storia alle spalle.
“BOHÈME” è una raccolta di istantanee sonore, capaci di cogliere ognuna un diverso aspetto della sensibilità di un’artista in grado, con la sua musica, di aprire il nostro sguardo e la nostra anima su mondi nuovi, o meglio: di permetterci di vedere mondi antichi con gli occhi della contemporaneità.
L’arpa non è ascoltata abbastanza. Finora.
Articolo di Alberto Pani
Track list “BOHÈME”
- Hi, this is Harp
- BLOW
- SHE (feat. Iggy Pop)
- naima
- Resistance
- Karma
- Nocturne
- Ninna Nanna (feat. Mà)
- Für Therese
Line up: Kety Fusco arpa classica, arpa elettrica, live electronics, contrabbasso, voci / Nicolas Rabaeus: sitar, tampura, tabla, viola da gamba / Iggy Pop: voce in “SHE” / Mamma: voce in “Ninna Nanna”
Kety Fusco online:
Instagram: https://www.instagram.com/ketyfusco
Youtube: https://www.youtube.com/@KetyFusco
