MoMa

MoMa “The Breath of a Whale”

L’album è l’espressione di artisti che sentono la musica come una missione rivolta verso il mondo che li circonda nel suo insieme

Quanto dura il respiro di una balena? A questa domanda i MoMa rispondono con il tempo di un progetto, nove brani che compongono “The Breath of a Whale” fuori il 10 settembre per un’etichetta indipendente. La band indie rock faentina nata nel 2011 offre al pubblico un viaggio nel mare della vita a volte dolce a volte impetuoso in cui la balena acquista l’immagine iconica della nostra cultura come simbolo di protezione e trasformazione verso un cambiamento benefico; un cetaceo grande e maestoso che si immerge negli abissi per poi tornare alla superfice portando dai fondali sostanze nutrienti per tutti gli esseri viventi, così come la musica fa scandagliando l’umanità per renderla consapevole di tutte le sue sfaccettature.

Gli abissi risuonano già negli echi di “Liz & I”, la prima traccia dell’album (di cui Rock Nation ha dato la video-première), che sembrano riprodurre onde sonore marine in cui si impone la batteria di Andrea Rossi che accompagna la voce di Marcello Valenti in un’incessante risalita fino alla frase but when I listen to the stereo notes get under my skin: la musica diventa esperienza individuale e totalizzante che attraverso i sensi si fonde con il corpo diventando una cosa sola per portare a una nuova vita.

Con “Addicted”, invece, Valenti usa una voce più languida per fotografare un uomo nella sua relazione con un’amante che incontra ogni giovedì sera per la sua never ending dose, una dose infinita, quasi ineluttabile: è un essere umano volontariamente prigioniero dei suoi desideri, piacere nella schiavitù e schiavitù nel piacere, condizione che accetta quasi passivamente. I cori femminili fanno eco a quella leader e donano maggiore sensualità alla canzone mentre la chitarra elettrica di Maurizio Morsiani ne dà la cadenza che amplifica l’effetto di circolarità della situazione descritta dal brano.

Nelle tracce successive si passa sempre in un Rock più morbido, anche se ben cadenzato come in “We Never Wanted”, “Broken Dream” e “I’m A Star Tonight” dove l’interpretazione decisa ma delicata di Valenti crea atmosfere surreali e a tratti sublunari. Si parla di una quotidianità difficile in cui la rassegnazione sembra la via più facile, ma, sempre richiamando l’esempio della balena, è nella stessa quotidianità che possiamo trovare quegli elementi speciali che ci permettono di riemergere e respirare.

In “Alchemy Straw” il ritmo si fa più incalzante e complesso grazie alla chitarra e all’uso del synth, mentre il basso di Alessandro Bozza che diventa più presente e la voce si trasforma in un grido di affermazione. Il brano attira l’attenzione, cattura, ti mette all’angolo guardandoti negli occhi e ti invita a stare con loro: non puoi non accettare. Più lineare, ma sempre ben cadenzato, è “Just a Little Love” che con il suo stile rock dai richiami punk diventa una canzone più entusiasta e celebrativa dei benefici del fare l’amore, che vanno dal momento più intimo delle parole che si sussurrano nell’intimità, alla capacità di aprire e far aprire il cuore al mondo, perché se vogliamo la vita può essere anche dolce con noi: basta un po’ di amore, e tutto può cambiare ed essere migliore.

“Rain in Summer” è il penultimo brano che ci traghetta verso la fine con sonorità folk-rock e un approccio vocale più leggero rispetto alle precedenti, come chi si appresta a trovare la luce alla fine di un viaggio che termina con “C’m Faith”, una traccia con un attacco surreale grazie all’ampio uso del synth e la capacità evocativa e coinvolgente di Valente. Improvvisamente la canzone prende ritmo e sfumature rock che ci sollevano insieme a tutta la band per arrivare alla conclusione di un progetto che è contemporaneamente fine e inizio di un percorso, come tutti i veri cambiamenti che contengono il viaggio e la trasformazione per proseguire su una nuova strada.


“The Breathe of the Whale“ non si limita a essere un album, è l’espressione di artisti veri che sentono la musica come una missione rivolta verso il mondo che li circonda nel suo insieme, non solo l’umanità. La balena è un archetipo a cui rivolgersi per prenderne esempio, per non abbattersi davanti agli ostacoli della quotidianità e reagire, soprattutto dopo il periodo difficile che ha visto tutti nella medesima condizione, ma è anche per ricordarci quanto possiamo imparare da quella natura che spesso viene maltrattata e ignorata quando lancia i suoi messaggi d’aiuto. I MoMa hanno deciso di fare da tramite per trasmettere questo messaggio attraverso la propria musica, perché quando tutto sembra perso, l’arte ci apre nuove prospettive che ci permettano di respirare quando pensavamo che saremmo stati destinati a soffocare.

Articolo di Alma Marlia

Tracklist “The Breath of a Whale”

1. Liz&I
2. Addicted
3. We Never Wanted
4. Broken Dream
5. I’m A Star Tonight
6. Alchemy Straw
7. Just A Little Love
8. Rain In Summer
9. C’mon Faith

Line up MoMa
Marcello Valenti – Voce
Maurizio Morsiani – Chitarre
Alessandro Bozza – Basso
Andrea Rossi – Batteria

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